venerdì 31 dicembre 2010

Top album 2010

I miei










1. Owen Pallett, Heartland
2. Joanna Newsom, Have One on Me
3. Gigi, Maintenant
4. Vampire Weekend, Contra
5. Beach House, Teen Dream
6. Blitzen Trapper, Distroyer of the Void
7. Antony and Johnsons, Swanlights
8. Arcade Fire, The Suburbs
9. Robert Plant, Band of Joy
10. Elton John e Leon Russell, The Union

Qui le migliori tracce per categoria
Here best tracks 2010

Le canzoni dell'anno

Categoria principale: miglior canzone da ascoltare sul divano
[main category - best tracks 2010: song to be listened on a sofa]

Beach House, Real Love
Peter Gabriel, The Book of Love
Gigi, Alone at the Pier
Elton John-Leon Russell, If It Wasn't for Bad
Owen Pallett, Lewis Takes Off His Shirt  *
Owen Pallett, Oh Heartland
Laura Veirs, July Flame
Vampire Weekend, White Sky

miglior canzone che scopiazza i Beatles
[best song that sounds like beatles]
Blitzen Trapper, Destroyer of the Void  *
Broken Bells, Mongrel Heart
Danger Mouse and Sparklehorse, Daddy's Gone
Deerhunter, Basement Scene
Fistful of Mercy, In Vain or True
Charlotte Gainsburg feat. Beck, Heaven Can Wait
Harlem, Someday Soon
Ok Go, Back From Kathmandu
[si ascolta qui / listen]


miglior canzone per il gioco della spazzola quando avevi 13 anni
[best song for slow-dancing when you were 13]
Blitzen Trapper, Heaven and Heart
Justin Townes Earle, Slippin' And Slidin'
David Gray, We Could Fall in Love Again Tonight
R Kelly, When a Woman Loves
Janelle Monae, Sir Greendown
Corinne Bailey Rae, I would like to call it Beauty
Damien Rice, The Conoisseur of Great Excuse
Sade, In Another Time  *
[si ascolta qui / listen]


miglior spartito
[best score]
Sara Bareilles, The King of Anything
Elvis Costello, A Voice in The Dark  *
Gigi, The Hundredth Time
Local Natives, Camera Talk
Mgmt, Siberian Breaks
Owen Pallett, Tryst with Mephistopheles
Laura Veirs, July Flame
Vampire Weekend, White Sky
[si ascolta qui / listen]


canzone più struggente
[best all-consuming song]
Coldplay, Christmas Lights
The Coral, Walking in the Winter
Peter Gabriel, My Body is a Cage
Katharine McPhee, Terrified
Midlake, Small Mountain  *
Damien Rice, Under the Tongue
Sade, Be That Easy
Villagers, Becoming A Jackal
[si ascolta qui / listen]

miglior canzone da sentire in autostrada possibilmente in macchina
[best song to be listened on the road, better if in a car]
Barton Carroll, The Poor Boy
Hot Chip, Alley Cats
Freddy Johnston, Don't Fall
Kings of Leon, The End  *
John Mayer, Half of My Heart
Spoon, Who makes your Money
Twin Shadow, Shooting Holes
Paul Weller, Aim High


miglior debutto
[best rookie]
Broken Bells, The High Road  *
Delphic, Doubt
Neon Indian, Dead Better Summer
April Smith, Can't Say No
Star and Micey, My Beginning
VV Brown, Back in Time
Zaz, Le long de la route
Zaz, Prends garde a ta langue


miglior interprete maschile
[best male vocalist]
Elvis Costello, My Standing in the Rain
Gil Scott Heron, Me and Devil
John Mark Millan, Death in His Grave
Peter Gabriel, The Book of Love  *
Owen Pallett, Lewis Takes off his shirt
Damien Rice, Under the Tongue
Paul Weller, Aim High
David Gray, We Could in Love Again Tonight


miglior interprete femminile
[best female vocalist]
Janelle Monae, Say You'll go?
Zaz, Les Passants
Norah Jones, Chasing Pirates
Nellie McKay, No Equality
Sade, In Another Time
Corinne Bailey Rae, Feels Like the first time  *
Joanna Newson,, Good Intentions
Marti Larsen, Steal my Heart


miglior violoncello e famiglia
[best strings in a song]
Local Natives, Camera Talk
Magnetic Fields, Walk a Lonely Road
Peter Gabriel, The Book of Love  *
Peter Gabriel, Philadelphia
Angus-Stone, Big Jet Plane
Gorillaz, White Flag
Kanye West, All of the Lights
Nick Cave, The Church

mercoledì 22 dicembre 2010

Le anteultime / Quantum of Solace

Ovvero: I film visti quando li hanno già visti tutti

Esistono film che più di altri vanno visti dall’inizio. Altrimenti non si capiscono. Mi vengono in mente Neverland e Crash. Ma esistono anche film di cui è consigliabile perdersi le scene iniziali. A volte anche la prima mezz’ora. Per lo stesso motivo. Altrimenti non si capiscono. Tipo 007. L’ultimo. Che peraltro è scritto dallo sceneggiatore di Crash e diretto dal regista di Neverland. Proprio per quello, uno se ne sta bello concentrato dal minuto numero 1, e invece ti confondi le idee appresso a gente che scompare nel giro di un niente e che nella trama non serve a niente, fra inseguimenti a piedi, in auto, in motoscafo e in aereo. Manca solo il cavallo. Non c’è un cavallo, e tu lo sai.
Comunque. Quantum of Solace si può anche vedere dal minuto 30 in avanti. Ma pure dal 32. Ma pure dal 35. Vorrei dire che meno si vede, più si capisce. Ma non lo dico. La cosa imbarazzante è un’altra.
SPOILER  [se non volete sapere, non cliccate qui]

lunedì 20 dicembre 2010

La miglior canzone da nipotini di Morricone

Baustelle, La bambolina
Cavalcatona western come incipit. E direi che se fosse finita qui, già poteva bastare. Seconda ottina per l'album I mistici dell'Occidente.

Broken Bells, Mongrel Heart
Non inganni l'elettro-sound anni '80. E' l'inciso che ci porta fra i set di Almeria, i cow-boy, le selle, la polvere, le porte dei saloon che sbattono. 

giovedì 16 dicembre 2010

Il miglior pezzo dal resto del mondo

Paolo Conte, Los amantes del mambo
Con l'aria di un pezzo suonato da un floppy disk in un piano bar di Formia, e con la voce di un cittadino inviso all'ex ministro Sirchia per tutte le sigarette fumate, Paolo Conte fa in spagnolo una delle sue cose migliori degli ultimi anni. Piazza la seconda ottina 2010 dell'album Nelson e ci lascia immaginare cosa sarebbe questa canzone se solo la cantasse Kate Bush.

Charlotte Gainsbourg, Le Chat du Café des Artists
Come si fa a non immaginare che Charlotte Gainsbourg, attrice e cantante, stia giocando con la voce a fare mamma e papà (Jane Birkin e Serge Gainsbourg) dei tempi di Je T'Aime? Come si fa, eh, come si fa? Infatti non si fa. L'unica cosa da stabilire è se sospira o ansima. In un caso o nell'altro funziona. Dall'album Irm, entrato nella top-ten di gennaio.

venerdì 10 dicembre 2010

La miglior chitarra dell'anno

Beach House, Zebra
La dimostrazione che per essere protagonista, una chitarra non deve mica per forza avere un distorsore. Accompagna, accarezza e culla.

Eric Clapton, Run Back To Your Side
Mica ve lo devo spiegare io. Lui è uno che quando ci si mette, ci si mette. Non usciva un disco di Clapton da cinque anni. Oddio, non che il titolo del cd sia originalissimo. Tu tieni cinque anni di tempo per far uscire un disco, lo scrivi, lo incidi, il disco esce, e tu come lo chiami? Clapton. Detto questo, blueseggia al massimo livello. La chitarra entra in un loop che è una malattia infettiva. Contagia.
La canzone ideale per impastare la pizza. No, sul serio.

giovedì 9 dicembre 2010

Il tesoro di san Gennaro



Dio salvi la regina. Perché potrebbe prenderla male. Ma i gioielli della corona d’Inghilterra, coi diamanti più celebrati al mondo, il Koh-i Noor e la Grande Stella d’Africa, non sono i più preziosi sulla terra. C’è un tesoro di maggior valore, chiuso in un caveau del Banco di Napoli, più pregiato degli ori di Elisabetta. . Solo che nessuno lo conosce. Sono i gioielli del martire Gennaro, la faccia ‘ngialluta insultata dalle vecchie perché il suo sangue si sciolga nel duomo di Napoli tre volte all’anno, il santo depennato dal calendario e retrocesso in serie B dal Concilio Vaticano II. Un tesoro custodito nel cuore della più infelice, affamata, umiliata e torturata città d’Europa, come Curzio Malaparte chiamava Napoli. Via Toledo batte Tower of London. Una certezza dopo quasi tre anni di ricerche, sul punto di essere presentate al pubblico mentre la città misura la perdita del suo orgoglio in tonnellate di monnezza.

mercoledì 8 dicembre 2010

mi chiamo john, e vengo da liverpool

Qualche anno fa, con un mio amico pensavamo di scrivere un testo teatrale. Un monologo. In due tempi. Nel primo tempo la voce era quella di John Lennon, che parlava di sé poco prima della morte. Nel secondo era quella di Mark Chapman, il suo assassino. Il testo si badava su brani tratti da documenti autentici. Tipo interviste o l’interrogatorio del Parole Board a Chapman.
Il primo tempo era quasi completo abbastanza avviato. Se vi va, lo leggete su Scribd.
 ***

Forse lavorerò fino a ottant’anni o fino a quando morirò. Anche quando sei storpio, dipingi. Se fossi paralitico, credo che dipingerei. Saper cantare significa cantare fino a quando la gente vuol sentirti, non significa tenere una nota alta o roba del genere. Tutti dicono: lei. Ma lei non ha diviso i Beatles, e se anche l’avesse fatto cosa volete che fossero i loro dischi fottuti? E però lei è una donna. È giapponese. Ci sono pregiudizi razziali contro di lei. È semplice. La gente mi guarda, scuote la testa, mi tocca la mano, e mi dice stai attento. Ehi: è mia moglie!
Lei è importante come Sergent Pepper. Il suo dolore è tale che si esprime in una maniera che vi urta. Come succedeva a Van Gogh: troppo vero. Ferisce.

[continua qui]

martedì 7 dicembre 2010

manualetto pratico di vita a roma/12: i tombini

Dizionario sinottico di situazioni/2
In strada

Non lasciarsi sopraffare dalla mancanza d'aria confrontando la gloria incisa dall'antico potere romano sui tombini della città (Senatus Populusque Romanus) e la scritta presente sui tombini napoletani.

















Per gli amanti del genere
L'intero manualetto di vita pratica

lunedì 6 dicembre 2010

Il miglior duetto dell'anno

Sade feat. Raheem De Vaughn, Soldier of love
Il primo passo è dentro un clima da film di 007, poi arriva una patina anni '80 che avvolge ogni cosa.

Galactic feat. Rebirth, Boe Money  *
La Vucciria, Forcella, Quai des Belges, la Djenne del lunedì, Ballarò, Antigua Guatemala, Piazza Mercato, Chandhi Chock, la Duchesca, Dakar, Xipamanine, Macondo e la Pignasecca messe tutte assieme. Pezzo pazzesco.

domenica 5 dicembre 2010

La migliore canzone italiana dell'anno

Baustelle, I mistici dell'Occidente
Per me: miglior album italiano 2010. Questo è il pezzo che gli dà il titolo. Comincia come fosse De Andrè, prosegue con un tour dentro suoni usciti dai set di Almerìa degli spaghetti western, piazza un paio di parole che evocano Saramago e finisce con un assolo di tromba, che è la migliore conclusione di un pezzo italiano da una decina d'anni a questa parte. Noi ci salveremo disprezzando la realtà e questo mucchio di coglioni sparirà.

Carmen Consoli, Aaa Cercasi trasparenza in politica
Se fosse un film l'avrebbe girato Ferreri. E' allo stesso tempo affresco grottesco e invettiva prepotente sul reclutamento delle donne in politica da parte dell'ottantenne miliardario benestante. Le cagne da strada e i ministri degli affari a luci rosse. Al primo ascolto sembri portata per la liriica, o forse ti interessa l'astrofisica?

giovedì 2 dicembre 2010

Le luci di Natale

E adesso anche i Coldplay hanno la loro canzone di Natale.
Così dalla prossima settimana potranno partire le ottine per tutte le categorie delle canzoni dell'anno.
Dai, che eravate in pensiero.

Un altro scuorno

Con l'immondizia di Napoli di nuovo su tv e giornali, è quasi fatale correre a ri-mettere le mani sul bellissimo libro di Francesco Durante, "Scuorno". Uscì nel 2008, quando il sentimento di vergogna toccò il picco e poi lasciò spazio, non proprio a una speranza, ma almeno a una promessa. Due anni fa non lo lessi. Un po' perché Narrativa batte Saggi 2-0. Un po' perché era piaciuto moltissimo a un tizio che mi sta antipatico. E comunque. Durante è docente della materia più bella che esista: letterature comparate. Ed è stato anche traduttore di John Fante. Leggendo "Scuorno" a due anni dall'uscita, oggi che la cupa cronaca accentua i giudizi malevoli su Napoli e sul sud, si compie veramente un viaggio - diacronico e sincronico - dentro un mondo. Viaggio antropologico, sociologico e linguistico-letterario. Pop e raffinato. Con una lunga serie di citazioni su Napoli (di quelle che in genere mi piace sistemare su Twitter) a puntellare ragionamenti e convinzioni.

venerdì 26 novembre 2010

Cose cretine imparate dai social network

Che se spegni il computer senza chiudere la pagina Facebook, la prossima volta la trovi aperta
Che se spegni il computer senza chiudere la pagina Twitter, la prossima volta la trovi chiusa.

martedì 23 novembre 2010

In diretta dal risorgimento/2

"Le nostre ferrovie vanno come Dio vuole, e tutti lo sanno. Ormai le ferrovie di Napoli sono peggiori di quelle che sono costruite sulle coste d'Africa. La linea S. Severino va come una tartaruga. L'orario è attaccato al muro per una semplice forma. Guai a chi ci fa i conti sopra. Si arriva sempre qualche ora più tardi! Il servizio poi è pessimo. E notate che vennero aumentati i prezzi promettendosi mari e monti. Si dovevano illuminare meglio i vagoni, mettere le lastre ai terzi posti, ecc. Di tutto questo non se ne è fatto nulla. Si paga di più. Ecco tutte le novità. L'altra sera tra Casalnuovo e Napoli il treno uscì di rotaia, con pericolo gravissimo dei viaggiatori. Vi furono donne che ne ebbero una paura da morire. E così andiamo innanzi sui trampoli su tutta la linea".
(L'Italia, ripresa da La Stampa del 23 febbraio 1867)

fate presto - trent'anni dopo

lunedì 22 novembre 2010

In diretta dal risorgimento

La Stampa ha digitalizzato tutto il suo archivio e l'ha messo in rete. Tutta la storia del giornale dal 1867 a oggi. Una cosa immensa, una cosa che farebbe (che farà) la gioia - per esempio - di chi dovesse aver bisogno di ricerche per una tesi di laurea.
Tutta la storia del giornale, e tutta la storia del Paese.
Per esempio. Ora si può buttare un occhio sul Risorgimento.
Fatto.
Ricerca. Napoli.
La prima volta che c'è scritta la parola "Napoli" è il 9 febbraio 1867.
E' la traccia di quelle che - ricorderete - sono chiamate leggende nere.
In sostanza c'è notizia, a 6 anni dall'Unità d'Italia, di due lamentele del sud. La prima: sottrazioni di denaro. La seconda: il malumore per il trattamento dei funzionari meridionali.

Leggesi nell'Italia di Napoli: "Abbiamo sempre nuove sottrazioni a danno dell'erario pubblico. Un ricevitore di dogane di Reggio è stato arrestato per essersi verificato un vuoto di 150 mila lire nella cassa da lui amministrata! La baraonda è completa".
Noi diremo: poveri contribuenti, vedete con quanta prudenza è amministrato il vostro denaro!
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Dappertutto così: Abbiamo dice l'Italia di Napoli, una nuova tempesta di traslocazioni nella pubblica sicurezza: tanto nel personale della Questura che nelle sezioni. E' una specie di tarantola obbligata, fatta tutta a vantaggio dei ladri. Il moto perpetuo eretto a sistema: in guisa che non appena un funzionario comincia a prender paese è sbalzato in un'altra sezione.
E' un nuovo sistema di amministrare che produrrà i suoi frutti!

L'elenco di Maroni

[da metilparaben]

Visto che stasera il ministro Maroni sarà da Fazio e Saviano per difendere la Lega, gli consiglio di leggere l'elenco che ho preparato apposta per lui. Chissà, magari già che c'è riesce a spiegarci in che modo dobbiamo interpretare le perle che ci sono scritte dentro.

* Gli immigrati bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
* Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni. (Umberto Bossi, ministro delle Riforme per il Federalismo)
* Quegli islamici di merda e le loro palandrane del cazzo! Li prenderemo per le barbe e li rispediremo a casa a calci nel culo! (Mario Borghezio, europarlamentare)
* Per i negri bisognerebbe usare pallottole di gomma e prendergli le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù. (Erminio Boso, europarlamentare)
* La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
* Gli omosessuali devono smetterla di vedere discriminazioni dappertutto. Dicano quello che vogliono, la loro non è una condizione di normalità. (Flavio Tosi, sindaco di Verona)

[continua a leggere su metilparaben]

sabato 13 novembre 2010

Buuuuu

Questa di Balotelli è la storia vera. O quasi vera. È una parabola. È la sua biografia camuffata e parallela, raccontata per spiegare cosa sia il razzismo da Luigi Garlando, creatore della serie per ragazzi sulle Cipolline, la squadra di calcio che ha per motto "Chi si diverte non perde mai": 22 titoli, un milione di copie in Italia negli ultimi 4 anni, una serie tv in arrivo per il mercato argentino. Garlando è l'idolo di bambini e pre-adolescenti che l'hanno spinto a inventarsi sul web i Cipo-twit, aggiornamenti dagli stadi, frequentati per lavoro (prima firma del calcio alla Gazzetta dello Sport). Stavolta in "Buuu" (Einaudi Stile Libero, 224 pagine, 16 euro) al posto delle Cipolline c'è Mario, l'attaccante della nazionale. Gioca ancora nell'Inter e non come nella realtà in Inghilterra, dove l'ha spinto anche l'odio che appesta i nostri stadi (il coro "Se saltelli muore Balotelli"). Balotelli è la traccia per parlare di razzismo ai ragazzi. È la versione-calcio di Tahar Ben Jelloun.

mercoledì 10 novembre 2010

Quei feroci secessionisti del sud/3

I vostri leader che oggi chiedono soldi allo Stato per soccorrere la vostra economia si sono immaginati un federalismo punitivo verso il Sud. "Fate come noi, fate da soli", ci avete detto nei convegni accademici e nelle parole dure dei comizi leghisti. Eppure oggi scoprite che da soli non si può, da soli non si va da alcuna parte, che senza l’Italia il Veneto è piccola cosa. (...) Eppure quella terribile parola, "Arrangiatevi!", mi muore in gola. Non la posso dire, non la so dire. Vorrei spiegarvi che siamo figli dello stesso paese che non sa difendere le “pietre” di Pompei, le vostre fabbriche e le vostre case. Che quegli uomini politici che vi incitano a odiarci sono i nostri nemici e i vostri nemici. (...) Siamo una nazione di popoli soli che sta smarrendo anche la coscienza di essere una comunità costruita con fatica e sacrifici, che vive dei rancori del Sud e del Nord, delle paure che spingono i vostri sindaci leghisti a negare persino le panchine agli extracomunitari.

(Giuseppe Caldarola, nato a Bari, da Il Riformista)

martedì 9 novembre 2010

Quei feroci secessionisti del sud/2

(AGI) - Cosenza, 9 nov. - "Egregio Signor Presidente, con la presente Le voglio esprimere la solidarietà mia e dei miei concittadini per la situazione difficilissima in cui versa la Sua regione per i danni prodotti dalle intemperie atmosferiche di questi giorni".
Inizia così una lettera aperta che Giovanni Manoccio, il sindaco di Acquaformosa, piccolo centro della provincia di Cosenza, autodefinitosi "comune deleghistizzato", ha inviato oggi al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.
"Ho visto in TV molte scene di devastazione e di difficoltà: imprese, agricoltori, semplici cittadini e famiglie che hanno subito danni ingenti e che conserveranno in futuro il ricordo atroce di questi giorni. Spero vivamente che il popolo Veneto si rialzi presto da questo momento difficile. Signor Presidente, ho voluto scrivere questa lettera perchè nell'estate di due anni fa Lei ebbe una polemica con me sulla scelta fatta dal mio consiglio comunale di dichiarare il territorio del comune di Acquaformosa, di cui sono Sindaco, "Deleghistizzato"; Lei non ebbe parole simpatiche nei miei confronti, mostrando un atteggiamento poco rispettoso. Il Sud è una parte d'Italia dove i sentimenti di solidarietà sono costantemente  vivi e presenti, noi soffriamo quotidianamente e siamo vicini a chi subisce la nostra stessa sorte in ogni parte del mondo, figurarsi se la sofferenza avviene in una parte della nostra nazione, come per appunto il Veneto", continua la missiva. "Per esserle vicino nei fatti e non solo a parole, ho lanciato fra i miei cittadini una sottoscrizione "pro-alluvionati del Veneto" a cui io personalmente aderirò devolvendo la mia indennità mensile di Sindaco. Mi auguro, ma di questo sono certo, che le istituzioni "Romane" siano al Suo fianco in questo momento, per darle un aiuto anche in termini economici, in quanto credo che se dovesse fermarsi il Veneto ne soffrirebbe la Nazione intera", continua la lettera di manoccio. (AGI)

sabato 6 novembre 2010

Cattivissimi voi

Come deve sentirsi il povero Steve Carell. Uno si costruisce una più che dignitosa carriera comica, fa la spalla a Jim Carrey e recita con Woody Allen. Infila qualche perla da box office e una piccola gemma come Little Miss Sunshine. Viene giustamente ingaggiato dal "vocificio" dei cartoon, e alla fine scopre che in Italia lo trattano così. Cioè. Già gli avete dato quel po' po' di schiaffo facendolo doppiare da Pupo ne La Gang del Bosco. Non contenti, ora per Cattivissimo Me gli date Max Giusti? Ma che vi ha fatto?

venerdì 5 novembre 2010

Quei feroci secessionisti del sud

NAPOLI (4 novembre) - Le celebrazioni dei 150 anni dell'unità d'Italia e delle Forze armate hanno avuto inizio al Mausoleo di Posillipo dove le autorità locali hanno deposto le corone commemorative, alla presenza dei vertici delle forze dell'ordine. In piazza del Plebiscito hanno sfilato i reparti delle Forze dell'ordine e i gonfaloni della Regione Campania, del Comune e della Provincia di Napoli.
"Con queste celebrazioni - ha detto Francesco Tarricone, a capo del presidio interforze militari del Meridione - vogliamo ricordare il difficile cammino che ha portato all'unità nazionale e rendere omaggio a quanti, anche a costo della vita, hanno permesso a tutti noi di vivere in un Paese libero e democratico".
È stato lo stesso Tarricone a leggere i messaggi del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del Ministro della Difesa, Ignazio Larussa. Per il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, "c'è bisogno di unità e coesione". 

[qui]

Sullo stesso tema
La leggenda rosa del sud secessionista
Poi di colpo mi trattieni il bicchiere

giovedì 4 novembre 2010

La leggenda rosa del sud secessionista

Ci risiamo. Sotto il titolo "L'altra secessione", oggi il professor Angelo Panebianco torna a parlare di Sud contro Nord.
Appunti da tenere in tasca nel caso di una discussione in treno.
Là dove Panebianco  scrive: L’esasperazione della frattura Nord/Sud che sperimentiamo da un ventennio ha la sua causa nella fine della Dc e del sistema di scambi mutualmente soddisfacenti (ampiamente finanziato con l’indebitamente pubblico) che la Dc garantiva fra i diversi territori. Quel sistema aveva assicurato per molti anni una certa tranquillità di superficie.
Ricordarsi di obiettare: - E' un premessa che mi è oscura, oltre che storicamente non vera. I cartelli "Non si affittano case ai meridionali" e i cori negli stadi "Colera colera", oppure "Vesuvio bruciali tutti", risalgono anche agli anni di potere Dc.
Ma poniamo che la storia della Dc-garanzia sia autentica. Non è proprio il cosiddetto assistenzialismo dell'era Gava-Pomicino-Cassa del mezzogiorno-eccetera eccetera che viene spesso rimproverato al sud?
E inoltre: ma i soldi non spesi/sprecati/malversati per opere pubbliche al sud sono una responsabilità politica/penale dei singoli o una responsabilità collettiva di una comunità?

sabato 30 ottobre 2010

"lo Stato viene da lei e dice: fatti anche tu un po' di galera"

giovedì 28 ottobre 2010

Esame di diritto costituzionale

Certe volte manca il tempo. Per esempio, due giorni fa, sarebbe stato il caso dire un paio di cose su quanto scritto da Panebianco sul Corriere. Tutto un ragionamento sul sud, la democrazia, il Risorgimento. Più o meno col solito canovaccio negazionista ("leggende nere") su ciò che accadde nei primi 60 anni dell'Unità d'Italia alle popolazioni meridionali (E vabbe', tanto oggi su questo punto gli risponde Aurelio Misiti).

mercoledì 27 ottobre 2010

Il treno di panna

Sono ormai due giorni che nel dare conto della polemica fra Trenitalia-Fs e la nuova compagnia ferroviaria Ntv, i giornali evocano un confronto tra pubblico e privato. Dove il privato è Ntv (Montezemolo, Punzo, Della Valle) e il pubblico è..., il pubblico è..., ecco qual è il pubblico?
E' Trenitalia. Controllata al 100% dalle Ferrovie dello Stato, trasformate da ente pubblico economico in s.p.a. ma a totale partecipazione statale (il ministero dell'Economia). E però.
Pubblico per modo di dire. Perché io le ricordo bene le parole di un anno fa di Mauro Moretti, a.d. di Ferrovie, durante i giorni caldi delle proteste dei pendolari.

venerdì 22 ottobre 2010

Aria di riabilitazione

La gente del vesuviano dice, in sintonia con la commissione europea che sta monitorando queste decisioni, che due discariche enormi nel Parco nazionale del Vesuvio siano troppe. Lei non sente ragioni o pensa che ci sia la camorra dietro questi disordini?
"Io dico che non è vero che la camorra vuole sic et simpliciter l'apertura delle discariche. Penso che le organizzazioni criminali ci guadagnino nel disordine. La camorra vuole che non si faccia niente, vuole che alla fine si debba agire sotto l'onda degli scontri, e dell'abusivimo. La camorra ha sempre lucrato su questi settori. Ed è stato vero per 15 anni, non è mai stato denunciato con forza".
Lo denunciava anche Bassolino, ma si diceva fosse un alibi.
"Penso che anche Bassolino, che per me è persona onesta, sia stato una vittima di questa situazione. Una vittima che non ha voluto decidere fino in fondo.
(da un'intervista a Stefano Caldoro, governatore pdl della Campania)

Vecchie cose sui rifiuti (e un po' anche su Bassolino)
Discarico, ergo sum
Il senatore Bailey, Musharraf e Antonio Bassolino
Lucio Dalla, i neoborbonici, i rifiuti e Bassolino

giovedì 21 ottobre 2010

Saetta, torna a Surriento


Un po' di tempo fa, a una persona che poteva scegliere idee, modalità e fondi per la promozione turistica di Napoli e della Campania, mi permisi di indicare la strada del disneyficio.
Nel senso che per rilanciare a livello internazionale l'immagine della città, immaginavo fosse una buona idea provare a intercettare i progetti delle grandi major dell'intrattenimento infantil-adolescenziale, Disney su tutti.

mercoledì 20 ottobre 2010

I liberali a gettone

Da viaggiatore. Da cittadino. Io non voglio che il governo, cioè Letta e Matteoli, riuniscano intorno a un tavolo i vertici di Ferrovie dello Stato e quelli di Ntv, la nuova compagnia ferroviaria di Montezemolo. Due aziende in concorrenza. Quella che nel comunicato finale dopo l'incontro chiamano "ritrovata e piena collaborazione" per arrivare a "una soluzione condivisa dalle parti", ecco, non è proprio la prima cosa che mi auguro. Mi dà un senso di opacità, magari mi sbaglio: sarò pronto a riconoscerlo.
Ma nel frattempo, da viaggiatore e da cittadino, da osservatore di quel liberalismo spesso invocato e quasi mai praticato, io vorrei solo che Ntv arrivasse sul mercato e sfidasse Fs.
Magari mettendo un Roma-Napoli alle 23.30.
Scusate, ma ce l'avevo qua.

sabato 16 ottobre 2010

Tre pensieri, e una quattro

Life consente di accedere al suo meraviglioso archivio fotografico, e di costruirsi una fotogallery cronologica costruita su una parola chiave. Così c'è chi ha messo insieme tutti i pluri-sposati di Hollywood.

giovedì 14 ottobre 2010

Il Napoli spiegato ai bambini *

- Papà, perché noi siamo tifosi del Napoli?
- Mmm... Forse perché siamo di Napoli.
- E allora perché il mio compagno di scuola è tifoso dell'Inter? Lui non è nato a Inter.
- Non è nato a Milano, vuoi dire.
- L'Inter è nata a Milano?
- Ecco... sì... diciamo... sì... l'Inter è nata a Milano.
- Perché allora lui...?
- E' sempre un po' un mistero. Come quando ti piace qualcuno. E' una scintilla. A lui piace l'Inter.
- Pa', forse lui vuole tifare per una squadra che vince sempre.
- Forse.
- E noi non la vogliamo una squadra che vince sempre?
- Non ci siamo abituati.

venerdì 8 ottobre 2010

Double Fantasy


Alle 10 di domani sera qui trovate un raggio di luce per John Lennon, che avrebbe compiuto 70 anni: Yoko Ono chiede un milione di messaggi via twitter o facebook.

Magari un giorno si fa la prova con la Gelmini

E allora Beatrice, Beatrice DeLeap, 9 anni, ha preso carta e penna, e ha scritto a Jack Sparrow.
"Caro capitano, nella mia scuola elementare ci sono un sacco di giovani pirati e la scuola sta avendo un po' di problemi, noi vogliamo ammutinarci contro gli insegnanti. Ci potresti venire a dare una mano?

Voi non ci crederete. Ma Johnny Depp, che a Londra era sul set lì vicino, s'è presentato a scuola vestito da Jack Sparrow.

giovedì 7 ottobre 2010

Eravamo io, Vargas Llosa e Maradona

SCINTILLANTE - Quando nel giorno della prima partita col Belgio giocò maluccio, molti si chiesero il come, il quando e il perché del mito Maradona. Ma dopo la partita fra Argentina e Ungheria, che la piccola stella illuminò dall'inizio alla fine con i fuochi d'artificio della sua saggezza, non c'era più nessuno che avesse dubbi: Maradona è il Pelè degli anni Ottanta. Un grande giocatore? Di più: una di quelle divinità viventi che gli uomini creano per adorarsi in esse.
TRA I MOSTRI - Per un periodo che fatalmente sarà breve - siamo nel più assoluto e nel più fugace dei regni - all'argentino toccherà essere per milioni e milioni di persone al mondo quello che nei loro turni imperiali furono Pelè, Cruyff, Di Stefano, Puskas e qualcun altro: la personificazione del calcio, l'eroe che di questo sport si fa cifra ed emblema. I 1000 milioni di pesetas che - si dice - abbia pagato il Barcellona per averlo, sono la prova che Maradona ha già avuto accesso al trono, e a giudicare dalla sua partita contro gli ungheresi, dall'eco che ha avuto fra la gente, questo mondiale dimostrerà che il Barça ha fatto un investimento redditizio. Dieci milioni di dollari sono molti soldi per un semplice mortale che gioca a pallone, ma non è niente se ciò che si sta comprando in realtà è il mito.

Vargas Llosa, detto 'o Nobbèl

Ero a Napoli quando ho letto Gomorra di Saviano. Mi sentivo felice perché a contatto con una città bellissima, piena di opere d' arte, di vitalità, di colori, di sapori, di gente. Poi ho avuto una reazione strana. Andando avanti nella lettura, ho cominciato ad avere paura. La violenza di cui parla Roberto ha iniziato a fare da sfondo alla bellezza. Napoli si è trasformata in una città sinistra, piena di persone che soffrono, ha mostrato le sue viscere è stato un colpo durissimo. Ma questa è la prova della necessità di Gomorra.
[Mario Vargas Llosa, premio Nobel]

mercoledì 6 ottobre 2010

Pagarci: a chi?

Di Borrelli vi ho già parlato. Quello che altre volte s'è qui taciuto, è che Borrelli, Francesco Borrelli - come si dice a Napoli - mette 'acoppa.
Letteralmente significa mette da sopra. Sempre che in italiano si possa dire: mette da sopra.
Il senso è: sopravanza. Lui scavalca. Esagera. Ci mette il carico. Mette 'acoppa.
Uno la spara grossa? Lui non si lascia intimidire. E sorpassa.

Lamento per Pompei
















Altre cose su Pompei
Il 24 agosto del 79

venerdì 1 ottobre 2010

Nessuno è perfetto

Non ho fatto in tempo a dirlo ieri. Ma quando è morto Tony Curtis, ho pensato che Carlo Croccolo è rimasto l'unico a poter parlare di Marylin.

lunedì 27 settembre 2010

Manualetto pratico di vita a roma / 11

I ragazzi che urlano a ora di pranzo dal balcone della cucina in una città diversa dalla propria, e vedere il vicino che si affaccia con lo sguardo infastidito di chi sta chiedendo: "Ehi, ma che sta succedendo lì?".

Cavani, ecco cosa succede

Eppure un modo c'è

Una volta Michele Serra (mi pare) raccontò la sua infallibile strategia al cospetto di chi sparava una stronzata. Gliela faceva ripetere. Una, due, tre volte. Tutte le volte possibili. Fingendo di non capirla. Fino a mettere l'altro nella condizione di sentirsi ridicolo.
Tipo.
Poniamo che Bossi un giorno dica: Basta con Spqr, Per me significa Sono porci questi romani.
Ecco. Allora uno da quest'altra parte gli dovrebbe rispondere: - Cioè?
Lui ripeterebbe, magari più forte schiarendosi la voce: - Ho detto che Spqr eccetera.
E allora noi: - Sì, sì, ho sentito. Ma non ho capito. Davvero. Cioè?
Lui urlerebbe ancora di più: - Ho detto che...
E noi placidi: - No, Bossi, abbia pazienza. Cioè?
Serra sosteneva che presto quello lì si scoccerebbe.
E io sono d'accordo con lui.

giovedì 23 settembre 2010

E come avrebbe detto Mike, colpo di scena

E' carina l'idea dell'ultimo spot Tim, e lo spot è pure ben riuscito. Quello della Hunziker che prova a far parlare in italiano John Travolta, lui si sforza, all'inizio inutilmente e poi con gran successo. Fino a rivelare il segreto: mioh dopiatoreh. Con il doppiatore Francesco Pannofino che sbuca da dietro le quinte.
Francesco Pannofino, non so se avete presente, è l'uomo che dà la voce a George Clooney. Voce calda, profonda, pastosa. E' la stessa voce di Denzel Washington. Calda, profonda, pastosa. E anche di Banderas. O di Grissom, se vedete Csi. Calda, profonda, pastosa.

giovedì 16 settembre 2010

Il matrimonio in crisi

Cogito Ergo Sud è una rete di persone. Gente che crede che nel sud ci sia il proprio futuro, "altrimenti che siamo rimasti a fare".
Dentro questa rete c'è pure qualcuno che se n'è andato, ma che nel sud continua a credere e lo dice ogni volta che può nei posti dove adesso si trova, "altrimenti che ce ne siamo andati a fare".
Che siano 1.000 o 5.000 persone importa poco. Importa che ci siano.
(E comunque sono 12mila)
Per iniziativa di Cogito Ergo Sud, ogni giorno Massimo Andrei, Luciano Colella e Luciano Bonetti producono uno snack: un video di un minuto coerente coi valori della rete, dedicato - che ne so - una volta alla legalità, alla solidarietà, alle discriminazioni. Si intitolano Indolenza, Lassismo, Il Ruoto.
A me è piaciuto molto quello di ieri. Che sta qui sotto.
Gli altri stanno tutti qui

Erba di casa mia

Nell'intervista data ieri da Matteo Renzi a Repubblica c'è una frase che adesso prendiamo e attacchiamo con una puntina da qualche parte, così sarà pronta per essere tirata fuori e letta, e riletta, e riletta, ogni volta che l'erba buona del sud verrà trasformata in fascio da qualcuno.

Quanti Angelo Vassallo ci sono fra gli amministratori locali del Pd? Quanti sul territorio combattono per la tutela dell'ambiente, dei prodotti tipici, contro le speculazioni edilizie, magari pestando i piedi a qualcuno? Vorremmo che queste persone si sentissero più a loro agio nel Pd.

L'autunno caldo

E insomma dopo il Freedom di Franzen, stanno arrivando il quinto Roth in cinque anni (Nemesis) e il nuovo romanzo di Nicole Krauss, signora Safran Foer.

sabato 11 settembre 2010

E' lei

C'è stato un tempo, racconta il fotografo Terry O'Neill al Daily Mail, in cui le star non ti tenevano a distanza. Si fidavano, erano rilassate, ti aprivano le porte. Non dovevi aggredirle col flash all'uscita da un ristorante né appostarti con un teleobiettivo dietro un cespuglio a qualche centinaia di metri dalla loro villa o dalla spiaggia dove andavano a fare il bagno.
C'è stato un tempo in cui Audrey Hepburn la potevi fotografare così.

(la mostra delle foto di O'Neill è alla Richard Goodall Gallery di Manchester dal 23 settembre)

lunedì 6 settembre 2010

Dimmi, Ciotti

C'è sempre un modo per ricordare persone e luoghi dell'anima.
No, lo dico a proposito di via del Campo, Filumena Marturano e Pinocchio a Collodi.
Prendete Lucca.
E guardate come hanno ricordato la loro voce radiofonica più celebre.

Per le prenotazioni qui

(sebbene - a dirla tutta - una pizza spettacolare si mangi da Gennaro a Pietrasanta)

Tania, Juliana e Loana

Un po' di tempo fa, per motivi che sarebbe noioso spiegare, scoprii che un film girato in America da Vittorio De Sica, dal titolo The Biggest Bundle ot Them All (il malloppo più grande di tutti), in Italia era passato al cinema come Colpo grosso alla napoletana. Bah.
Poi scoprii che l'attrice impegnata lì nel ruolo di Juliana era la stessa che Eduardo aveva voluto accanto a sé, a Marcello Mastroianni e a Regina Bianchi in Spara forte, più forte non capisco, altro titolo stravolto, perché altro non è che la versione cinematografica della commedia Le voci di dentro. Napoli. Di nuovo.

domenica 5 settembre 2010

Venderò le mie scarpe nuove

Il Sunday Mail oggi si appassiona alla presenza della regina Elisabetta ai Braemar Games, qualunque cosa essi siano.

sabato 4 settembre 2010

Dai diamanti non nasce niente

Cercate un'indicazione. Cercatela pure. Non c'è. Nella zona del porto di Genova non c'è freccia e non c'è traccia che porti i vostri passi verso la via del Campo di De André. Ci si arriva solo con una cartina, e fortemente volendolo.
Ora. E' probabile che De André avesse piacere che la strada della sua graziosa dagli occhi grandi color di foglia rimanesse per sempre così. E infatti via del Campo è rimasta fedele all'originale. Ma non c'è un segnale né un'indicazione che guidi lì i turisti. I muri sono imbrattati da Genoa merda di qua e Samp merda di là. C'è una targa bruttina, un graffito tracciato da una mano volontaria (foto), e per fortuna che parlano di lui i trans e gli illusi che passano di là.
In questo mi ha ricordato Napoli e vico san Liborio, il basso in cui Eduardo nel '46 ambientò Filumena Marturano. Il vico è lì, gli abitanti sono tuttora convinti che Filumena sia esistita, ma non c'è una targa, né una finestra, né un portone.
E poi andiamo a Verona a vedere il balcone di Giulietta.

giovedì 2 settembre 2010

Le bugie dalle gambe corte


Se fosse una fiaba americana, chissà cosa ne avrebbero tirato fuori. Loro. Gli americani. Infatti ci hanno provato. Ad appropriarsene. Sono molti in giro quelli convinti che Pinocchio sia una storia che arriva da lì. Per via del film di Walt Disney.

martedì 31 agosto 2010

C'erano un filosofo, uno scrittore e un fuoriclasse

Una nota condivisa su Facebook e attribuita a un certo John Baez - rilanciata da robertodragone.tumblr.com - in cui una serie di filosofi e scrittori entrano in gelateria, e ognuno di loro avanza una richiesta. E poi non vi rovino la sorpresa. Ma c'è pure Maradona.

Kierkegaard entra dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno. Desidera?”
Kierkegaard: “Vorrei un gelato. Alla fragola. No, aspetti. Al limone. No, scusi, menta. Oddio, c’è anche la stracciatella… Allora, no facciamo che fragola andava bene. Cono. No, scusi, coppetta. No cono. Al limone. Senta, decida lei. No, scusi, decido io. No, decida lei. (Comincia ad ansimare in preda ad una crisi di panico). Allora, facciamo limone e fragola. No, meglio menta e fragola. Nella coppetta. Decida lei. No, decido io. No, decida lei. Senta, facciamo così: lasciamo decidere a Dio.”
Dio: tace.
Kierkegaard “A posto così.” Ed esce fischiettando, contento, senza gelato.

Platone entra dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno, desidera?”
Platone: “Una coppetta da due euro, cioccolato, amarena e menta.”
Il commesso lo serve. Platone mangia, sbuffando di quando in quando.
Commesso: “C’è qualcosa che non va?”
Platone: “Guardi… Non vorrei offenderla… Questo gelato non è male… Però, come quelli che mangiavo nell’iperuranio… Vabbè, fa lo stesso.”
Lascia il gelato a metà e se ne va, triste e deluso.
[per intero qui]

lunedì 30 agosto 2010

Anacroshopping

Alle bancarelle che circondano le cascate delle Marmore vendono inquietanti mazze di legno tutte dipinte di nere col volto di Mussolini.
Ah, e poi vendono pure rullini per macchine fotografiche.
No, il grammofono non c'è.

venerdì 27 agosto 2010

Vacanze da padreterno














(Siena, l'altro giorno)

lunedì 16 agosto 2010

Chi è quella signora vicino a Gennaro Esposito?

C'era una barzelletta, non me la ricordo neppure bene, in cui alla fine un tizio napoletano si trovava accanto al papa, e tutti si chiedevano chi fosse quel signore vestito di bianco vicino a Gennaro Esposito.
Ecco. Ora Slate ha messo online una galleria di foto di persone che in questi anni si sono fatte fotografare con la regina Elisabetta, da Lady Gaga a Madonna, da Hanna Montana a Serena Williams.
Non vi dovete mai perdere i cappelli della regina.




Vecchie cose sulla regina d'Inghilterra
Conservatori accaniti

FILM
The Queen, di Stephen Frears
ROMANZI
Alan Bennett, La sovrana lettrice
CANZONI
Glover Roger, Queen of England
Claudio Baglioni, Viva l'Inghilterra

giovedì 12 agosto 2010

Che qui di musica non si parla da un po'

Cioè. A distanza di un anno, domani esce un nuovo cd di David Gray, e nessuno mi avverte.
Gira già il singolo
Il cortile riapre così.
Ma poi bisognerà parlare degli Arcade Fire.
State senza pensiero.

mercoledì 11 agosto 2010

Il padrone delle parole

Pare che Murdoch abbia intenzione di citare quelli di Skype, colpevoli di utilizzare per tre quinti nel loro marchio il logo delle sue tv. Cielo è una parola sua. Dunque per evitare cause qui non saranno mai utilizzate in inglese le seguenti parole: grattacielo, allodola, profilo, orizzonte, esorbitante, paracadutismo, né dirottatore. No, uno lo dice per avvertire.

sabato 31 luglio 2010

Carlo Levi, e non era tutto

Dal nord verso Taranto, nei pressi della stazione ferroviaria che segue quella di Battipaglia e precede quella di Potenza centrale, il capotreno avverte attraverso il microfono interno che i passeggeri della quinta e sesta carrozza in procinto di scendere a Eboli devono portarsi nella terza, causa scarsa lunghezza del marciapiede nella stazione. Dunque non solo Cristo s'è fermato lì, ma dovette fare attenzione a dove metteva i piedi. A meno che non viaggiasse in prima classe. Ipotesi che mi sentirerei di escludere. Ma allungare un marciapiedi quanto costa?

sabato 24 luglio 2010

Dalla lettera di un operaio Fiat a Marchionne

Lei vuole insegnarci che questa «è una sfida che si vince tutti insieme o tutti insieme si perde». Immagino che comprenda le mie difficoltà a credere che lei, io, i colleghi di Pomigliano e i milioni di operai che dipendono dalle sue decisioni, rischiamo alla pari.
[la lettera intera è sull'unità ed è molto bella]

venerdì 23 luglio 2010

Ti twitto in due

E' scoppiato un casino in Brasile perché dopo aver girato lì il suo ultimo film, pare che Sylvester Stallone abbia detto (se Google ha tradotto bene dal portoghese): "Potevamo uccidere persone, far saltare tutto in aria e loro erano sempre lì a dirci grazie. Obrigado, obrigado, prendi una scimmia. I palazzi saltavano in aria e la gente era lì a portarci hot dog e a godersi il fuoco".
I brasiliani se la sono presa a morte, si sono scatenati e il nome di Stallone è in testa ai trending di Twitter. Tanto che qualche americano pensava che fosse morto.

giovedì 22 luglio 2010

You may say

Vendola in Italia non vincerà mai e poi mai. Sono cose che potete sognare solo voi da Firenze in giù, che vivete in un mondo tutto vostro. Il punto è il nord e cosa vuoi che faccia Vendola contro la Lega...
(massimo cacciari, intervista a il manifesto)
nuovo link per la lettura >>> qui

mercoledì 21 luglio 2010

Would be or would not be


[io l'ho visto per la prima volta da ciro]

Le anteultime / Vincere


I film visti quando li hanno già visti tutti

Lui si sfila la camicia e quando la bacia le stringe la gola. Lei invece quando si baciano gli cerca sempre il labbro inferiore e a letto fa aah, ìh, aah. La prima mezz'ora se ne passa così. Che uno pensa: se proprio avessi dovuto scegliere un verbo per dare un titolo a questo film, certamente non sarebbe stato "Vincere".
Però poi passa.
Poi la storia si sblocca, esce dalla camera da letto, c'è una bella scena con lo psichiatra che spiega a Giovanna Mezzogiorno qual è il ruolo della donna per i fascisti, lei è veramente brava, forse è la sua interpretazione che regge un po' tutto, e alla fine del film resta dentro un gigantesco raccapriccio. Per come sono malridotte le unghie di Filippo Timi.

Lo spleen dell'emigrante

Togliere libri dai pacchi, rimetterli in libreria e derogare all'ordine alfabetico per autore con due mensole a tema. Napoli e i napoletani.

sabato 17 luglio 2010

La notte di Caravaggio

Da stasera a domani mattina, se siete a Roma, sono aperti tutti i luoghi che ospitano un'opera di Caravaggio.
Nel quarto centennale della morte.
Se invece siete a Napoli, andate a mangiare alla taverna del Cerriglio, calata Trinità Maggiore 2: dove dopo l'omicidio di Tommasoni Caravaggio venne aggredito, accoltellato e ferito al volto.
Se siete in Toscana, a Porto Empedocle, nel luogo della sua morte espongono la teca che contiene i resti del suo corpo.

Le cose cominciano per scherzo

E dopo i sorrisini per il folklore, per il fiume, per l'ampolla, per i celti, ci siamo via via trovati ad ascoltare cose sempre più serie sul conto di Pontida e della secessione, a leggere cose sempre più definite sull'elezione di miss locali e frasi sempre più aggressive su chi stava oltre l'orizzonte d'attesa.
Finché.
Finché non diventa naturale leggere una cosa come questa su un quotidiano serio come La Gazzetta dello Sport.
Questo giocatore entrerà nella storia. Si chiama Marco Motta, è padano di Merate, ha 24 anni e fa il difensore e il centrocampista.

domenica 11 luglio 2010

Olanda-Spagna e il tifo di Napoli

E allora, insomma, per chi tifiamo? Noi napoletani, dico. Se fosse il mondiale del 1510, non ci sarebbero storie. Saremmo sudditi della corona spagnola e di Ramon Folc III de Cardona, vicere di Napoli nominato da re Ferdinando II d'Aragona. La Spagna sarebbe a pieno titolo la nostra nazionale. Oppure deve pesare l'effetto Rudy? L'effetto Rudy è quel sentimento favorevole all'Olanda introdotto a Napoli da Krol, il libero della generazione di Cruyff che venne a giocare da noi nel 1980. Portava la maglia numero 5, e tutti i bambini di Napoli volevano quella maglia lì. Fu un Maradona prima di Maradona. Tendeva il braccio nell'aria, puntava l'indice nel vuoto e dalla sua area di rigore, la nostra area di rigore, lanciava la palla esattamente lì dove finiva la traiettoria immaginaria cominciata dal suo dito. Sui piedi di tale Claudio Pellegrini, uno a cui il Divino Rudy fece segnare 11 gol, e il Napoli arrivò terzo (era primo a 5 giornate dalla fine).
Certo, fummo spagnoli, e in fondo lo siamo tuttora nel tratto genetico, sovrapposto al seme svevo e sopravvissuto alle mutazioni politiche. Ma bisogna tifare per la Spagna perché ci ha lasciato i Quartieri spagnoli o tifare contro la Spagna per lo stesso motivo: per quel massacro urbanistico e sociale cominciato con la loro dominazione? Se fosse così, sarebbero un po' nostre anche le nazionali di Francia, di Austria e di mamma Grecia.

sabato 10 luglio 2010

Gli scrittori dei Mondiali: Olanda-Spagna

Io non gioco a calcio più di quanto preferisca giocare a hula hoop
(Michel Faber, La pioggia deve cadere)

Sospetto sempre di chi non prende caffè. Così come degli intellettuali ai quali non piace il calcio. I miei napoletani preferiti sono devoti, senza esclusioni, del San Carlo e del San Paolo. E bevono caffè.
(José Vicente Quirante Rives, Elogio del caffè al bar)

venerdì 9 luglio 2010

L'Olanda del '74. Dove sono finiti i ribelli del calcio


Quello che aveva il numero 3 dipinge paesaggi. C’è stata una mostra poco fa, delle opere di Wim Van Hanegem. Il numero 10, René van de Kerkhof, gestisce una sala congressi e a tempo perso tiene reading di romanzi e poesie. Il numero 15 ha preso casa fuori Amsterdam e pesca. Pesca e basta, Rob Rensenbrink. Non fa altro. Non parlategli di pallone. Non ha voluto più saperne nulla, andassero al diavolo le scarpette e tutto il resto. Era così vivo il loro calcio che hanno dovuto seppellirlo. Era così totale che hanno dovuto azzerarlo. Capelli lunghi e passaggi corti. Erano belli, alti e biondi. Gol e anarchia: non importa chi marcava chi. “Chissà perché”, si chiedeva Rinus Michels, il ct che l’aveva inventato e che dal 2005 non c’è più.

martedì 6 luglio 2010

Gli scrittori dei mondiali: Olanda-Uruguay

Il totaalvoetbal rispecchiava la mentalità di una città libera, piena di idee nuove, sessualmente emancipata, democratica. Il nostro calcio era ed è leggero, d'attacco, quanto quello del Feyenoord è fisico, difensivo, un po' operaio. È un problema di aria e terra. Amsterdam è sempre stata una città artistica, effervescente, mentre Rotterdam, completamente distrutta dopo la guerra, ha dovuto lavorare sodo e sgobbare per rimettersi in piedi. Andare a vedere l'Ajax è come andare al teatro, si applaude solo quando ne vale la pena.
(H. J. Gortzak)

La maglia celeste era la prova dell'esistenza di una nazione: l'Uruguay non era un errore. Il calcio tirava fuori quel paese minuscolo dall'ombra di un anonimato universale.
(Eduardo Galeano)

domenica 4 luglio 2010

Compri il disco e ti regalo l'intervista, o il contrario

Se uno crede di aver già visto tutto del signor Rogers Nelson, in arte Prince, oppure The Artist Formerly Known as Prince, oppure Tafkap, oppure The Artist; se uno crede che sia già stato abbastanza una fuga dall'Italia durante i concerti, la battaglia con la Warner Bros, la cassaforte in cui chiude pezzi che non registra, la rivalità con Michael Jackson, il disco venduto su internet, l'altro disco distribuito gratis ai concerti, l'altro disco venduto con i giornali, ecco, non è tutto.
Si dice in giro che la prossima settimana il genialissimo Prince esca con un album nuovo, pure questo distribuito nelle edicole in allegato ad alcuni quotidiani (il Daily Mirror in Inghilterra, Het Nieuwsblad in Belgio, da noi non se ne parla nemmeno), e che per l'occasione conceda la sua prima intervista in Inghilterra dopo 10 anni. Ovviamente al Daily Mirror.
E però diciamo la verità l'ultimo era bruttino.
Treunodueuno 2.0 ha qualche ipotesi di track list
Il primo singolo si ascolta qui

Altre cose su Prince
Il principe viola

Ronnie Hellström e il giallo delle madri di Plaza de Mayo

ronnie Ho parato con i piedi, ho parato con il corpo, ho sempre parato con tutto me stesso. Io, Ronnie Hellström, svedese di Malmö. La città di Ibrahimovic e di Anita Ekberg, scegliete voi chi preferite. Se c'è un calciatore svedese legato ai Mondiali, be', allora quello sono io. Intanto, per via di un film. Nel film io sono quello con i baffi. C'era poco da prendersi sul serio in quel film, e se hai i baffi la cosa ti aiuta. Avevo 25 anni, e anche questo aiuta. Giocavo nell'Hammarby. Sia nella vita sia nel film. L'Hammarby è una squadra di Stoccolma che adesso si tarantola in serie B. Ma all'epoca era una grande del calcio svedese. Insomma una grande proprio no, lo scudetto non lo vincemmo mai. Ma a me piaceva pensare che ogni anno potessimo provarci.

La vuvuzela di William Golding

Prima dei mondiali in Sudafrica, ma prima prima, c'era già chi conosceva la tecnica per suonare la vuvuzela.

Perplesso, Ralph portò la punta della conchiglia contro le labbra e soffiò. Dalla bocca della conchiglia venne fuori un fruscio e niente più. Ralph si pulì le labbra dall'acqua salata e provò di nuovo, ma la conchiglia restava muta.
"Faceva come per sputare".
Ralph spinse le labbra in fuori e soffiò nella conchiglia che mandò fuori un rumore basso, indecente. Questo li divertì talmente che Ralph continuò a soffiare con le labbra in fuori per qualche minuto, tra squilli di risa.
"Faceva venire il fiato di qua".
Ralph afferrò l'idea e soffiò nella conchiglia dal fondo del petto.
[il signore delle mosche]

sabato 3 luglio 2010

Shakespeare, Vasco e Daniele Luchetti

Insomma. Prendete il clown della Dodicesima Notte. Feste è il personaggio più desolato mai inventato da Shakespeare, privo di ogni fiducia nel mondo e negli uomini, eppure si concede ogni parola, anche la più irriverente, nei confronti del potere. Quando Feste rimane da solo nella scena finale, in una canzone - di parole - ne pronuncia sette. Che sono un sigillo definitivo. E' una prospettiva da cui guardare la vita. Lui dice For the rain it raineth wery day, che sarebbe semplicemente Perché la pioggia cade ogni giorno.

Gli scrittori dei Mondiali: Argentina-Germania

Per fare un gol in barba agli arbitri ci vuole il senso delle regole. Per fare un gol che sia drammatico ci vuole un gesto molto atletico. Per fare un gol ogni domenica ci vuole l'asso nella manica. Per farlo come Diego il 10, ci vuole una vita intera: non resterebbe il tempo per dire agli altri altri son stato yo
[Osvaldo Soriano, Per fare un gol]




Fu concesso un calcio rigore. Tutti gli spettatori corsero dietro la porta. Il portiere si domanda in quale angolo l'altro tirerà, disse Bloch. Se conosce il tiratore, sa quale angolo si sceglie di solito. Può darsi però che anche l'incaricato del calcio di rigore calcoli che il portiere ci pensa. Quindi il portiere pensa che oggi, per una volta, il pallone arriverà nell'altro angolo. Ma se il tiratore continuasse a pensare insieme al portiere e decidesse quindi di tirare nel solito angolo? E così via, e così via". 
Bloch vide che a poco a poco tutti i giocatori uscivano dall'area di rigore. L'incaricato del calcio di rigore si aggiustò il pallone. Poi arretrò anche lui fino a uscire dall'area di rigore. "Quando il tiratore prende la rincorsa, il portiere indica volontariamente col corpo, poco prima che il pallone sia calciato, la direzione in cui si getterà, e il tiratore può tranquillamento calciare nell'altra direzione", disse Bloch. "Il portiere avrebbe altrettante probabilità di sbarrare una porta con una pagliuzza". Improvvisamente il tiratore si mise a correre. Il portiere, che indossava un vistoso maglione giallo, rimase perfettamente immobile, e l'incaricato del calcio di rigore gli calciò il pallone nelle mani.
[Peter Handke, Prima del calcio di rigore]

venerdì 2 luglio 2010

Colpo di scena

Uno non avrebbe mai immaginato che il percorso da tifoso di Wittgenstein-Sofri potesse coincidere con quello di un bambino nato a Bagnoli. Fino al punto da desiderare una finale Olanda-Argentina solo per congiungere il filo che da Rudy a Diego.

Due anni dopo, il Napoli comprò Ruud Krol, che aveva già trentun anni ed era sempre sembrato il più autorevole e “grande” degli olandesi. Krol quindi veniva in Italia. Mi ricordo la copertina del Guerin Sportivo (direttore Italo Cucci). Il Napoli diventò la mia squadra (fino ad allora ero stato pigramente juventino, confesso: ma in provincia si era solo juventini o milanisti, allora).
Il Napoli di Krol arrivò straordinariamente terzo, ma la mia scelta si rivelò davvero fortunata e lungimirante negli anni successivi, i più emozionanti della mia vita di tifoso. Che capovolsero – assieme alla locale svolta democratica – i miei sentimenti per gli argentini. La mia squadra, in questi mondiali 2010, sono loro e ho per Diego la stessa irragionevole commozione e fratellanza che hanno i napoletani veri.

domenica 27 giugno 2010

In memoria di Aldo Giuffrè

«Da quando sono nato c' è qualcosa che mi spinge a fare, a fare, a fare; non mi fermo ma quando poi scendo dal palcoscenico e saluto i colleghi calo una bella saracinesca e divento un uomo qualsiasi con i suoi problemi e la sua allegria rimandando i problemi dello spettacolo all' indomani. E se mi sono scordato una battuta durante lo spettacolo pazienza, vado al ristorante e gli spaghetti me li mangio in santa pace...».
[10 aprile 2007

]

martedì 22 giugno 2010

Perché non i Beatles?

Il più forte giocatore del mondo e candidato a diventare il più grande di tutti i tempi, Leo Messi, racconta che il suo compagno di squadra Carlos Tevez gli ha fatto sentire in aereo i primi due album degli Oasis. Lui non li conosceva. Se n'è invaghito. E' andato su Youtube a vedersi tutte le loro esibizioni dal vivo, e ora dice che in caso di trionfo in Sudafrica vuole invitare gli Oasis a suonare in Argentina per la festa. Chiede di conoscere qual è il prezzo della band. Non gli dite che si sono sciolti, va a finire che gli passa la voglia di vincere il mondiale.

Altre cose su Messi
Il cielo sopra Johannesburg

Zaia di casa mia

A proposito di quella cosa della tv e dei napoletani e dei romani, ecco lo straordinario generatore automatico di difese della lingua veneta di Zaia offerto da Metilparaben.

Altre cose su Zaia
Spegnila e leggiti un libro
Fateci sentire la biondina in gondoleta
Minchia, ministro Zaia

lunedì 21 giugno 2010

Newspass, qualunque cosa sia

Qualche giorno fa Vittorio Zambardino  ha scritto che neppure il tempo di nascere, e l'iPad già rischia di essere preso a schiaffi. Perché il Newspass che Google lancerà a fine anno è pensato per le nuove generazioni. E io di Zambardino mi fido.

Allora spegnila, e leggiti un libro

Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano.
(Luca Zaia, Pontida)

domenica 20 giugno 2010

Le gambe che ci fanno Giacomo Giacomo

L'uomo che da Pontida minaccia "La riforma oppure il nord se ne andrà: o federalismo o secessione", è lo stesso che ha perso alle comunali di Lecco.
Lecco.

venerdì 18 giugno 2010

La Napoli di Saramago

L'inferno non è alle spalle se i cittadini restano indifferenti. Fate come nella mia Lisbona. Negli ultimi quattro anni, dopo aver toccato il fondo del degrado, e grazie a una gestione delle cose del tutto diversa dal passato, abbiamo rialzato la testa
[a Galassia Gutenberg, febbraio 1994]

mercoledì 16 giugno 2010

Gli scrittori dei mondiali: Honduras-Cile

Una trentina di ragazzini scalzi e straccioni giocavano nel patio comune una partita di calcio con un pallone di pezza, gridando e dicendo parolacce come gli adulti di El Mango Verde.
(Ramón Amaya-Amador, Jacinta Peralta)


Il giorno del suo compleanno Pedro ebbe in regalo un pallone. Lui protestò perché ne voleva uno di cuoio bianco a bolli neri, come quelli che usano i giocatori professionisti
(Antonio Skàrmeta, Tema in classe)

lunedì 14 giugno 2010

Tanto, dottò, mica vi importa della marca?

Dice che le fatine Winx arrivano a settembre sulla tv cinese. Il loro inventore, Iginio Straffi, racconta che il corteggiamento durava da anni, ma che "noi inizialmente temevamo la contraffazione e non abbiamo preso in considerazione la proposta". E allora m'è venuto in mente uno che a Napoli, dietro la cumana di Fuorigrotta, vende "le Winx originali senza marca".

sabato 12 giugno 2010

Gli scrittori dei mondiali: Inghilterra-Stati Uniti

La vita non è, e non è mai stata, una vittoria in casa per 2-0 contro i primi in classifica con la pancia piena di patatine fritte.
[Nick Hornby, Febbre a 90]

Io succhio calcio.Quand'ero un bambino, i miei genitori davano le spalle al campo per evitare di vedermi giocare. Li capisco. I principi fondamentali di questo sport mi sono entrati dentro dopo aver speso anni e anni a correre dalla parte opposta rispetto a quella in cui stava il pallone. Ma a dispetto dei traumi, o forse proprio per questo, il mio amore per il calcio è diventata una cosa simile alla follia.
[Franklin Foer, Come il calcio può spiegare il mondo]

L'amico Chris

I Coldplay mi hanno mandato una mail per dire che c'è la possibilità di partecipare a una specie di sorteggio entro il 25 giugno per ricevere un cd promo del nuovo singolo. E dunque un nuovo singolo è pronto.

Gli scrittori dei mondiali: Argentina-Nigeria

Ci sono tre generi di calciatori. Quelli che vedono gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna e li vedi e sei contento e ti senti soddisfatto quando la palla cade dove deve cadere. Poi ci sono quelli che all’improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, uno spazio che tu stesso e forse altri avreste potuto vedere se aveste osservato attentamente. Quelli ti prendono di sorpresa. E poi ci sono quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio. Questi sono i profeti. I poeti del gioco.
[Osvaldo Soriano, Memorie del mister Peregrino Fernàndez]


Jack aveva sempre una rivista di calcio ficcata nella tasca posteriore del suo Levi's e sognava di giocare come Pelè. Ma beveva troppo.
[Chinua Achebe, African short stories]