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domenica 6 settembre 2015

Il papà di Mazinga e Goldrake


1982. “Dietro il nostro rancore di genitori, di nonni, di zii costretti a spendere soldi, rabbia e inutili prediche per limitare l’invasione della fantasia infantile c’è, inconfessabile, il senso di un’ammirata sconfitta. Si chiama Go Nagai, il nostro avversario, e la sua matita sta alla cartoonistica giapponese come la Dormello Olgiata sta al purosangue: dal suo centro di produzione sono usciti i Nearco, i Tenerani, i Ribot che hanno galoppato nei cieli delle televisioni di mezzo mondo, dall’Indonesia alla Francia, dalle Filippine all’Italia. Per milioni di uomini e donne, domani le immagini ricordo dell’infanzia saranno queste, non D’Artagnan e Zane Grey, e neppure Tex Willer o Mandrake”.
Così scrisse Vittorio Zucconi nel giorno in cui ebbe davanti a sé il papà di Mazinga, Goldrake e Jeeg robot. In Italia tutto era cominciato quattro anni prima, su Rete 2, intorno alle sette di sera, più o meno nella stessa fascia oraria in cui Rete 1 aveva abituato il pubblico alle rassicuranti storie di Fonzie o della famiglia Bradford.

venerdì 4 maggio 2012

Se Heidi è un business

Fino a Giulietta uno ci arriva. Si chiama sospensione della realtà, un cono dentro il quale ci infiliamo ogni volta che comincia E.T., oppure quando certe pagine portano Alice nel paese delle meraviglie. Finché si tratta ancora di Giulietta, la sospensione della realtà ci può fare a pieno titolo compagnia pure da turisti, da visitatori, non solo da lettori o da spettatori. Si arriva a Verona, e certamente si corre a vedere la casa di Giulietta. Pur sapendo benissimo che quella Giulietta lì non è esistita mai, che la casa dei Cappello ha solo una vaga assonanza con il cognome dei Capuleti, e che qui - diciamo tutta la verità - Shakespeare non è venuto mai.

venerdì 14 gennaio 2011

com'era quel discorso sull'egemonia culturale della sinistra?

giovedì 21 ottobre 2010

Saetta, torna a Surriento


Un po' di tempo fa, a una persona che poteva scegliere idee, modalità e fondi per la promozione turistica di Napoli e della Campania, mi permisi di indicare la strada del disneyficio.
Nel senso che per rilanciare a livello internazionale l'immagine della città, immaginavo fosse una buona idea provare a intercettare i progetti delle grandi major dell'intrattenimento infantil-adolescenziale, Disney su tutti.

lunedì 14 giugno 2010

Tanto, dottò, mica vi importa della marca?

Dice che le fatine Winx arrivano a settembre sulla tv cinese. Il loro inventore, Iginio Straffi, racconta che il corteggiamento durava da anni, ma che "noi inizialmente temevamo la contraffazione e non abbiamo preso in considerazione la proposta". E allora m'è venuto in mente uno che a Napoli, dietro la cumana di Fuorigrotta, vende "le Winx originali senza marca".