La fortuna di andare al cinema dopo aver letto più o meno tutte le critiche su un film sta nella possibilità di tornare a casa stupiti. Entri in sala già con tutti gli strumenti interpretativi a tua disposizione, peraltro strumenti offerti da gente che di cinema sa più di te: a quel punto, con la certezza che nulla potrà sfuggirti della parafrasi, puoi concederti il piacere di dedicarti alle inezie.
Prendiamo Inside Out. Il film, come ormai tutti sanno, è l'ultimo colpo di genio della Pixar, ed è un nuovo tentativo, forse il più riuscito, di cartoon che parla più agli adulti che ai ragazzi.
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lunedì 21 settembre 2015
giovedì 21 ottobre 2010
Saetta, torna a Surriento
Un po' di tempo fa, a una persona che poteva scegliere idee, modalità e fondi per la promozione turistica di Napoli e della Campania, mi permisi di indicare la strada del disneyficio.
Nel senso che per rilanciare a livello internazionale l'immagine della città, immaginavo fosse una buona idea provare a intercettare i progetti delle grandi major dell'intrattenimento infantil-adolescenziale, Disney su tutti.
sabato 17 aprile 2010
Preparatevi
Sappiate che il 7 luglio, la sera della seconda semifinale dei mondiali, i bambini vorranno andare al cinema a vedere Toy Story 3. E stavolta con Barbie c'è anche Ken.
sabato 7 novembre 2009
Scusate, e Clint Eastwood dov'è?

A proposito delle liste di Eco, oggi il Times pubblica quella dei 100 film più belli degli anni Zero. L'ultima decade. Strampalata lista. Bello che ci sia uno 007 tra i primi 10, ma allora t'aspetti pure la giusta celebrazione dei gioielli d'animazione. Invece no. Ne scelgono pochi e li mettono in seconda fila, negli angolini di un elenco dove viceversa trovano il modo di inserire (sebbene al 100) il Diavolo veste Prada.
Gli italiani sono tre, tutti dopo il 50: La stanza del figlio, Le conseguenze dell'amore e Gomorra.
Ma certi buchi sono clamorosi.
In compenso stasera m'è venuta voglia di mettere a casa il dvd del film al numero 95.
martedì 27 ottobre 2009
Con la scusa dei figli

Giacché in giro è tutto un mamma mia, e Up di qua, e Up di là, voglio fare come quelli che trovano un difetto a Sophie Marceau. Secondo me al film manca una colonna sonora che rimanga in testa (ad Up, non a Sophie Marceau, ché del resto altrimenti andava scritto: le manca una colonna sonora), e poi i titoli di coda non sono all'altezza di quelli a cui ormai siamo abituati.
Tutto qui? Eh sì. Tutto qui. Del resto Up è un grandissimo film. Ma Wall-E resta superiore. Per me.
Ora ci aspettano Astroboy, il seguito dei minimei, il terzo capitolo di Toy Story, le salamandre che si devono accoppiare ma si odiano (Newt), Cars 2, Kung Fu Panda 2, il quarto Shrek, il terzo Madagascar e il Gatto con gli stivali.
Tarantino e Clint Eastwood ce li vediamo su Sky. O ce li racconta Buildo.
Vecchie cose sulla Pixar
I vecchi sempre pieni di sputi e consigli
Ca-po-la-vo-ro
sabato 17 ottobre 2009
I vecchi sempre pieni di sputi e consigli

E poiché - come detto prima - ormai finanzio i soliti, il prossimo film al cinema sarà Up. Purtroppo non prima di venerdì. Ma Carl già si candida a entrare nella galleria di vecchietti che non ti scordi più. Come le zie di Cary Grant in Arsenico e vecchi merletti, come la Jessica Tandy di A spasso con Daisy, come le signore di Pranzo di Ferragosto, come la nonnina che picchia il leone ("cativo gatino") in Madagascar e soprattutto come Walter Brennan, il vecchietto del West, inventato in un film (Un dollaro d'onore) di Howard Hawks, regista con alcuni capolavori ma molto sopravvalutato dalla critica.
Il vecchietto nei western diventò un carattere. Dopo Brennan arrivò George Gabby Hayes, poi Joseph Egger con Sergio Leone, ma quel che conta è che per noi il vecchietto aveva sempre e comunque la voce di Lauro Gazzolo, il papà di Nando. Che poi è la stessa voce di Anacleto nella Spada nella roccia. Fate spazio a Carl.
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