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sabato 23 novembre 2013

Il derby dei Beatles

Everton o Liverpool? A George non gliene fregava granché. "A Liverpool ci sono tre squadre, io tifo per l'altra". La terza erano loro. I Beatles.

Harrison amava le automobili e la Formula uno, al calcio semmai era più legato John. Il suo papà era stato tifoso dei Reds, lui da ragazzino - a 11 anni - aveva disegnato su un foglio un'azione della finale di Coppa d'Inghilterra fra Arsenal e Newcastle (1952), per farne anni dopo la copertina di Walls & Bridges. Era un omaggio a Jackie Milburn, pare, il Wor Jackie con il nove in bianconero dietro la schiena. Nove, numero cui Lennon finì per legarsi, come si deduce dalle canzoni Revolution 9, The One After 909 e #9 Dream.

mercoledì 8 dicembre 2010

mi chiamo john, e vengo da liverpool

Qualche anno fa, con un mio amico pensavamo di scrivere un testo teatrale. Un monologo. In due tempi. Nel primo tempo la voce era quella di John Lennon, che parlava di sé poco prima della morte. Nel secondo era quella di Mark Chapman, il suo assassino. Il testo si badava su brani tratti da documenti autentici. Tipo interviste o l’interrogatorio del Parole Board a Chapman.
Il primo tempo era quasi completo abbastanza avviato. Se vi va, lo leggete su Scribd.
 ***

Forse lavorerò fino a ottant’anni o fino a quando morirò. Anche quando sei storpio, dipingi. Se fossi paralitico, credo che dipingerei. Saper cantare significa cantare fino a quando la gente vuol sentirti, non significa tenere una nota alta o roba del genere. Tutti dicono: lei. Ma lei non ha diviso i Beatles, e se anche l’avesse fatto cosa volete che fossero i loro dischi fottuti? E però lei è una donna. È giapponese. Ci sono pregiudizi razziali contro di lei. È semplice. La gente mi guarda, scuote la testa, mi tocca la mano, e mi dice stai attento. Ehi: è mia moglie!
Lei è importante come Sergent Pepper. Il suo dolore è tale che si esprime in una maniera che vi urta. Come succedeva a Van Gogh: troppo vero. Ferisce.

[continua qui]

venerdì 8 ottobre 2010

Double Fantasy


Alle 10 di domani sera qui trovate un raggio di luce per John Lennon, che avrebbe compiuto 70 anni: Yoko Ono chiede un milione di messaggi via twitter o facebook.

sabato 10 aprile 2010

L'ultimo accordo dei Beatles

L'ultimo accordo dei Beatles fu un fa maggiore. Get back to where you once belonged. Fa maggiore, e fine della storia. Il disco uscì, come dire, postumo. Nel senso che il gruppo s'era sciolto il mese prima. Aveva dato l'annuncio Paul McCartney il 10 aprile del '70. Oggi sono 40 anni che non abbiamo più i Beatles.

Io credo che i problemi siano iniziati quando abbiamo smesso di suonare in giro, nel '66. Durante la realizzazione del White Album, Ringo lasciò il gruppo dicendo che voleva farla finita con noi altri. Due giorni dopo era un'altra volta lì. Ma mentre incidevamo Abbey Road, John e io eravamo apertamente critici verso la musica degli altri e io mi accorsi che John non aveva nessunissimo interesse nel suonare quello che non fosse stato scritto da lui. E per l'album Let It Be, George se ne andava remando controcorrente per conto suo in alcuni pezzi, finché disse che stava lasciando il gruppo. Pochi giorni dopo ci una riunione a casa di Ringo, e lui fu d'accordo nel fare marcia indietro e aspettare almeno che il disco fosse finito. Ma io sentii che la frattura si stava allargando, perché John disse che eravamo fermi. Musicalmente fermi. Una sera, sarà stato nell'autunno del '69, ero a letto con linda e ci pensavo, ci pensavo, ne parlavo con lei e ci pensavo, finché capii cosami mancava. Suonare. Mancava a me e agli altri. Il contatto umano. Così mi venne l'idea di prendere un van e girare per i piccoli teatri dei piccoli villaggi, mettere una locandina che annunciasse i Ricky and Redstreacks, una roba così, la gente sarebbe arrivata eavrebbe trovato noi. A me pareva una grande idea, John disse, Tu sei scemo. La fissazione di John è suonare per 200mila persone, i festival, le adunate, eccetera. Ecco cosa voleva, ora lo capisco. Era la sua maniera di andare avanti, io la vedo in un'altra maniera.
Stavamo chiacchierando negli uffici della Apple. Ringo era lì, forse George non c'era. Allora John fa, Comunque me ne vado. Dice, Voglio il divorzio. Letteralmente così, Voglio il divorzio, e per la prima volta era serio. Questa cosa ci colpì. Fu allora che capimmo che quella grande cosa di cui eravamo stati parte non ci sarebbe stata più. Quella era una bocciatura. Fu quello a colpirci, il resto non contava. E' come lasciare la scuola, e dopo la ami. O una qualunque altra cosa con cui sei fissato. La nostra fissazione erano i Beatles.
A ripensarci adesso, credo che John sia stato grande nel dire, E' meglio per tutti, e ora sono sono d'accordo. Facemmo giusto l'album, il progetto Get Back, e sulla copertina c'era una fotografia che ci mostrava nella stessa posizione in cui eravamo sul primo album - l'impressione e lo sfondo furono riprodotti esattamente. Allora John disse, E' un cerchio perfetto, vedi. Io penso che tutto ciò che John faceva, fosse tremendo. Era il punto di vista di uno che dice "Okay, ora ce ne andiamo ognuno per conto suo". Non si può essere così legati come siamo stati noi, per un periodo tanto lungo, a meno che non si viva nella stessa casa. Da quel momento in avanti il punto vero fu trovare la forza per vivere ognuno la sua vita, e per me fu davvero la prima svolta dopo tanto tempo, e coincideva peraltro con l'incontro con Linda. Così, nei primi giorni del 1970 telefonai a John e gli dissi, Guarda che anch'io lascio i Beatles. Lui rispose, Fantastico finalmente siamo di nuovo in due a pensarla allo stesso modo.
(trad. libera e re-interpretazione da un'intervista a Life di Paul McCartney, 1971)


Altre cose sui Beatles:
Il derby dei Beatles
God save the Queen, e pure i Beatles

mercoledì 24 febbraio 2010

God save the Queen, e pure i Beatles


Hanno salvato gli studi di Abbey Road che parevano in pericolo.
Quando capiterete a Londra, potrete continuare a scattare le vostre fotine sulle strisce pedonali.


lunedì 28 settembre 2009

Picture yourself in a boat on a river

Non era Lsd. Lucy esisteva davvero nel suo cielo con i diamanti. Ora Lucy non c'è più.

sabato 14 febbraio 2009

I Beatles con l'ukulele


Qualcuno ricorderà che per un po' di tempo, anche con un discreto seguito, qui si gettava uno sguardo al blog dei vicini: in maniera random cliccando sulla barra in alto [blog successivo]
Continuando in solitudine senza assillare il cortile, ho scoperto il meraviglioso progetto di Roger Greenawalt e David Barratt, che puntano a eseguire tutti i 185 pezzi dei Beatles con un artista per ospite, suonando solo l'ukulele.
Ne mettono uno in rete ogni martedì. Hanno iniziato il 20 gennaio e contano di finire il 24 luglio 2012.
Io un salto ce lo faccio tutti i martedì.

lunedì 20 ottobre 2008

Chiedi chi erano gli Shampoo

Ign Music mette in fila un po' di cover dei Beatles, elegge come la migliore di tutte "Magical Mistery Tour" di Cheap Trick e ignora clamorosamente gli Shampoo. I più grandi di tutti.
Questo era il loro manifesto.



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