sabato 17 luglio 2010

Le cose cominciano per scherzo

E dopo i sorrisini per il folklore, per il fiume, per l'ampolla, per i celti, ci siamo via via trovati ad ascoltare cose sempre più serie sul conto di Pontida e della secessione, a leggere cose sempre più definite sull'elezione di miss locali e frasi sempre più aggressive su chi stava oltre l'orizzonte d'attesa.
Finché.
Finché non diventa naturale leggere una cosa come questa su un quotidiano serio come La Gazzetta dello Sport.
Questo giocatore entrerà nella storia. Si chiama Marco Motta, è padano di Merate, ha 24 anni e fa il difensore e il centrocampista.

E' padano di Merate.
E' padano di Merate.
C'è scritto che è padano di Merate.
Che uno si chiede: ma com'è possibile?
Sarà lecchese di Merate.
Sarà lombardo di Merate.
Al massimo al massimo, dici, sarà brianzolo di Merate.
No. Padano di Merate.
Hanno scritto padano di Merate.
Poi nello stesso articolo, solo un po' più sotto, c'è scritto che Andrea Agnelli ha dato il là alla nuova linea. Il là. Con l'accento sulla a. E tutto torna come prima, tutto torna che è uno scherzo, dai.

2 commenti:

La prof ha detto...

Sto ritagliando dai quotidiani più importanti gli accenti dove non vanno e la virgola tra soggetto e verbo e (aaargh) il po' con l'accento. E continuo a scrivere alla redazione. Serve? Non serve.
Io continuo.
Anche se poi danno sempre la colpa alla scuola...

ottanta/cento ha detto...

Serve.
Forse.
Continua.