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venerdì 12 settembre 2014

Le undici virtù del leader

VENTITRÉ righe su Mourinho. «Se Guardiola è Mozart, Mourinho è Salieri: sarebbe un gran musicista, se non esistesse Mozart». Zac. Il colpo di Jorge Valdano, campione del mondo con l'Argentina del 1986, poi allenatore e d.g. del Real Madrid, casca sull'antico rivale alle ultime pagine del nuovo libro, "Le undici virtù del leader" (158 pagine, Isbn edizioni, 19 euro), in uscita oggi. «Non gli ho mai sentito dire, sia in pubblico sia in privato, una sola frase calcistica degna di essere ricordata. L'intelligenza e l'ego sono nemici fra loro. E quando si scontrano, vince l'ego». Che i due non si siano mai piaciuti è cosa nota, Valdano lasciò il lavoro per non dover calpestare lo stesso pavimento di Mourinho. A dirla tutta, forse disprezzerebbe Salieri anche se non esistesse Mozart. Ma fermarsi a queste 23 righe significherebbe tradire la natura del lavoro dell'argentino, un'analisi profondissima, quasi filosofica, sul senso del carisma nel calcio.

venerdì 9 maggio 2014

Quando fui la carogna, e lo Stato trattò con me


Ero al liceo scientifico. Successe in terza. Classe difficile, la terza. Si sa come va. Cambiano i professori, le cartelle si appesantiscono, le ragazze ti lasciano. Arrivano materie nuove e tu hai i pensieri da un'altra parte. La filosofia, per esempio. Pur coltivando una certe propensione a far risiedere la testa fra le nuvole, ti imbatti in personaggi belli strani, tipo quel Talete e la sua acqua, ed è soltanto l'inizio.
Insomma. Interrogazione. La prima interrogazione della mia storia in filosofia.

martedì 31 agosto 2010

C'erano un filosofo, uno scrittore e un fuoriclasse

Una nota condivisa su Facebook e attribuita a un certo John Baez - rilanciata da robertodragone.tumblr.com - in cui una serie di filosofi e scrittori entrano in gelateria, e ognuno di loro avanza una richiesta. E poi non vi rovino la sorpresa. Ma c'è pure Maradona.

Kierkegaard entra dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno. Desidera?”
Kierkegaard: “Vorrei un gelato. Alla fragola. No, aspetti. Al limone. No, scusi, menta. Oddio, c’è anche la stracciatella… Allora, no facciamo che fragola andava bene. Cono. No, scusi, coppetta. No cono. Al limone. Senta, decida lei. No, scusi, decido io. No, decida lei. (Comincia ad ansimare in preda ad una crisi di panico). Allora, facciamo limone e fragola. No, meglio menta e fragola. Nella coppetta. Decida lei. No, decido io. No, decida lei. Senta, facciamo così: lasciamo decidere a Dio.”
Dio: tace.
Kierkegaard “A posto così.” Ed esce fischiettando, contento, senza gelato.

Platone entra dal gelataio.
Commesso: “Buongiorno, desidera?”
Platone: “Una coppetta da due euro, cioccolato, amarena e menta.”
Il commesso lo serve. Platone mangia, sbuffando di quando in quando.
Commesso: “C’è qualcosa che non va?”
Platone: “Guardi… Non vorrei offenderla… Questo gelato non è male… Però, come quelli che mangiavo nell’iperuranio… Vabbè, fa lo stesso.”
Lascia il gelato a metà e se ne va, triste e deluso.
[per intero qui]

mercoledì 12 maggio 2010

La lezione di Giambattista Vico nel pensiero di Luciano Ligabue

È una delle più grandi curiosità nella storia della filosofia che un pensatore geniale come Giambattista Vico abbia volutamente ignorato il pensiero del proprio tempo. 
non e' tempo per noi che non ci adeguiamo mai / fuorimoda, fuoriposto, insomma sempre fuori dai  [non è tempo per noi]
La maggior parte dei libri che Vico leggeva erano precedenti al 1700. Leggeva i classici naturalmente e le opere erudite del '600. 
tutto quanto detto, tutto quanto scritto [l'han detto anche gli stones]

venerdì 16 ottobre 2009

Hamsik e la metafisica aristotelica


Marek Hamsik, il centrocampista del Napoli, ha smentito di aver detto alla Pravda: "Guido a 140 all'ora in città e la polizia non mi ferma". Dice che l'hanno capito male. Rettifica. Sostiene di aver detto: "A Napoli sono un idolo, potrei guidare a 140 orari e non mi multerebbero".
Insomma la solita vecchia distanza tra atto e potenza. Al terzo anno di liceo insegnano che quanto è in potenza può passare all'atto sotto l'azione di qualcosa già in atto. E' la maniera con cui Aristotele postula l'esistenza di un primo motore.
Eppure al suo compagno di squadra Santacroce ritirarono la patente. Certo, Santacroce non è Lavezzi, che s'è permesso di scorazzare in moto per la vietatissima piazza Plebiscito. Ma forse Hamsik voleva solo fare lo spagnolo*. D'altra parte, quando in strada una volta l'hanno riconosciuto, gli hanno rubato il Rolex, 800 euro e le chiavi di casa.


* fare lo spagnolo: vantarsi, vivere una condizione superiore alle proprie possibilità.

domenica 28 maggio 2006

Platone e la legge del pallone

Chi crede che il calcio sia una cosa frivola, lasci stare. Così come chi crede che sia un affare serio. "Platone e la legge del pallone", un po' saggio, un po' racconto, si presenta come «ispirato ad Aristocle da Codro detto Platone, dedicato a Gianni Rivera, riconducibile a Baruch Spinoza, consacrato a Manoel dos Santos detto Garrincha, scritto in omaggio a Bruno Pesaola, e attribuito a Zap Mangusta». Ed è così dall'inizio alla fine, uno slalom senza fiato tra Giordano Bruno e Bruno Giordano, un filosofo e un centravanti; fra Borges e Marcuse, Matisse e i Sigur Ros. è per chi ha ricevuto in dono la curiosità. In una stessa pagina possono stare insieme Enrico Fermi e Claudia Cardinale, Pablo Picasso e Superman, il Vaticano e il boogie woogie. Senza stonare con i possibili rimbalzi infiniti di un pallone. «Perché questa è la vita». Zap Mangusta è un calciatore mancato, uno che racconta di aver superato la delusione sapendo che nei ritiri si respira aria filtrata dalle adenoidi del compagno di stanza.