mercoledì 12 maggio 2010

La lezione di Giambattista Vico nel pensiero di Luciano Ligabue

È una delle più grandi curiosità nella storia della filosofia che un pensatore geniale come Giambattista Vico abbia volutamente ignorato il pensiero del proprio tempo. 
non e' tempo per noi che non ci adeguiamo mai / fuorimoda, fuoriposto, insomma sempre fuori dai  [non è tempo per noi]
La maggior parte dei libri che Vico leggeva erano precedenti al 1700. Leggeva i classici naturalmente e le opere erudite del '600. 
tutto quanto detto, tutto quanto scritto [l'han detto anche gli stones]
Da una parte sicuramente vi sono state ragioni personali che hanno indotto Vico a guardare indietro, piuttosto che verso la sua epoca. 
nato da un sospiro o da un temporale / l'ostetrica ti batte e non ti chiede come va / beh benvenuto qui fra luce e confusione / nessuno che ti ha chiesto se volevi / se volevi uscir di là, là [vivo morto o x]
Egli ha subito molte frustrazioni durante la sua vita, non ha realizzato la carriera accademica che aveva sperato...
quando questa merda intorno sempre merda resterà / riconoscerai l'odore perché questa è la realtà [il giorno di dolore che uno ha]
... e questo fallimento ha contribuito all'isolamento intellettuale nel quale è vissuto. 
ho perso le parole / eppure ce le avevo qua un attimo fa [ho perso le parole]
Un'altra ragione, più importante, è il suo atteggiamento di ostilità nei confronti della cultura moderna. 
a parte che ho ancora il vomito per quello che riescono a dire / non so se son peggio le balle oppure le facce che riescono a fare [niente paura]

Vico può essere considerato un predecessore della teoria dello sviluppo parallelo di ontogenesi e filogenesi: in questo quadro sono da interpretare la tesi dello sviluppo parallelo del bambino verso l'età adulta...
c'è la notte che ti tiene tra le sue tette un po' mamma un po' porca com'è [certe notti]
e delle culture arcaiche verso le culture moderne...
ma guarda il gringo, quello sembra il gringo / sì ma che dentiera che ha [il gringo '91]

... la teoria della cultura come prodotto dalla repressione della sessualità - tesi che in un certo senso precorre le teorie di Freud -...
oh, mama, mama, che cosa ho fatto / son scivolato ancora dentro un letto [libera nos a malo]
... la teoria del mito come struttura nella quale è contenuta una sapienza originaria, non frutto di riflessione, ma immaginativa, fantastica...
non va più via l'odore del sesso che hai addosso / si attacca qui all'amore che posso che io posso [l'odore del sesso]
... la quale conferisce un senso specifico alle culture arcaiche. 
lui aveva un vecchio maggiolone cabriolet  [marlon brando è sempre lui]
Un altro dei punti nei quali Vico anticipa temi del nostro secolo si riferisce alla "teoria dei sistemi" della sociologia moderna. E' uno dei primi pensatori che analizza sistemi sociali come strutture che contengono sottosistemi, che lottano contro altri sistemi: 
quante vite non capisci / e quindi non sopporti / perché ti sembra non capiscan te [metti in circolo il tuo amore]
in questo contesto viene anticipata la teoria marxiana della "lotta tra le classi".
tutti vogliono viaggiare in prima / e che il viaggio non finisca mai [tutti vogliono viaggiare in prima]
Vico ha visto inoltre, in generale, nelle varie avversità della sua vita un senso profondo che lo portò, proprio attraverso il dolore e attraverso la necessità, a ripensare alle proprie opere in una prospettiva filosofica più ampia. 
siamo quelli che da quelli come te / non si fanno mai pagar da bere / perchè siamo quelli che / è meglio se lo sai / con quelli come te son sempre pari [tutti vogliono viaggiare in prima]
Si può sicuramente dire che nella sua simpatia per i plebei romani, per le classi oppresse, riecheggi la sua origine sociale.
una vita da mediano / a recuperar palloni / nato senza i piedi buoni / lavorare sui polmoni [una vita da mediano]
Per molto tempo ha sperato, invano, di ricevere una cattedra di diritto in quanto comportava una migliore retribuzione.
ci hanno promesso un grande futuro / e poi ce l'han tolto c'han detto "scusate"... e così sia [libera uscita]
Questa fu una grande frustrazione per Vico, il quale però, in accordo con la sua teoria della 'provvidenza', ebbe la saggezza di interpretare le frustrazioni della sua vita...
sempre io che pago / non è mai successo / che pagassero per me [questa è la mia vita]

... come qualcosa di necessario che lo spinse più in alto.
siam quelli là siam quelli là siam quelli là / quelli tra palco e realtà [tra palco e realtà]

Vico pensa in primo luogo che vi sia un "paradigma" secondo il quale la storia si sviluppa. 
C'era una volta la mia vita / c'era una volta la mia casa / c'era una volta e voglio che sia ancora [il mio nome è mai più]
La storia segue determinate fasi e questa legge che la governa si ripete eternamente, ad infinitum. 
la la la la la la la / la la la la la la la / gira, gira, gira, gira, gira, gira, / vivere vivere tanto torni qua / la la la la la la [lambrusco e pop corn]
Esiste dunque una logica dello sviluppo della storia, che si ripete nelle diverse nazioni, anche nel caso del "ricorso", della ricaduta nella barbarie: questa struttura ferrea è la "storia ideale eterna". 
mi sto facendo un po' di posto / e che mi aspetto chi lo sa / che posto vuoto ce n'è stato, ce n'è, ce ne sarà [ho messo via]
Vico non ha dato però una risposta soddisfacente alla questione circa il rapporto, che sembra di contrasto, tra la teoria dei 'cicli storici' e il concetto di 'sviluppo'. 
a parte che gli anni passano per non ripassare più [niente paura]
Nella convinzione della "ripetizione eterna dei cicli"...
quante volte sei passata / quante volte passerai  / quante volte sei mancata / quante volte mancherai [un colpo all'anima, 2010]
... egli scrive che perfino se ci fosse un infinito numero di mondi, questi cicli si ripeterebbero sempre: 
si viene e si va comunque ballando pensando "una vita forse non basterà" / si viene e si va per sempre [si viene e si va]
questo è indubbiamente un elemento anticristiano e antiprogressivo.

a che ora è la fine del mondo, a che ora è la fine del mondo [a che ora è la fine del mondo]
La provvidenza della quale parla Vico ha una razionalità indubbiamente superiore alla razionalità cosciente degli singoli uomini; 
le donne lo sanno / le donne l'han sempre saputo [le donne lo sanno]
è comunque una razionalità che può essere spiegata in maniera naturale. 
e buonanotte a tutti i sognatori / a quelli che la devono far fuori / a chi c'ha il mondo sempre più lontano / perché ha vissuto sempre contromano [chissà se in cielo passano gli who]
La provvidenza che agisce nella storia, secondo Vico, non è fatta di miracoli, ma agisce in maniera naturale.
che tu sia un angelo o un diavolo, ho 3 domande per te / chi prende l'inter, dove mi porti e poi dì, soprattutto perché [hai un momento dio]
Vico ha avvertito molto profondamente il problema della conoscenza di un'altra cultura. 
qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni [almeno credo]
E' uno dei primi filosofi a porsi il problema di come possiamo capire una cultura diversa dalla nostra, di come possiamo entrare nella "mentalità" di un'altra cultura. 
siamo stati insieme e comunque non mi hai conosciuto mai [eri bellissima]
Secondo Vico noi non possiamo "sentire" come sentono gli uomini appartenenti ad altre culture e possiamo soltanto intendere, con fatica, la mentalità degli altri popoli. 
quante cose che non sai di me / quante cose che non puoi sapere [gli ostacoli del cuore]
Vico è quindi in un certo senso un critico ante litteram della teoria dell'Einfühlung sviluppata da Dilthey, secondo la quale dobbiamo tentare di immedesimarci con il sentire degli altri popoli e delle altre persone. 
io ti sento passarmi nella schiena [ti sento]

Una via ci è totalmente preclusa: non sentiremo mai come sentirono i primi uomini.
hai cercato di capire / e non hai capito ancora / se di capire si finisce mai [metti in circolo il tuo amore]
Ma una possibile chiave, per entrare nella forma mentis dei popoli arcaici, è ricordarci della nostra infanzia e osservare i bambini, perché il comportamento dei bambini riflette il comportamento degli uomini in una cultura arcaica.   
sono qui per l’amore per riempire col secchio il tuo mare, con la barca di carta, che non vuole affondare [sono qui per l'amore]
[in occasione dell'uscita dell'ultimo disco di Ligabue: Arrivederci Mostro]
[linkografia: 1 e 2]

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2 commenti:

Simone Cavatorta ha detto...

AHAHAHAHGHAGHAGHGGAHAAAF..... GRANDE! Mi hai fatto morir dal ridere!

ottanta/cento ha detto...

Ligabue ti ringrazia