La mascotte dell'Expo che si chiama Guagliò e fa arrabbiare la Lega Nord, mi fa venire in mente quella volta in cui Massimo Troisi parlò di Bossi e dei dischi nascosti dietro un pannello.
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martedì 4 febbraio 2014
mercoledì 27 luglio 2011
Riportami i miei occhi e il tuo fucile
C'è una cosa che con tutto lo sforzo di questo mondo, con tutta l'apertura mentale di questo mondo, con tutta l'adesione all'illuminismo racchiuso nella frase "non sono d'accordo con te ma sono pronto a dare la mia vita perché tu eccetera eccetera" - ecco c'è una cosa che nonostante tutto proprio non si capisce. Oggi il segretario milanese della Lega Salvini, proprio quello stesso Salvini là, definisce incomprensibile la posizione di Napolitano, preoccupato per le due scrivanie spostate al nord e battezzate ministero. Salvini dice una cosa sbagliatissima e una cosa che non si capisce. La cosa sbagliatissima è: "In democrazia vale tutto". La cosa che non si capisce è: "La Lega si chiama Lega Nord per l'indipendenza della Padania".
Ma se la Lega si chiama così perché vuole l'indipendenza della Padania, perché allora vuole i ministeri di un Paese che invece si chiama Italia?
E prende il treno per non essere da meno
Ma se la Lega si chiama così perché vuole l'indipendenza della Padania, perché allora vuole i ministeri di un Paese che invece si chiama Italia?
Altre cose su Matteo Salvini
Ode a Matteo Salvini caduto da cavalloE prende il treno per non essere da meno
giovedì 7 aprile 2011
Xe comploti
Tredici nomination a Mario Martone e 10 a Luca Miniero. Per il film sul Risorgimento e per Benvenuti al sud. Per non dire che nella cinquina principale del David c'è pure Basilicata Coast to Coast.
Va a finire che Zaia protesta. Dirà che Anomimo veneziano venne maltrattato.
Va a finire che Zaia protesta. Dirà che Anomimo veneziano venne maltrattato.
mercoledì 23 febbraio 2011
Pronto, buongiorno, è la sveglia
E dunque bisogna alzarsi alle sei di mattina. Sarebbe questo il segnale per il presidente della provincia di Treviso di un'efficienza adeguata al modello che lui ha in mente. Se non vi alzate alle sei del mattino, orario che è esempio di virtù accostato a una presunta "razza veneta", allora non siete altrettanto degni.
Parliamone. Non per polemica.
Parliamone. Non per polemica.
lunedì 22 novembre 2010
L'elenco di Maroni
[da metilparaben]
Visto che stasera il ministro Maroni sarà da Fazio e Saviano per difendere la Lega, gli consiglio di leggere l'elenco che ho preparato apposta per lui. Chissà, magari già che c'è riesce a spiegarci in che modo dobbiamo interpretare le perle che ci sono scritte dentro.
* Gli immigrati bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
* Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni. (Umberto Bossi, ministro delle Riforme per il Federalismo)
* Quegli islamici di merda e le loro palandrane del cazzo! Li prenderemo per le barbe e li rispediremo a casa a calci nel culo! (Mario Borghezio, europarlamentare)
* Per i negri bisognerebbe usare pallottole di gomma e prendergli le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù. (Erminio Boso, europarlamentare)
* La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
* Gli omosessuali devono smetterla di vedere discriminazioni dappertutto. Dicano quello che vogliono, la loro non è una condizione di normalità. (Flavio Tosi, sindaco di Verona)
[continua a leggere su metilparaben]
Visto che stasera il ministro Maroni sarà da Fazio e Saviano per difendere la Lega, gli consiglio di leggere l'elenco che ho preparato apposta per lui. Chissà, magari già che c'è riesce a spiegarci in che modo dobbiamo interpretare le perle che ci sono scritte dentro.
* Gli immigrati bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
* Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni. (Umberto Bossi, ministro delle Riforme per il Federalismo)
* Quegli islamici di merda e le loro palandrane del cazzo! Li prenderemo per le barbe e li rispediremo a casa a calci nel culo! (Mario Borghezio, europarlamentare)
* Per i negri bisognerebbe usare pallottole di gomma e prendergli le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù. (Erminio Boso, europarlamentare)
* La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
* Gli omosessuali devono smetterla di vedere discriminazioni dappertutto. Dicano quello che vogliono, la loro non è una condizione di normalità. (Flavio Tosi, sindaco di Verona)
[continua a leggere su metilparaben]
mercoledì 10 novembre 2010
Quei feroci secessionisti del sud/3
I vostri leader che oggi chiedono soldi allo Stato per soccorrere la vostra economia si sono immaginati un federalismo punitivo verso il Sud. "Fate come noi, fate da soli", ci avete detto nei convegni accademici e nelle parole dure dei comizi leghisti. Eppure oggi scoprite che da soli non si può, da soli non si va da alcuna parte, che senza l’Italia il Veneto è piccola cosa. (...) Eppure quella terribile parola, "Arrangiatevi!", mi muore in gola. Non la posso dire, non la so dire. Vorrei spiegarvi che siamo figli dello stesso paese che non sa difendere le “pietre” di Pompei, le vostre fabbriche e le vostre case. Che quegli uomini politici che vi incitano a odiarci sono i nostri nemici e i vostri nemici. (...) Siamo una nazione di popoli soli che sta smarrendo anche la coscienza di essere una comunità costruita con fatica e sacrifici, che vive dei rancori del Sud e del Nord, delle paure che spingono i vostri sindaci leghisti a negare persino le panchine agli extracomunitari.
(Giuseppe Caldarola, nato a Bari, da Il Riformista)martedì 9 novembre 2010
Quei feroci secessionisti del sud/2
(AGI) - Cosenza, 9 nov. - "Egregio Signor Presidente, con la presente Le voglio esprimere la solidarietà mia e dei miei concittadini per la situazione difficilissima in cui versa la Sua regione per i danni prodotti dalle intemperie atmosferiche di questi giorni".
Inizia così una lettera aperta che Giovanni Manoccio, il sindaco di Acquaformosa, piccolo centro della provincia di Cosenza, autodefinitosi "comune deleghistizzato", ha inviato oggi al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.
"Ho visto in TV molte scene di devastazione e di difficoltà: imprese, agricoltori, semplici cittadini e famiglie che hanno subito danni ingenti e che conserveranno in futuro il ricordo atroce di questi giorni. Spero vivamente che il popolo Veneto si rialzi presto da questo momento difficile. Signor Presidente, ho voluto scrivere questa lettera perchè nell'estate di due anni fa Lei ebbe una polemica con me sulla scelta fatta dal mio consiglio comunale di dichiarare il territorio del comune di Acquaformosa, di cui sono Sindaco, "Deleghistizzato"; Lei non ebbe parole simpatiche nei miei confronti, mostrando un atteggiamento poco rispettoso. Il Sud è una parte d'Italia dove i sentimenti di solidarietà sono costantemente vivi e presenti, noi soffriamo quotidianamente e siamo vicini a chi subisce la nostra stessa sorte in ogni parte del mondo, figurarsi se la sofferenza avviene in una parte della nostra nazione, come per appunto il Veneto", continua la missiva. "Per esserle vicino nei fatti e non solo a parole, ho lanciato fra i miei cittadini una sottoscrizione "pro-alluvionati del Veneto" a cui io personalmente aderirò devolvendo la mia indennità mensile di Sindaco. Mi auguro, ma di questo sono certo, che le istituzioni "Romane" siano al Suo fianco in questo momento, per darle un aiuto anche in termini economici, in quanto credo che se dovesse fermarsi il Veneto ne soffrirebbe la Nazione intera", continua la lettera di manoccio. (AGI)
Inizia così una lettera aperta che Giovanni Manoccio, il sindaco di Acquaformosa, piccolo centro della provincia di Cosenza, autodefinitosi "comune deleghistizzato", ha inviato oggi al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.
"Ho visto in TV molte scene di devastazione e di difficoltà: imprese, agricoltori, semplici cittadini e famiglie che hanno subito danni ingenti e che conserveranno in futuro il ricordo atroce di questi giorni. Spero vivamente che il popolo Veneto si rialzi presto da questo momento difficile. Signor Presidente, ho voluto scrivere questa lettera perchè nell'estate di due anni fa Lei ebbe una polemica con me sulla scelta fatta dal mio consiglio comunale di dichiarare il territorio del comune di Acquaformosa, di cui sono Sindaco, "Deleghistizzato"; Lei non ebbe parole simpatiche nei miei confronti, mostrando un atteggiamento poco rispettoso. Il Sud è una parte d'Italia dove i sentimenti di solidarietà sono costantemente vivi e presenti, noi soffriamo quotidianamente e siamo vicini a chi subisce la nostra stessa sorte in ogni parte del mondo, figurarsi se la sofferenza avviene in una parte della nostra nazione, come per appunto il Veneto", continua la missiva. "Per esserle vicino nei fatti e non solo a parole, ho lanciato fra i miei cittadini una sottoscrizione "pro-alluvionati del Veneto" a cui io personalmente aderirò devolvendo la mia indennità mensile di Sindaco. Mi auguro, ma di questo sono certo, che le istituzioni "Romane" siano al Suo fianco in questo momento, per darle un aiuto anche in termini economici, in quanto credo che se dovesse fermarsi il Veneto ne soffrirebbe la Nazione intera", continua la lettera di manoccio. (AGI)
mercoledì 6 ottobre 2010
Pagarci: a chi?
Di Borrelli vi ho già parlato. Quello che altre volte s'è qui taciuto, è che Borrelli, Francesco Borrelli - come si dice a Napoli - mette 'acoppa.
Letteralmente significa mette da sopra. Sempre che in italiano si possa dire: mette da sopra.
Il senso è: sopravanza. Lui scavalca. Esagera. Ci mette il carico. Mette 'acoppa.
Uno la spara grossa? Lui non si lascia intimidire. E sorpassa.
Letteralmente significa mette da sopra. Sempre che in italiano si possa dire: mette da sopra.
Il senso è: sopravanza. Lui scavalca. Esagera. Ci mette il carico. Mette 'acoppa.
Uno la spara grossa? Lui non si lascia intimidire. E sorpassa.
lunedì 27 settembre 2010
Eppure un modo c'è
Una volta Michele Serra (mi pare) raccontò la sua infallibile strategia al cospetto di chi sparava una stronzata. Gliela faceva ripetere. Una, due, tre volte. Tutte le volte possibili. Fingendo di non capirla. Fino a mettere l'altro nella condizione di sentirsi ridicolo.
Tipo.
Poniamo che Bossi un giorno dica: Basta con Spqr, Per me significa Sono porci questi romani.
Ecco. Allora uno da quest'altra parte gli dovrebbe rispondere: - Cioè?
Lui ripeterebbe, magari più forte schiarendosi la voce: - Ho detto che Spqr eccetera.
E allora noi: - Sì, sì, ho sentito. Ma non ho capito. Davvero. Cioè?
Lui urlerebbe ancora di più: - Ho detto che...
E noi placidi: - No, Bossi, abbia pazienza. Cioè?
Serra sosteneva che presto quello lì si scoccerebbe.
E io sono d'accordo con lui.
Tipo.
Poniamo che Bossi un giorno dica: Basta con Spqr, Per me significa Sono porci questi romani.
Ecco. Allora uno da quest'altra parte gli dovrebbe rispondere: - Cioè?
Lui ripeterebbe, magari più forte schiarendosi la voce: - Ho detto che Spqr eccetera.
E allora noi: - Sì, sì, ho sentito. Ma non ho capito. Davvero. Cioè?
Lui urlerebbe ancora di più: - Ho detto che...
E noi placidi: - No, Bossi, abbia pazienza. Cioè?
Serra sosteneva che presto quello lì si scoccerebbe.
E io sono d'accordo con lui.
giovedì 16 settembre 2010
Il matrimonio in crisi
Cogito Ergo Sud è una rete di persone. Gente che crede che nel sud ci sia il proprio futuro, "altrimenti che siamo rimasti a fare".
Dentro questa rete c'è pure qualcuno che se n'è andato, ma che nel sud continua a credere e lo dice ogni volta che può nei posti dove adesso si trova, "altrimenti che ce ne siamo andati a fare".
Che siano 1.000 o 5.000 persone importa poco. Importa che ci siano.
(E comunque sono 12mila)
Per iniziativa di Cogito Ergo Sud, ogni giorno Massimo Andrei, Luciano Colella e Luciano Bonetti producono uno snack: un video di un minuto coerente coi valori della rete, dedicato - che ne so - una volta alla legalità, alla solidarietà, alle discriminazioni. Si intitolano Indolenza, Lassismo, Il Ruoto.
A me è piaciuto molto quello di ieri. Che sta qui sotto.
Gli altri stanno tutti qui
Dentro questa rete c'è pure qualcuno che se n'è andato, ma che nel sud continua a credere e lo dice ogni volta che può nei posti dove adesso si trova, "altrimenti che ce ne siamo andati a fare".
Che siano 1.000 o 5.000 persone importa poco. Importa che ci siano.
(E comunque sono 12mila)
Per iniziativa di Cogito Ergo Sud, ogni giorno Massimo Andrei, Luciano Colella e Luciano Bonetti producono uno snack: un video di un minuto coerente coi valori della rete, dedicato - che ne so - una volta alla legalità, alla solidarietà, alle discriminazioni. Si intitolano Indolenza, Lassismo, Il Ruoto.
A me è piaciuto molto quello di ieri. Che sta qui sotto.
Gli altri stanno tutti qui
sabato 17 luglio 2010
Le cose cominciano per scherzo
E dopo i sorrisini per il folklore, per il fiume, per l'ampolla, per i celti, ci siamo via via trovati ad ascoltare cose sempre più serie sul conto di Pontida e della secessione, a leggere cose sempre più definite sull'elezione di miss locali e frasi sempre più aggressive su chi stava oltre l'orizzonte d'attesa.
Finché.
Finché non diventa naturale leggere una cosa come questa su un quotidiano serio come La Gazzetta dello Sport.
Finché.
Finché non diventa naturale leggere una cosa come questa su un quotidiano serio come La Gazzetta dello Sport.
Questo giocatore entrerà nella storia. Si chiama Marco Motta, è padano di Merate, ha 24 anni e fa il difensore e il centrocampista.
domenica 11 luglio 2010
Olanda-Spagna e il tifo di Napoli
E allora, insomma, per chi tifiamo? Noi napoletani, dico. Se fosse il mondiale del 1510, non ci sarebbero storie. Saremmo sudditi della corona spagnola e di Ramon Folc III de Cardona, vicere di Napoli nominato da re Ferdinando II d'Aragona. La Spagna sarebbe a pieno titolo la nostra nazionale. Oppure deve pesare l'effetto Rudy? L'effetto Rudy è quel sentimento favorevole all'Olanda introdotto a Napoli da Krol, il libero della generazione di Cruyff che venne a giocare da noi nel 1980. Portava la maglia numero 5, e tutti i bambini di Napoli volevano quella maglia lì. Fu un Maradona prima di Maradona. Tendeva il braccio nell'aria, puntava l'indice nel vuoto e dalla sua area di rigore, la nostra area di rigore, lanciava la palla esattamente lì dove finiva la traiettoria immaginaria cominciata dal suo dito. Sui piedi di tale Claudio Pellegrini, uno a cui il Divino Rudy fece segnare 11 gol, e il Napoli arrivò terzo (era primo a 5 giornate dalla fine).
Certo, fummo spagnoli, e in fondo lo siamo tuttora nel tratto genetico, sovrapposto al seme svevo e sopravvissuto alle mutazioni politiche. Ma bisogna tifare per la Spagna perché ci ha lasciato i Quartieri spagnoli o tifare contro la Spagna per lo stesso motivo: per quel massacro urbanistico e sociale cominciato con la loro dominazione? Se fosse così, sarebbero un po' nostre anche le nazionali di Francia, di Austria e di mamma Grecia.
Certo, fummo spagnoli, e in fondo lo siamo tuttora nel tratto genetico, sovrapposto al seme svevo e sopravvissuto alle mutazioni politiche. Ma bisogna tifare per la Spagna perché ci ha lasciato i Quartieri spagnoli o tifare contro la Spagna per lo stesso motivo: per quel massacro urbanistico e sociale cominciato con la loro dominazione? Se fosse così, sarebbero un po' nostre anche le nazionali di Francia, di Austria e di mamma Grecia.
martedì 22 giugno 2010
Zaia di casa mia
A proposito di quella cosa della tv e dei napoletani e dei romani, ecco lo straordinario generatore automatico di difese della lingua veneta di Zaia offerto da Metilparaben.
Fateci sentire la biondina in gondoleta
Minchia, ministro Zaia
Altre cose su Zaia
Spegnila e leggiti un libroFateci sentire la biondina in gondoleta
Minchia, ministro Zaia
lunedì 21 giugno 2010
Allora spegnila, e leggiti un libro
(Luca Zaia, Pontida)Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano.
domenica 20 giugno 2010
Le gambe che ci fanno Giacomo Giacomo
giovedì 27 maggio 2010
giovedì 15 aprile 2010
Certo che siamo strani
La Lega nord nasce contro la partitocrazia, e ora tutti qui a dire che è rimasto l'unico partito.
Come se il problema fosse che è salita sul carro dell'imperatore.
E' l'unica forma di resistenza al virtuale. Purtroppo, a differenza di Alberto da Giussano, è salita sul carro dell'imperatore.(Paolo Rossi al Corriere)
Come se il problema fosse che è salita sul carro dell'imperatore.
martedì 6 aprile 2010
La Lega e il sindaco di Napoli
Oggi Roberto Maroni dà una bella notizia. La Lega nord sta facendo un pensierino per presentare una sua candidatura a sindaco di Napoli. Lo dice con uno slogan che è già elettorale ("Almeno cominceremo a far funzionare qualcosa") ma sul serio è una bella notizia. Per più motivi.
Uno. E' la conferma che il suo modello politico e la sua visione del mondo vivono un precoce e mal documentato declino nelle terre in cui maggiormente sono stati finora predicati. Come già sapete, la Lega ha perso voti (voti, non la percentuale, cioé elettori, cioé persone che la pensano così) nelle regioni in cui da anni amministra, col caso-soglia di Lecco (dove peraltro presentava un big come Castelli), aumentando i suoi consensi al centro Italia, dove non è stata ancora sperimentata come esperienza di governo locale e dove dunque ancora può presentarsi come una speranza. Ecco perché adesso ha bisogno di nuove praterie da cavalcare e di terre vergini da concimare con il seme degli egoismi. In questo senso: cosa c'è meglio di Napoli?
Uno. E' la conferma che il suo modello politico e la sua visione del mondo vivono un precoce e mal documentato declino nelle terre in cui maggiormente sono stati finora predicati. Come già sapete, la Lega ha perso voti (voti, non la percentuale, cioé elettori, cioé persone che la pensano così) nelle regioni in cui da anni amministra, col caso-soglia di Lecco (dove peraltro presentava un big come Castelli), aumentando i suoi consensi al centro Italia, dove non è stata ancora sperimentata come esperienza di governo locale e dove dunque ancora può presentarsi come una speranza. Ecco perché adesso ha bisogno di nuove praterie da cavalcare e di terre vergini da concimare con il seme degli egoismi. In questo senso: cosa c'è meglio di Napoli?
martedì 30 marzo 2010
Perché la lega non ha vinto - reprise
Ci sono vari modi alle elezioni per misurare vittorie e sconfitte. Soprattutte alle regionali. Puoi contare chi ha vinto più regioni. Puoi contare chi ne ha perse o guadagnate di più rispetto alla scorsa volta. Puoi guardare le percentuali. Sulla base di questi criteri, un po' dappertutto in queste ore, così come già accadde un anno fa, sta passando il principio secondo cui la Lega avrebbe vinto.
Falso.
Alle europee dell'anno scorso la Lega prese3 milioni 126mila e 915 voti 2 milioni 885mila 377 voti. Alle regionali di quest'anno ne ha presi 2 milioni 749mila e 176. Significa che nel giro di dodici mesi 377mila 135mila elettori leghisti hanno cambiato idea. Hanno cambiato partito o non hanno votato. E' una vittoria? Sono gli astenuti a farla sembrare tale: le percentuali cambiano.
Perché è importante stabilire tutto ciò? Perché la "verità" secondo cui la Lega è vincente, spinge a costruire a posteriori false ipotesi sui motivi di tale falsa vittoria, legittimando così l'efficacia di un modello di società e di una visione della politica, e inducendo a continuare a seguire l'uno e l'altra. Lì e altrove.
Chi ha vinto allora? Confrontando le cifre nessuno. Nessun partito ha confermato i voti dell'altra volta. Tutti ne hanno persi. Certo, se in un campionato tutti fanno 0-0, e all'ultima giornata c'è solo una squadra che fa un gol e vince 1-0, lo scudetto è suo: ci mancherebbe altro. In quel caso si parla di campionato mediocre. Ecco. Significa che saremo governati da coalizioni mediocri composte da partiti che perdono consenso. D'altra parte non è prevista l'assegnazione di seggi al partito degli astenuti.
Questa è un'idea. Il pda. Il Partito degli Astenuti. Se viene in mente a Silvio, le prossime elezioni le vince così.
Vecchi post
Ehi, attenti, la Lega non ha vinto
Falso.
Alle europee dell'anno scorso la Lega prese
Perché è importante stabilire tutto ciò? Perché la "verità" secondo cui la Lega è vincente, spinge a costruire a posteriori false ipotesi sui motivi di tale falsa vittoria, legittimando così l'efficacia di un modello di società e di una visione della politica, e inducendo a continuare a seguire l'uno e l'altra. Lì e altrove.
Chi ha vinto allora? Confrontando le cifre nessuno. Nessun partito ha confermato i voti dell'altra volta. Tutti ne hanno persi. Certo, se in un campionato tutti fanno 0-0, e all'ultima giornata c'è solo una squadra che fa un gol e vince 1-0, lo scudetto è suo: ci mancherebbe altro. In quel caso si parla di campionato mediocre. Ecco. Significa che saremo governati da coalizioni mediocri composte da partiti che perdono consenso. D'altra parte non è prevista l'assegnazione di seggi al partito degli astenuti.
Questa è un'idea. Il pda. Il Partito degli Astenuti. Se viene in mente a Silvio, le prossime elezioni le vince così.
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Ehi, attenti, la Lega non ha vinto
lunedì 22 febbraio 2010
Fateci sentire la biondina in gondoleta
Kamila Hajcova e David Vincour, che si spacciano come provenienti da Brno, Repubblica Ceca, ma che sicuramente saranno della costiera amalfitana, si stanno esibendo alle Olimpiadi di Vancouver sulle note egemonicamente culturali di Torna a Surriento. Avvertire immediatamente ministro Zaia perché tuteli la par condicio.
Vecchie cose dette sul ministro
Minchia, ministro Zaia
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