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mercoledì 27 luglio 2011

Riportami i miei occhi e il tuo fucile

C'è una cosa che con tutto lo sforzo di questo mondo, con tutta l'apertura mentale di questo mondo, con tutta l'adesione all'illuminismo racchiuso nella frase "non sono d'accordo con te ma sono pronto a dare la mia vita perché tu eccetera eccetera" - ecco c'è una cosa che nonostante tutto proprio non si capisce. Oggi il segretario milanese della Lega Salvini, proprio quello stesso Salvini là, definisce incomprensibile la posizione di Napolitano, preoccupato per le due scrivanie spostate al nord e battezzate ministero. Salvini dice una cosa sbagliatissima e una cosa che non si capisce. La cosa sbagliatissima è: "In democrazia vale tutto". La cosa che non si capisce è: "La Lega si chiama Lega Nord per l'indipendenza della Padania".
Ma se la Lega si chiama così perché vuole l'indipendenza della Padania, perché allora vuole i ministeri di un Paese che invece si chiama Italia?

Altre cose su Matteo Salvini
Ode a Matteo Salvini caduto da cavallo
E prende il treno per non essere da meno

martedì 7 luglio 2009

Ode a Matteo Salvini caduto da cavallo


Svolgimento
In questa ballata di soli sei versi, Matteo Salvini riesce sapientemente a racchiudere tutta la sua cultura umanistica, citando un'abbondante fetta della produzione letteraria italiana.
Sin dall'incipit
Senti che puzza scappano anche i cani
il Salvini ci introduce in un clima letterariamente dantesco. Dal verso adottato, l'endecasillabo piano, il lettore-ascoltatore avverte per intero il senso di una lezione altissima a cui rifarsi. Un mondo in cui Salvini, come un Virgilio due punto zero, ci conduce per mano. La puzza che il Salvini percepisce e dentro la quale ci immerge, ricorda il fetore da cui si viene circondati nell'undecimo canto dell'Inferno, tra gli eretici, a contatto con il diacono Fottino, o ancor più nel leppo della decima bolgia dei falsari. Non solo. Non è certo un caso che dinanzi al miasmo che il Salvini avverte, si diano alla fuga proprio dei cani, probabilmente una conscia corruzione eliotiana del veltro dantesco manifestatosi nel primo canto dell'Inferno.

venerdì 8 maggio 2009

Le carrozze di Salvini


A me quando il leghista Matteo Salvini dice che vuole carrozze della metropolitana solo per milanesi, non fa incazzare il fatto che proponga una bassezza così lurida e meschina. E' una sua idea. Se la pensa così, che lo pensi pure. Se lo vuole persino dire, che lo dica. Ognuno ha le idee di cui è all'altezza: e più sono distanti, più viene messa alla prova quella nostra supposta capacità di atteggiarci a voltairiani (non sono d'accordo con te ma darei la vita affinché tu eccetera eccetera).
Un'opinione è un'opinione. Va combattuta non censurata.
Il punto è un altro. A me quando il leghista Matteo Salvini dice che vuole carrozze metro solo per milanesi, mi fa incazzare il fatto che poco dopo aggiunga ma sì, ehi, che avevate capito, io intendevo che i posti saranno riservati ai milanesi, ma di qualsiasi razza e colore.
Ecco. Voltairiano, va bene, ma a me Matteo Salvini per il culo non mi deve prendere.