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martedì 19 settembre 2017

Stefano Borgonovo raccontato da sua moglie Chantal


Certe vite si sconvolgono in sordina, le tragedie si fanno annunciare da dettagli che paiono trascurabili. La vita di Chantal Guigard cambiò quando le consonanti pronunciate da suo marito iniziarono a incepparsi. Prima la “r” poi la “t” e dopo la “f”. Che sarà, niente, forse lo stress. Invece era la Sla, sclerosi laterale amiotrofica, da quel giorno in casa detta «la stronza» perché «i malati diventano sottili, figure di carta, fili» e quando la Sla entra in una famiglia «nessuno si salva, nessuno rimane immune». Chantal è all'epoca una donna quarantenne, sposata da venti e innamorata da sempre di Stefano, che di cognome fa Borgonovo e di mestiere faceva gol, tanti, per la Fiorentina, per il Milan, in Coppa dei Campioni, con la Nazionale, e poi in un calcio più piccino perché questo è il ciclo naturale, si parte, si sale, si scende.

giovedì 20 luglio 2017

Il film che Troisi non riuscì a girare

IL NUOVO film di Massimo Troisi è rimasto per 23 anni sotto chiave, commissionato pensato e scritto, «non chiuso in un cassetto perché c'erano già i computer», spiega adesso sorridendo Anna Pavignano, la sceneggiatrice che lo ha accompagnato da Ricomincio da tre del 1981 fino a Il postino nel 1994. Troisi non riuscì a leggere l'ultima versione del copione. Ora La svedese è un romanzo (Verdechiaro edizioni): storia di Livia, della sua infanzia ferita e del colpo di fulmine per Milo, uomo inafferrabile, sposato e distante 700 chilometri, per il quale vale la pena autodistruggersi, pur di mostrarsi fino in fondo libera. «Troisi mi chiese se avessi una storia che parlasse del modo di amare delle donne». Anna Pavignano dice raramente Massimo. «Una storia su un certo modo di abbandonarsi alla passione, al dolore, all'irrazionale. Gli piacque l'idea, finii di scriverla mentre girava Il postino».

mercoledì 6 gennaio 2016

Non era Malafemmena

Sono persino arrivati a dire che la sua celeberrima, splendida "Malafemmena" Totò l'abbia scritta per me... Totò... Era veramente un gentleman dalla punta dei capelli fino alla punta dei piedi. Era un professionista favoloso. Molto signore, molto gentile, molto bravo. Anche se, allora, quei film che oggi sono portati alle stelle erano considerati commerciali. E lui ne soffriva. Per me aveva un'ammirazione immensa - ero molto giovane, allora - ma si accostava con una tale discrezione... con una tale carineria... Il grande bene che mi voleva me lo faceva capire. Mi faceva capire che mi avrebbe voluto sposare... Anzi, ne aveva parlato con papà. E papà gli diceva: "Guardi, Silvana è una ragazzina. Non pensa a queste cose". E lui mi faceva trovare in camerino i cioccolatini, i mazzolini di fiori guarniti con il pizzo. Era un amore, il suo... [...] E non soltanto il suo sentimento per me era così prepotente... Hanno cominciato a chiedermi in moglie all'età di dodici anni. Un po' prestino, direi. Anche se, vista di spalle, con i miei splendidi capelli sciolti, ne dimostravo qualcuno in più.

martedì 3 giugno 2014

Il senso di Troisi per l'amore


Vent'anni fa moriva Massimo Troisi. In questi giorni s'è detto già un po' di tutto. Ma dell'amore, dell'amore si può parlare sempre. Le sue frasi.

"L'amore è eterno. E quindi lo si può definire solo a posteriori: è un titolo che si può dare alla memoria. Credo che sia quel sentimento che riesce a uscire indenne, a durare nel tempo, rispetto alla stanchezza, alla rottura di scatole, alla noia, ai dolori. Ma bisogna aspettare l'eternità, per riconoscerlo".

"Esistono tante possibilità intermedie tra l'amore e il non amore: l'orgoglio, la paura della solitudine, la gelosia, la possessività... Tutte cose che chiamiamo amore, e non lo sono".

giovedì 27 marzo 2014

A proposito di Chris Martin e Gwyneth Paltrow


Puoi essere uno che sa dire Your skin and bones turn into something beautiful. Puoi scrivere le più apprezzate canzoni d'amore del nostro tempo, raccontando di sentirti preso, catturato, come al centro della tela di un ragno. Puoi essere il più strafico delle stelle del pop mondiale, e non sarai comunque al riparo. Anche se cento canzoni le hai scritte tutte per lei. Lei che era stata Wendy con Spielberg e la Emma di Jane Austen, lei che ha vinto un Oscar con Shakespeare e sa come si può parlare d'amore, lei di cui si invaghisce pure Iron Man. Pensa un po'. Il riparo da una storia d'amore che finisce, non esiste neppure per chi l'amore ha dimostrato di saperlo maneggiare. Se Chris Martin e Gwyneth Paltrow si lasciano, possiamo sentirci un pochino più leggeri e rilassati anche noi, con le nostre vite normali e i nostri banali fallimenti.

domenica 9 giugno 2013

Il mio oro, la mia fortuna


E dopo le parole di Renzo Arbore per Mariangela Melato, il saluto di Dario Fo per Franca Rame, arrivano oggi altre bellissime parole di un amore senza fine.
Sono di Mel Brooks per la sua Anne Bancroft. Sul Messaggero.

"Anne Bancroft è stata tutto per me, il mio oro, la mia fortuna, l'arbitro di gusto per ogni mia fesseria. Anne capiva al volo quello che andava o meno in ciò che scrivevo. Era bella, sexy e spiritosa. Non abbiamo mai smesso di ridere e fare l'amore in 40 anni di matrimonio. Mi ha lasciato nel 2005, otto anni or sono, e continuo a fare l'amore con lei ogni notte".

sabato 18 agosto 2012

Volete più bene a vostra moglie o alla vostra squadra?


C'è sempre uno zio che pone ai bambini una domanda atroce. La più atroce fra tutte. A chi vuoi più bene: a mamma o a papà? In Inghilterra, nella settimana in cui inizia il campionato di calcio, nel ruolo dello zio si sono calati i ricercatori dell'Università di Bristol. Hanno radunato una ventina di tifosi di una delle squadre più "calde" della Premier, il Newcastle, e hanno chiesto: ma voi a chi volete più bene, alle vostri mogli o al Newcastle?