IL NUOVO film di Massimo Troisi è rimasto per 23 anni sotto chiave, commissionato pensato e scritto, «non chiuso in un cassetto perché c'erano già i computer», spiega adesso sorridendo Anna Pavignano, la sceneggiatrice che lo ha accompagnato da Ricomincio da tre del 1981 fino a Il postino nel 1994. Troisi non riuscì a leggere l'ultima versione del copione. Ora La svedese è un romanzo (Verdechiaro edizioni): storia di Livia, della sua infanzia ferita e del colpo di fulmine per Milo, uomo inafferrabile, sposato e distante 700 chilometri, per il quale vale la pena autodistruggersi, pur di mostrarsi fino in fondo libera. «Troisi mi chiese se avessi una storia che parlasse del modo di amare delle donne». Anna Pavignano dice raramente Massimo. «Una storia su un certo modo di abbandonarsi alla passione, al dolore, all'irrazionale. Gli piacque l'idea, finii di scriverla mentre girava Il postino».
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giovedì 20 luglio 2017
lunedì 15 febbraio 2016
La crisi dei comici a Sanremo
| I coniugi Salamoia |
martedì 17 novembre 2015
Perché Troisi ci tolse dai guai
Torna nelle sale per due giorni Ricomincio da tre, il film di Massimo Troisi che cambiò l'umorismo e il modo di parlare di noi ragazzi napoletani degli anni Ottanta. Un cinema che venne accusato d'essere imperfetto, quello di Troisi, con poco formalismo e poca accademia nelle scene. Veniva dal teatro, dal cabaret, dalla televisione. Il centro della scena lo prendeva la parola, o forse dovremmo dire la sua quasi assenza, l'impossibilità di essere compiuta, rotonda.
mercoledì 11 febbraio 2015
A proposito di Siani e Pino Daniele
Quante sono le Napoli possibili.
Veniva da chiederselo un mese fa quando morì Pino Daniele, lutto generazionale come pochi, ma anche trasversale alle cosiddette due città, tanto per restare dentro il canone delle definizioni antropologico-letterarie (cfr. Domenico Rea, Raffaele La Capria), e lutto trasversale forse perfino più di quello collettivo per Troisi.
Quante sono le Napoli possibili dentro le forme artistiche, della scrittura, della recitazione, della musica, veniva da chiedersi di nuovo ieri sera mentre sul palco del festival di Sanremo si esibiva Alessandro Siani, spaccando il pubblico: chi rideva in teatro e chi a casa trovava le sue battute già sentite, molto sentite; senza qui entrare nel merito della loro scorrettezza e della loro opportunità, giacché dovremmo altrimenti discutere sugli eventuali limiti che la comicità deve o non deve darsi, sulla volgarità e/o sulla banalità. Non è il caso. Il punto adesso è un altro.
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domenica 9 novembre 2014
Il duello su Eduardo
Giovedì scorso sul Mattino, il maestro Roberto De Simone ha scritto un articolo che aveva per titolo "Luci e ombre del mito chiamato Eduardo". Un'analisi molto severa sull'opera di Eduardo, vestita da rivisitazione critica, secondo me piena di passaggi incongruenti e con un fastidio, come dire, ideologico-politico.
Oggi, sempre sul Mattino, il maestro Nicola Piovani scrive una replica che per usare le sue parole smonta tutti gli "argomenti zoppi" usati da De Simone, ribadendo quale sia stata la grandezza di Eduardo, il suo lavoro di rottura con una tradizione farsesca locale, il suo merito per aver internazionalizzato e reso universale il teatro che partiva da Napoli. Il titolo del pezzo di Piovani è "Quelle gelosie per il genio di Eduardo".
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lunedì 16 giugno 2014
Il film mai girato da Scola
ETTORE SCOLA dice che il cinema è uno stato d'animo. «Si fa quando lo senti dentro di te». Il suo ultimo film non solo si vede, ma si tocca, è sulla sua scrivania, girato con acquerelli, senza pellicola. L'industria del cinema vola verso le stregonerie immateriali del digitale, lui ne porta la magia su carta, altro fascino decadente. Era un film perduto, cancellato, e adesso esce in un albo.
martedì 3 giugno 2014
Il senso di Troisi per l'amore
Vent'anni fa moriva Massimo Troisi. In questi giorni s'è detto già un po' di tutto. Ma dell'amore, dell'amore si può parlare sempre. Le sue frasi.
"L'amore è eterno. E quindi lo si può definire solo a posteriori: è un titolo che si può dare alla memoria. Credo che sia quel sentimento che riesce a uscire indenne, a durare nel tempo, rispetto alla stanchezza, alla rottura di scatole, alla noia, ai dolori. Ma bisogna aspettare l'eternità, per riconoscerlo".
"Esistono tante possibilità intermedie tra l'amore e il non amore: l'orgoglio, la paura della solitudine, la gelosia, la possessività... Tutte cose che chiamiamo amore, e non lo sono".
venerdì 30 maggio 2014
Pensieri sparsi su Ghost Stories dei Coldplay
martedì 4 febbraio 2014
La mascotte Guagliò e i dischi di Bossi
La mascotte dell'Expo che si chiama Guagliò e fa arrabbiare la Lega Nord, mi fa venire in mente quella volta in cui Massimo Troisi parlò di Bossi e dei dischi nascosti dietro un pannello.
venerdì 4 maggio 2012
Troisi e la segreteria di Verdone
C'è un monologo inedito di Massimo Troisi nascosto in mezzo a un mucchio di cassette. La voce è conservata in un vecchio nastro di quelli che si arrotolavano con le matite, non c'è nessuno al mondo che li usi più. "Sta lì, in quella pila, in mezzo alle altre decine e decine". Senza un'etichetta. Tutte uguali. "Chissà qual è. Devo avere un po' di tempo per cercare quella giusta". La casa romana di Carlo Verdone è piena di piccole gemme così. "Ne ho una con Fellini che mi chiama, in un'altra ho ritrovato la voce di mio padre. Niente di macabro. È che registravo e conservavo musica negli anni Ottanta, avevo l'abitudine di accumularne veramente parecchia. Poi ogni tanto capitava che mi finisse la cassetta della segreteria telefonica e non ne avessi una bianca, allora dovevo per forza riciclarne una usata". Successe pure la sera che a casa Verdone chiamò Troisi, e adesso servirà un'operazione di archeologia sonora per individuare la Basf giusta con il monologo che nessuno ha mai ascoltato. Uno scherzo fatto all'amico Carlo. "Stavo andando a casa sua, Massimo sapeva che aspettavo una telefonata importante e che da me avrebbe risposto la segreteria. Si mise là e me la scaricò. Parlando di fila per 30 minuti con un nastro. Diceva: Carlooo... egghià Carlo... rispunne... lo so che staje là... Carlooo... e dai Carlo nun fa accussì. Mezz'ora di seguito. Ma lo fece con una padronanza della voce, con una variazione di toni e di sfumature, da altissimo teatro. Tanto che l'ho conservata per tutti questi anni. È una lezione di recitazione". Prima ancora si trattava di una vendetta. Verdone racconta: "La settimana prima uno scherzo glielo avevo fatto io. Camuffai la voce e dissi che chiamavo da parte del sindaco di Trieste, mi presentai come l'assessore alla cultura e con una proposta: cento milioni di lire dell'epoca per alcuni monologhi. Lui all'inizio non rispondeva, io andai avanti, lui alzò il telefono, e per cinque minuti ci cascò pure. Poi mi venne da ridere, mi riconobbe. Disse: nun te preoccupa', poi ci pens'io".
lunedì 11 aprile 2011
Se abbiamo detto di dividere...
Tutti quelli che come me hanno studiato poco l'economia perché da ragazzi gli piaceva giocare a pallone, sentire la musica, andare al cinema e leggere i romanzi, stanno da tanto tempo a tormentarsi su una cosa. Ma perché il sud non spende i soldi che l'Europa gli vuole dare? Sul serio. Com'è possibile? Perché il 93% dei fondi europei non vengono spesi dalle regioni meridionali? Dice che alla Puglia la Ue dà 1 miliardo e 279 milioni di euro, e i pugliesi ne hanno usato il 7%. La Campania l'8%. La Calabria il 13%. La Sicilia l'11% di due miliardi di euro. Eppure, questo è il sottofondo del ragionamento, 'sti meridionali stanno sempre a piangere miseria. Poi gli danno i soldi e non li sanno spendere. Per via di ritardi, incertezze, perché non sanno pianificare, sono i soliti. Dice che solo la Romania fa peggio.
martedì 8 marzo 2011
A me mi piace premiare il talento
Trent'anni fa usciva Ricomincio da tre, e fu una cosa pazzesca per noi adolescenti napoletani, finalmente liberi di ridere delle nostre timidezze e di una certa Napoli. Lo fu non solo per noi, evidentemente, perché il film d'esordio di Massimo Troisi rimase nei cinema di tutt'Italia per quasi due anni. Chi non l'ha mai visto, lo recuperi.
Per celebrare l'anniversario, un'associazione chiamata Napolibuona ha fatto sapere al mondo di aver creato la pizza Troisi. E' abbastanza normale che fra gli ideatori di una pizza ci sia un pizzaiolo (si chiama Gino Sorbillo), più irrituale che ci sia un ex assessore provinciale, Francesco Borrelli, che non è un omonimo dell'assessore di cui nel cortile s'è parlato in passato, ma esattamente lui: quello delle ronde e della tassa su 'O sole mio.
Per celebrare l'anniversario, un'associazione chiamata Napolibuona ha fatto sapere al mondo di aver creato la pizza Troisi. E' abbastanza normale che fra gli ideatori di una pizza ci sia un pizzaiolo (si chiama Gino Sorbillo), più irrituale che ci sia un ex assessore provinciale, Francesco Borrelli, che non è un omonimo dell'assessore di cui nel cortile s'è parlato in passato, ma esattamente lui: quello delle ronde e della tassa su 'O sole mio.
domenica 30 maggio 2010
mercoledì 24 febbraio 2010
24 febbraio 1990
Il più duro atto d'accusa contro Sandro Pertini (25 settembre 1896-24 febbraio 1990)
Preside', voi m'avite fatto... mi so' dispiaciuto molto co' vvoi che... cioé l'ultima volta che siete uscito per televisione... 'o fatto d''o terremoto, d''a cosa llà... cioé mi so' dispiaciuto molto pecché nuje stevemo guardanno 'a televisione cu' mio padre mio fratello, stevemo tutte quante llà a guarda' però come sempre voi lo sapete quanto vi stimiamo... stavate llà però a un certo punto avete fatto... m''o rricordo bbuono pecché stavo cu' mio padre mio fratello... avete fatto... rivolto là avete fatto... chi ha preso i soldi del Belice?[massimo troisi]
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domenica 17 gennaio 2010
Amleto, Scrooge e lo zio cattivo

C'è una frase in un film da cui vale la pena partire. Il film è la Carica dei 101, la frase è pronunciata da Gaspare, uno dei due improbabili furfanti che provano a rubare i cani per conto di Crudelia. Gaspare si avvicina ai cuccioli che stanno scappando e dice "Venite, venite dallo zio". Dallo zio. Perché dallo zio? Perché la rappresentazione culturale diffusa dello zio è quella del peggior fetente possibile?
I crimini di re Claudio e i suoi progetti tetri sul conto del nipote Amleto sono forse il punto più alto sul tema in letteratura, evocato e ripreso pari pari nel Re Leone con zio Scar e il piccolo Simba. Così come fra storia, leggenda, letteratura e cartoon si piazza la crudeltà del principe Giovanni, il medievale usurpatore del trono di re Riccardo e zio della Lady Marian cara a Robin Hood. Lo Scrooge di Dickens, che ne parliamo a fare. Sempre in Dickens, lo zio Hardwicke dei Misteri di Londra spinge l'orfano Nicholas verso il collegio e la sorellina Howes alla prostituzione.
sabato 16 gennaio 2010
Il consiglio comunale di Napoli e il calciomercato
Gennaio è il mese in cui ricomincia il calciomercato. I tifosi sanno che in quei giorni lì i giocatori possono cambiare squadra, e si preparano. Nel consiglio comunale di Napoli invece ogni mese è buono per cambiare, e se uno si distrae un attimo è finito. Io mi ero distratto e in 16 hanno cambiato partito. Succede, che ci vuoi fare.
giovedì 17 dicembre 2009
Né Massimiliano né Ugo né Ciro

Era il 1981, e nell'ultima scena di Ricomincio da tre Gaetano-Massimo Troisi aveva una discussione con Marta-Fiorenza Marchegiani, incinta, sul nome da dare al bambino.
Celebre scena. Massimiliano cresce scostumato perché il suo nome è troppo lungo, Ugo viene represso perché il suo nome è troppo breve. Sembrò che Ciro potesse essere il giusto compromesso fra un bambino che è già scappato mentre tu genitore lo stai ancora rimproverando (Mas-si-mi-lia-noooo) e un altro (Ugo/) che neppure riesce a muoversi, fulminato com'è dal richiamo.
giovedì 4 giugno 2009
giovedì 19 febbraio 2009
Perché, a due non sorge un gruppo?
Pensate a una carriera ancora vigorosa come quella di Sergio Castellitto e Nanni Moretti, tutti ragazzi del '53, e poi chiedetevi chissà come sarebbe oggi a 56 anni Massimo Troisi
lunedì 25 agosto 2008
Se ci stavamo baciando pure noi
Il Telegraph ha scelto le 50 scene cinematografiche più belle girate su una spiaggia. Non rovino la sorpresa sul vincitore, quello che a casa mia chiamavano un filmone ('nu filmone). C'è un regista italiano nei primi 5, ma non c'è in classifica la mia scena di spiaggia preferita. Che metto qui sotto.
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