Tredici nomination a Mario Martone e 10 a Luca Miniero. Per il film sul Risorgimento e per Benvenuti al sud. Per non dire che nella cinquina principale del David c'è pure Basilicata Coast to Coast.
Va a finire che Zaia protesta. Dirà che Anomimo veneziano venne maltrattato.
Visualizzazione post con etichetta nord. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nord. Mostra tutti i post
giovedì 7 aprile 2011
giovedì 10 marzo 2011
LUnità d'Italia secondo Pippo
Il barman dell’unità d’Italia. “Che cocktail di storie e di passioni, quegli anni. Il romanzo più bello che si possa scrivere. Io dovrò solo prendere tutta la materia e shakerare”. Bianco, rosso e Pippo Baudo, il Risorgimento arriva in prima serata Rai. La storia e l’intrattenimento, la formula che più gli sta a cuore, già frequentata in passato con Giorno dopo giorno, Novecento, I migliori anni. Spettacolo e riflessione insieme, “un’impresa, una difficoltà pazzesca” come dice lui, ora che è al cinquantaduesimo anno di televisione e che in televisione vede sempre più spesso passare “soltanto un divertimento lepido ed epidermico, mai di sostanza”. Una sfida alta, altissima, improvvisamente avvolta d’aria nuova dopo il Benigni passato a Sanremo a cavallo dell’inno di Mameli. “Una cosa inattesa. Come se improvvisamente gli italiani, sbandati e senza più punti di riferimento, si stessero ritrovando intorno al valore del tricolore, ma non come valore formale. Questo è un Paese che si sta spezzettando, bisogna impedirlo. L’unità d’Italia come concetto è antecedente alla sua realizzazione, non è del 1861, ma era già nella mente di Dante Alighieri, di Petrarca, di Foscolo. Che poi fosse politicamente divisa in Stati e staterelli, non conta. Era una situazione contingente”.
Etichette:
articoli,
incontri,
italia,
nord,
risorgimento,
sud,
televisione
giovedì 16 settembre 2010
Il matrimonio in crisi
Cogito Ergo Sud è una rete di persone. Gente che crede che nel sud ci sia il proprio futuro, "altrimenti che siamo rimasti a fare".
Dentro questa rete c'è pure qualcuno che se n'è andato, ma che nel sud continua a credere e lo dice ogni volta che può nei posti dove adesso si trova, "altrimenti che ce ne siamo andati a fare".
Che siano 1.000 o 5.000 persone importa poco. Importa che ci siano.
(E comunque sono 12mila)
Per iniziativa di Cogito Ergo Sud, ogni giorno Massimo Andrei, Luciano Colella e Luciano Bonetti producono uno snack: un video di un minuto coerente coi valori della rete, dedicato - che ne so - una volta alla legalità, alla solidarietà, alle discriminazioni. Si intitolano Indolenza, Lassismo, Il Ruoto.
A me è piaciuto molto quello di ieri. Che sta qui sotto.
Gli altri stanno tutti qui
Dentro questa rete c'è pure qualcuno che se n'è andato, ma che nel sud continua a credere e lo dice ogni volta che può nei posti dove adesso si trova, "altrimenti che ce ne siamo andati a fare".
Che siano 1.000 o 5.000 persone importa poco. Importa che ci siano.
(E comunque sono 12mila)
Per iniziativa di Cogito Ergo Sud, ogni giorno Massimo Andrei, Luciano Colella e Luciano Bonetti producono uno snack: un video di un minuto coerente coi valori della rete, dedicato - che ne so - una volta alla legalità, alla solidarietà, alle discriminazioni. Si intitolano Indolenza, Lassismo, Il Ruoto.
A me è piaciuto molto quello di ieri. Che sta qui sotto.
Gli altri stanno tutti qui
sabato 17 luglio 2010
Le cose cominciano per scherzo
E dopo i sorrisini per il folklore, per il fiume, per l'ampolla, per i celti, ci siamo via via trovati ad ascoltare cose sempre più serie sul conto di Pontida e della secessione, a leggere cose sempre più definite sull'elezione di miss locali e frasi sempre più aggressive su chi stava oltre l'orizzonte d'attesa.
Finché.
Finché non diventa naturale leggere una cosa come questa su un quotidiano serio come La Gazzetta dello Sport.
Finché.
Finché non diventa naturale leggere una cosa come questa su un quotidiano serio come La Gazzetta dello Sport.
Questo giocatore entrerà nella storia. Si chiama Marco Motta, è padano di Merate, ha 24 anni e fa il difensore e il centrocampista.
domenica 11 luglio 2010
Olanda-Spagna e il tifo di Napoli
E allora, insomma, per chi tifiamo? Noi napoletani, dico. Se fosse il mondiale del 1510, non ci sarebbero storie. Saremmo sudditi della corona spagnola e di Ramon Folc III de Cardona, vicere di Napoli nominato da re Ferdinando II d'Aragona. La Spagna sarebbe a pieno titolo la nostra nazionale. Oppure deve pesare l'effetto Rudy? L'effetto Rudy è quel sentimento favorevole all'Olanda introdotto a Napoli da Krol, il libero della generazione di Cruyff che venne a giocare da noi nel 1980. Portava la maglia numero 5, e tutti i bambini di Napoli volevano quella maglia lì. Fu un Maradona prima di Maradona. Tendeva il braccio nell'aria, puntava l'indice nel vuoto e dalla sua area di rigore, la nostra area di rigore, lanciava la palla esattamente lì dove finiva la traiettoria immaginaria cominciata dal suo dito. Sui piedi di tale Claudio Pellegrini, uno a cui il Divino Rudy fece segnare 11 gol, e il Napoli arrivò terzo (era primo a 5 giornate dalla fine).
Certo, fummo spagnoli, e in fondo lo siamo tuttora nel tratto genetico, sovrapposto al seme svevo e sopravvissuto alle mutazioni politiche. Ma bisogna tifare per la Spagna perché ci ha lasciato i Quartieri spagnoli o tifare contro la Spagna per lo stesso motivo: per quel massacro urbanistico e sociale cominciato con la loro dominazione? Se fosse così, sarebbero un po' nostre anche le nazionali di Francia, di Austria e di mamma Grecia.
Certo, fummo spagnoli, e in fondo lo siamo tuttora nel tratto genetico, sovrapposto al seme svevo e sopravvissuto alle mutazioni politiche. Ma bisogna tifare per la Spagna perché ci ha lasciato i Quartieri spagnoli o tifare contro la Spagna per lo stesso motivo: per quel massacro urbanistico e sociale cominciato con la loro dominazione? Se fosse così, sarebbero un po' nostre anche le nazionali di Francia, di Austria e di mamma Grecia.
domenica 20 giugno 2010
Le gambe che ci fanno Giacomo Giacomo
martedì 27 aprile 2010
"Aggraverebbe di molto gli squilibri"
[dalla relazione di Mariano D'Antonio, al passaggio di consegne in Regione - le tabelle sono qui]Le tabelle sono eloquenti. Mostrano che la Campania e le altre regioni del Mezzogiorno a tutt’oggi ricevono flussi totali di spesa pubblica (spesa corrente e spesa in conto capitale) pro capite inferiori alla media nazionale e dunque di gran lunga inferiori alla spesa pubblica ricevuta dai territori italiani economicamente più ricchi. Mostrano inoltre che le entrate pubbliche per abitante affluenti dai cittadini della Campania e delle altre regioni meridionali ai vari Enti non sarebbero sufficienti ad alimentare da sole la pur ridotta spesa del Settore Pubblico Allargato. In altre parole, l’ipotesi estrema di federalismo fiscale (“ogni territorio sia abilitato a spendere le entrate pubbliche che estrae dalla sua popolazione”) che in pochi osano apertamente sostenere ma che in tanti continuano a coltivare, aggraverebbe di molto gli squilibri tuttora vigenti tra territori ricchi, ad elevata capacità contributiva, e territori poveri, a bassa capacità contributiva, tra Nord e Sud d’Italia.
giovedì 15 aprile 2010
Certo che siamo strani
La Lega nord nasce contro la partitocrazia, e ora tutti qui a dire che è rimasto l'unico partito.
Come se il problema fosse che è salita sul carro dell'imperatore.
E' l'unica forma di resistenza al virtuale. Purtroppo, a differenza di Alberto da Giussano, è salita sul carro dell'imperatore.(Paolo Rossi al Corriere)
Come se il problema fosse che è salita sul carro dell'imperatore.
lunedì 22 febbraio 2010
Fateci sentire la biondina in gondoleta
Kamila Hajcova e David Vincour, che si spacciano come provenienti da Brno, Repubblica Ceca, ma che sicuramente saranno della costiera amalfitana, si stanno esibendo alle Olimpiadi di Vancouver sulle note egemonicamente culturali di Torna a Surriento. Avvertire immediatamente ministro Zaia perché tuteli la par condicio.
Vecchie cose dette sul ministro
Minchia, ministro Zaia
giovedì 18 febbraio 2010
Minchia, ministro Zaia
- Signorina.
- Sì, ministro Zaia.
- Dobbiamo preparare un comunicato per le agenzie.
- Su cosa? Mi dica che scrivo.
- Non saprei. Sono le sei, il tg è alle otto. Una cosa qualunque, ma sbrighiamoci. Tipo che il kebab ci fa schifo e non appartiene alla nostra identità culturale.
- Mmm...
- La vedo perplessa.
- L'abbiamo fatto già.
- Eh, lo ricordo. Intendo una minchiata tipo quella lì.
- Ah. Ecco.
- Tipo quella storia sulle centrali nucleari che vanno piazzate al sud e non al nord.
- Capisco, ministro. Come le Olimpiadi a Venezia?
- Ecco. Su, si faccia venire un'idea. Di cosa si parla in questi giorni?
- Gli appalti del terremo...
- Brava. Sanremo. Prepariamo un bel comunicato sul festival.
- Sì, ministro Zaia.
- Dobbiamo preparare un comunicato per le agenzie.
- Su cosa? Mi dica che scrivo.
- Non saprei. Sono le sei, il tg è alle otto. Una cosa qualunque, ma sbrighiamoci. Tipo che il kebab ci fa schifo e non appartiene alla nostra identità culturale.
- Mmm...
- La vedo perplessa.
- L'abbiamo fatto già.
- Eh, lo ricordo. Intendo una minchiata tipo quella lì.
- Ah. Ecco.
- Tipo quella storia sulle centrali nucleari che vanno piazzate al sud e non al nord.
- Capisco, ministro. Come le Olimpiadi a Venezia?
- Ecco. Su, si faccia venire un'idea. Di cosa si parla in questi giorni?
- Gli appalti del terremo...
- Brava. Sanremo. Prepariamo un bel comunicato sul festival.
venerdì 15 gennaio 2010
Gli scheletri negli archivi
Qualche giorno fa, un uomo che passa per avere una mente superiore alla media, ha raccolto qualche consenso con alcune cosine scritte su Rosarno:
Mi volete spiegare come mai nell'eterno sud populista, lassista, familista,
pauperista succede quello che succede, guerriglia civile, ferocia scatenata,
rivolta e controrivolta, infine deportazione forzata dei neri raccoglitori di
agrumi da un inferno all'altro? Mentre nel Veneto gretto, piccolo borghese,
minimprenditoriale, piastrellaro, razzista, xenofobo, leghista, e in particolare
a Treviso dove non comandano i progressisti che hanno letto Giustino Fortunato
ma i reazionari che parlano come l'ex sindaco Gentilini; come mai dunque a
Treviso decine di migliaia di immigrati sono via via integrati nel sistema
dell'economia di mercato, nella società civile dove non ci sono Libera e i don
Ciotti e i volontari benemeriti di ogni sorta di assistenza, ma fabbrichette,
capannoni, consumatori, esportatori e altra vil razza dannata del capitalismo
dei distretti industriali?
Ma Giuliano Ferrara aveva avuto un vuoto di memoria.
Etichette:
giulianoferrara,
immigrazione,
nord,
razzismo,
treviso
venerdì 8 gennaio 2010
Il milanocentrismo intorno a noi
Una delle cose un po' più serie a sostegno della controtesi da opporre alla visione dell'Italia de noantri - saggio in cui si teorizza una assai supposta meridionalizzazione dell'intero paese - sarebbe la milanesizzazione delle discussioni in Italia.
Dicendolo un pochino meglio, esiste da parte di Milano la pretesa di spacciare un suo dibattito molto locale per una rilevante vicenda nazionale. La via da dedicare a Craxi ne è un esempio. Parole e parole e discussioni e pareri e dibattiti per una storia che non c'è. Nel senso che se pure Milano dedicasse una via a Craxi, e ovviamente su questo punto ognuno la pensa come crede, farebbe solo ciò che a Valmontone o a Lecce hanno fatto già senza valmontonizzare né leccizzare l'Italia.
Dicendolo un pochino meglio, esiste da parte di Milano la pretesa di spacciare un suo dibattito molto locale per una rilevante vicenda nazionale. La via da dedicare a Craxi ne è un esempio. Parole e parole e discussioni e pareri e dibattiti per una storia che non c'è. Nel senso che se pure Milano dedicasse una via a Craxi, e ovviamente su questo punto ognuno la pensa come crede, farebbe solo ciò che a Valmontone o a Lecce hanno fatto già senza valmontonizzare né leccizzare l'Italia.
martedì 29 dicembre 2009
Il cinema de "voantri"

E' noto al cortile che la tesi dell'Italia de' noantri non mi convince. Poi un giorno una controtesi sarà esposta anche in maniera un po' più seria. Ma per ora prendiamo Natale a Beverly Hills.
Quando Aldo Cazzullo sostiene che gli italiani sono ormai un po' tutti meridionali, non tiene conto per esempio che si dice cinepanettone e non cine-struffoli.
(nella foto gli struffoli di zia Maria)
Vecchie cose dette sull'Italia de' noantri
Cazzullo, mi arrendo
martedì 22 dicembre 2009
Quando leggiamo le classifiche sulla qualità della vita
Mia cugina vive a Ravenna, al 12esimo posto nella classifica delle città in cui si vive meglio in Italia. Ha organizzato la festa di compleanno per la sua bambina, ma hanno dovuto annullarla perché dal locale li hanno avvertiti che a causa del maltempo il buffet non gli era arrivato. La bambina di mia cugina è scoppiata a piangere. Allora mia cugina ha chiamato tutte le amichette della sua bambina di 5 anni, e le ha invitate nella sua casa, la casa che possono permettersi con il loro stipendio di operai che hanno lasciato il sud per "andar su".
"Dai, venite, la festa della Laura la facciamo in casa".
Sì, mia cugina adesso dice la Laura.
Ma alla festa sono andate solo in due, perché faceva freddo e c'era la neve in strada.
Ma alla festa sono andate solo in due, perché faceva freddo e c'era la neve in strada.
martedì 20 ottobre 2009
Il leghista Cota e Renato Zero

Chi avesse anche solo intravisto ieri sera Portapporta (scritto così per eludere i motori di ricerca), avrà notato che nel firmamento telepolitico è stato lanciato Roberto Cota, capogruppo alla Camera della Lega, faccia da agente di commercio di Montebelluna, diciamo un rappresentante di birre che gira per discount, alberghi e centri commerciali (nel senso che somiglia al mio vicino d'ombrellone di quest'estate). Ma la faccia inganna. In realtà è un apprezzato penalista, un giornalista, e non è di Montebelluna. E' di Novara. Ed è l'uomo che Berlusconi vorrebbe candidare alla presidenza della Regione Piemonte. Perciò si capisce il telelancio.
Etichette:
clint eastwood,
immigrazione,
islam,
lega,
nord,
novara,
piemonte,
renato zero,
televisione
sabato 10 ottobre 2009
Cazzullo, mi arrendo
Il paginone di cultura del Corriere è dedicato oggi a "L'Italia de noantri", il nuovo libro di Aldo Cazzullo. Il titolo del paginone (pezzo di Beppe Severgnini) è Così il Sud colonizzò il Nord
La tesi è che il meridione ha imposto un'egemonia culturale. La prova schiacciante è che la pizza e il pomodoro si sono insinuati nelle abitudini dei settentrionali fino a diventare simboli italiani. Più o meno. E poi Roma indolente, padre Pio, eccetera eccetera.
La tesi è che il meridione ha imposto un'egemonia culturale. La prova schiacciante è che la pizza e il pomodoro si sono insinuati nelle abitudini dei settentrionali fino a diventare simboli italiani. Più o meno. E poi Roma indolente, padre Pio, eccetera eccetera.
venerdì 17 aprile 2009
Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio
Iscriviti a:
Post (Atom)

