Visualizzazione post con etichetta fellini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fellini. Mostra tutti i post
venerdì 6 novembre 2015
Visconti, Fellini e i giovani d'oggi
Un paio di giorni fa Sky Arte trasmetteva un documentario francese, “Visconti vs Fellini”, in cui venivano raccontati questi due mondi che si scontrarono: l’opera contro il circo; Milano contro la provincia; l’aristocrazia contro la piccola borghesia; il realismo contro la cartapesta; la disillusione contro il sogno.
martedì 1 aprile 2014
Pensieri a casaccio su Lo Sceicco Bianco di Fellini
Una volta Tele+ aveva i cicli. Non c’era un film di Fellini, c’erano tutti i Fellini. Se una sera guardavi Lo Sceicco Bianco, la sera dopo c’erano I Vitelloni, e poi La Strada, e poi tutto il resto. Li programmavano anche in ordine cronologico, ma forse sto mitizzando, non lo so.
Wanda Giardino in Cavalli, il personaggio della sposina, è così ingenuo da indurre a credere che oggi non avrebbe senso, oggi che i social network e la rete arrivano anche negli angoli inimmaginabili del più sperduto paesino italiano. Falso. La grandezza dello Sceicco Bianco sta nell’attualità di un personaggio che profuma di antico. Renderla meno ingenua e più consapevole di quel che fa, toglierebbe energia al film.
La sceneggiatura è un congegno di quelli teorizzati da Syd Field, direbbe il mio maestro Corrado Morra. Speriamo che prima o poi tenga un corso su Lo Sceicco Bianco.
Cioè. Pensandoci ancora meglio. Bambola Appassionata che cos’è, se non un perfetto nickname dietro il quale si può fantasticare chattando? E poi il modo in cui Fellini la fa parlare. “La vera vita è quella del sogno, ma a volte il sogno è un baratro fatale”.
In Fernando Rivoli ci sono tutte le sfumature di Alberto Sordi. Seduttore, casereccio, cialtrone e lamentoso.
giovedì 12 dicembre 2013
Federico Fellini e i 40 anni di Amarcord
| Fellini (ritratto di Tullio Pericoli) |
domenica 17 maggio 2009
Il bravo, il bello, il cattivo

A Cannes è stato presentato il documentario su Pietro Germi, Il bravo il bello il cattivo, coprodotto da La7, che spero passi prima o poi anche in tv.
Dalle colonne di Libero, sotto il titolo "dopo mezzo secolo la gauche si piega a Germi", raccontano che
Il fatto di essere senza tessera (praticamente un suicidio in quei tempi di feroce conformismo di sinistra) non impedì a Germi di sparare sui mali d'Italia.
Tenendo il bravo Germi fuori dal discorso, uno che non è nato in tempo per vivere quegli anni, si domanda (e vorrebbe spiegazioni da Libero e compagnia) come sia stato possibile che in quei tempi di feroce conformismo di sinistra, durante i quali gli artisti venivano inesorabilmente schiacciati sotto il giogo di un'opprimente egemonia culturale, in Italia siano riusciti a sopravvivere Federico Fellini, Roberto Rossellini e Alberto Sordi. Per dirne tre.
Il fatto di essere senza tessera (praticamente un suicidio in quei tempi di feroce conformismo di sinistra) non impedì a Germi di sparare sui mali d'Italia.
Tenendo il bravo Germi fuori dal discorso, uno che non è nato in tempo per vivere quegli anni, si domanda (e vorrebbe spiegazioni da Libero e compagnia) come sia stato possibile che in quei tempi di feroce conformismo di sinistra, durante i quali gli artisti venivano inesorabilmente schiacciati sotto il giogo di un'opprimente egemonia culturale, in Italia siano riusciti a sopravvivere Federico Fellini, Roberto Rossellini e Alberto Sordi. Per dirne tre.
Iscriviti a:
Post (Atom)


