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venerdì 6 marzo 2015

L'ispirazione non arriva in casa


Quella storia degli artisti che se ne stanno in giro di notte e poi si alzano tardi, ecco, lasciatela perdere. A New York sono le dieci del mattino, negli uffici della Pickled Punk Pictures il lavoro di Paul Haggis comincia presto. È al montaggio: Hbo sta per lanciare “Show me a hero”, serie di sei ore da lui diretta e scritta da David Simon (“The Wire”), con Oscar Isaac, Jim Belushi, Catherine Keener e Winona Ryder. Dieci anni fa, al suo debutto da regista, Paul Haggis vinceva due Oscar con “Crash”, miglior film e migliore sceneggiatura. Da allora ha messo tanta Italia dentro il suo cammino. Ha scritto il remake de “L’ultimo bacio” di Muccino, ha lasciato che in “Casino Royale” Venezia facesse venire a James Bond la tentazione di lasciare lo spionaggio, a Roma e a Taranto ha ambientato e girato il suo ultimo film “Third person”, con una colonna sonora che più italiana non poteva essere (Antonacci, Gigi D’Alessio, la Tatangelo), dice, e ne ride, visto che ha già le valigie pronte per volare a Roma nelle prossime settimane.

lunedì 16 giugno 2014

Il film mai girato da Scola



ETTORE SCOLA dice che il cinema è uno stato d'animo. «Si fa quando lo senti dentro di te». Il suo ultimo film non solo si vede, ma si tocca, è sulla sua scrivania, girato con acquerelli, senza pellicola. L'industria del cinema vola verso le stregonerie immateriali del digitale, lui ne porta la magia su carta, altro fascino decadente. Era un film perduto, cancellato, e adesso esce in un albo.

giovedì 21 agosto 2008

Vicky Cristina Roma


A Scott Tobias di A.V. Club, Woody Allen racconta che se qualcuno gli avesse detto facciamo questo film a Roma, lui lo avrebbe fatto.
A Londra no, ma a Roma sì.
Avrebbe dovuto trovare due attori italiani come Penelope Cruz e Javier Bardem.
Io dico Ambra e Piefrancesco Favino.

sabato 7 giugno 2008

Un mostro in meno













La mia classifica: 1) Una vita difficile, 2) Il sorpasso, 3) Operazione San Gennaro

giovedì 1 novembre 2007

L'immobilismo sulla città


Francesco Rosi unisce le mani come in preghiera e le solleva a mezz'aria. «Ma da quanto tempo diciamo queste cose?». Il lavoro che manca. L'istruzione per i ragazzi di Napoli. Il market della droga che li arruola. La città immobile. Il traffico. Queste cose. «E allora perché non si riesce mai a rendere concreto un progetto? Da che dipende? Da chi dipende?». Il regista de Le mani sulla città ora viene per capire la città a cui non si riesce a mettere mano. «Sono qui per ascoltare gli esperti, non per fare il grillo parlante», sorride accanto a suo fratello Massimo, ospite a Palazzo Reale degli Annali dell'Architettura e del focus sui progetti per Napoli Est, Napoli Ovest e centro storico, dove elogia il video anticonformista di Mario Franco: «Eccellente documentario».