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domenica 30 gennaio 2011

Le idee chiare

- Pà.
- Sì?
- Che cos' il Superenalotto?
- Un gioco.
- E come si gioca?
- Devi indovinare sei numeri che verranno estratti a sorte fra 90.
- E' divertente?
- No.
- Perché allora la nonna gioca?
- Si possono vincere dei soldi.
- Tu hai vinto?
- Mai.
- E se tu vincessi, cosa ne faresti dei soldi?
- Non ci ho mai pensato.
- Io ci ho pensato.
- Che ne faresti?
- Comprerei tante figurine.

martedì 27 aprile 2010

"Aggraverebbe di molto gli squilibri"

Le tabelle sono eloquenti. Mostrano che la Campania e le altre regioni del Mezzogiorno a tutt’oggi ricevono flussi totali di spesa pubblica (spesa corrente e spesa in conto capitale) pro capite inferiori alla media nazionale e dunque di gran lunga inferiori alla spesa pubblica ricevuta dai territori italiani economicamente più ricchi. Mostrano inoltre che le entrate pubbliche per abitante affluenti dai cittadini della Campania e delle altre regioni meridionali ai vari Enti non sarebbero sufficienti ad alimentare da sole la pur ridotta spesa del Settore Pubblico Allargato. In altre parole, l’ipotesi estrema di federalismo fiscale (“ogni territorio sia abilitato a spendere le entrate pubbliche che estrae dalla sua popolazione”) che in pochi osano apertamente sostenere ma che in tanti continuano a coltivare, aggraverebbe di molto gli squilibri tuttora vigenti tra territori ricchi, ad elevata capacità contributiva, e territori poveri, a bassa capacità contributiva, tra Nord e Sud d’Italia.
[dalla relazione di Mariano D'Antonio, al passaggio di consegne in Regione - le tabelle sono qui]

martedì 20 ottobre 2009

Il piccolo Elvis

Cosa direi oggi se fossi sindaco di Napoli

Sono molto turbato da quello che è successo al quartiere Sanità. Ma dimenticate la frase che ho appena detto. Cancellatela. Perché non conta nulla e non serve a nessuno. Non posso permettermi di cavarmela così. Nessuno di noi dentro le istituzioni può permetterselo. La storia del piccolo Elvis e di sua madre è uno di quei drammi familiari che privati non sono, e che non possiamo trattare come tale. E' un dramma doppio, triplo, non lo so. Dramma della povertà, dell'immigrazione, della solidarietà. Temi che sono politici, e che la politica non può trattare così, commuovendosi, nascondendo gli occhi dietro lenti scure. Né può fingere di relegarli nell'angolo delle vicende su cui non si ha potere.

martedì 15 settembre 2009

Poi di colpo mi trattieni il bicchiere


Nel più puro e sperimentato stile di questo governo, che consiste nell'accennare a una proposta, amplificarla, ritrattarla parzialmente, considerarla malgiudicata, negarla del tutto, reintrodurla sotto mentite spoglie, ripomparla e re-imporla in un polverone ormai caotico (tipo il maestro unico), tornano le gabbie salariali. Chi non se lo ricorda? Le volevano, erano urgenti, necessarie, giuste, poi no, anzi non se ne era mai parlato, nessuno le chiedeva, non di quello si trattava ma di contrattazioni decentrate, in fondo pure i sindacati sono d'accordo, su questo si può siglare una pax, la firmiamo?, firmiamola, e poi alla fine tà-tà, servono le gabbie salariali perché la vita al sud costa meno.
Chi ne avesse voglia, scoprirebbe che i beni essenziali, tipo una cosuccia chiamata benzina, al sud costano di più. Agli esempi già noti al cortile, adesso va aggiunta un'altra cosetta trascurabile che è l'acqua.
Secondo i dati di Altroconsumo, la città con la bolletta meno cara d'Italia è Milano, dove 200 metri cubi di acqua, il consumo medio annuo per una famiglia di 3 persone, costano 110 euro. A Milano. E a Venezia costano solo un poco di più, 154. A Lecce e Bari si va sopra i 300, per fare un esempio.
Certo, Ferrara vive un gran bel paradosso. Ha la terza bolletta più cara d'Italia (388 euro) e la terza acqua peggiore d'Italia per qualità. Dietro Reggio Calabria e Lecce, se vi interessa, e davanti a Catanzaro. Ripeto: Reggio Calabria, Lecce, Catanzaro. E però servono le gabbie salariali.

mercoledì 5 agosto 2009

La mia vita in gabbia al 16.5% in meno


Mi arrendo. Mi consegno. Confesso. Smetto di auto assolvermi. Come dice Bankitalia nelle sue statistiche, la mia vita al sud costa meno di una vita al nord. Mi devo vergognare? Devo avere sensi di colpa?
Certo, io con le statistiche collaboro. Per esempio. Io non pago nulla, ma proprio nulla, intendo zero euro, per le spese dello yacht. Né manutenzione, né carburante, non ho pagato niente persino per lo yacht. La piscina in villa? Zero. Anzi, ho speso zero anche per la villa. Non pago niente per la seconda casa al mare. Del resto, se pure l'avessi e la pagassi, non pagherei niente per raggiungerla, imboccando la Salerno-Reggio Calabria...

martedì 26 maggio 2009

La crisi secondo Brunetta


E' altamente istruttivo leggere qual è il metro del ministro Brunetta per accettare l'idea che esistano una crisi economica e delle tensioni sociali:

La crisi sociale in Italia non c'è. Da noi non si sono sequestrati i manager come in Francia; non ci sono stati conflitti come in Gran Bretagna o in Spagna.

Lo dice come se la sola reazione possibile sia questa. Se mancano i sequestri di persona, non c'è crisi. Non c'è tensione sociale. Il sospetto è che se fosse accaduto, avrebbe dato la colpa ai sindacati e a chi soffia sul fuoco.
Accetta semmai l'idea che un po' di crisi sfiori i lavoratori autonomi. E però:

Però non si vedono artigiani, commercianti o piccoli imprenditori in fila per un pasto alla Caritas

foto | qui

lunedì 4 maggio 2009

I Mondiali senza sudafricani


Tra 400 giorni comincia il Mondiale di calcio in Sudafrica. Al primo sorteggio per l'assegnazione dei biglietti (fra chi ne aveva prenotati), negli Usa ne hanno vinti 69.208, poi vengono gli inglesi con 39.421 e i tedeschi con 29.330. Ogni persona poteva prenotare un massimo di 4 biglietti per un massimo di 7 partite.
Oggi si sorteggia un'altra fetta di biglietti. Ma intanto il comitato organizzatore locale invita i residenti in Sudafrica, e gli altri abitanti dell'Africa, a comprare biglietti, per non perdere - parole di mister Danny Jordaan - quest'esperienza che capita una volta nella vita.
Sarà perché i sudafricani hanno finora comprato solo 245.948 biglietti. E visto che i biglietti in tutto sono circa un milione e 862mila, siamo più o meno al 13 per cento. Pochini.
Scommetto che mister Jordaan sa anche perché. Esistono 4 categorie di prezzi. Le prime tre valide in tutto il mondo: prevedono una fascia più cara (per vedere la finale) da 900 dollari, e una più economica (per vedere i gironi) da 80 dollari.
Le agevolazioni per i sudafricani sono limitate a uno stock di 120mila biglietti (il 6 per cento del totale), in vendita da 20 a 150 dollari. Agevolazioni per modo di dire. Un anno e mezzo fa, gli operai che lavorano alla costruzione degli stadi scioperarono per chiedere uno stipendio minimo di un euro e 10 cent l'ora. Questo mese hanno scioperato per adeguamenti di salario pure gli autisti d'autobus e i medici

domenica 3 maggio 2009

Una domanda


Ma se la Fiat corre a salvare Chrysler e vuol entrare in Opel, com'è che nella fabbrica di Pomigliano non c'è lavoro almeno fino a fine maggio?

giovedì 5 marzo 2009

La polizza sui canestri


Se ho l'abbonamento al basket, e a un certo punto perdo il lavoro, mi rimborsano i biglietti delle partite ancora da giocare da quel momento in poi. E' una iniziativa dei Minnesota Timberwolves, ex squadra di Kevin Garnett nella Nba. Il proprietario del club che ha preso la decisione è Glen Taylor, ex senatore repubblicano dell'Idaho, fra i primi 150-200 grandi ricchi al mondo secondo Forbes. A parte il rimborso ai licenziati, l'anno prossimo mette in vendita i biglietti a 5 dollari.
Se io fossi il proprietario del Milan, lo copierei.

domenica 23 novembre 2008

L'economia spiegata a mia figlia


- Papi, una volta mi hai detto che devo chiederti il significato di una parola quando non la capisco.
- Certo, amore.
- Anche se non è una parola?
- Che cosa vuoi dire?
- Posso chiederti anche il significato di una frase?
- Ma certo, si capisce.
- Cosa significa che la crisi è arrivata nell'economia reale del Paese?
- Significa che stasera non andiamo a vedere Winx on Ice. Non abbiamo potuto comprare i biglietti.

domenica 12 ottobre 2008

La rovina di persone e imprese


"Qui [in banca] si tramavano quegli imbrogli spolverati di legalità che consistono nel finanziare senza compromettersi imprese losche per poi aspettarne il decollo, ucciderle e impadronirsene, chiedendo indietro i capitali in un momento critico: una manovra tremenda che ha rovinato tante persone e imprese".
(Balzac, La Commedia Umana)
me l'ha ricordato lei