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mercoledì 25 novembre 2009

Non sanno quello che fanno


Non era un attacco a Tremonti. Ora Brunetta ce lo chiarisce. Quando gli dice, Tu non sei un economista, insomma non voleva fare polemica, ma soltanto ricordare che il ministro che si occupa di economia è un professore di scienza delle finanze e di diritto finanziario, e dunque un giurista; mentre lui, lui Brunetta che si occupa di pubblica amministrazione è un docente di politica finanziaria, e dunque un economista.
Brunetta voleva soltanto dire che se aggiungiamo questi due casi a un avvocato che si occupa di scuola, a una modella che si occupa di turismo, una soubrette che si occupa di pari oppurtunità, un laureato in giurisprudenza che si occupa di sanità, si fa fatica a trovare un ministro che stia al posto giusto. Questo voleva dire. Non era polemica.

venerdì 2 ottobre 2009

La libertà di chiedere conto

C'è qualcosa di laterale al dibattito sulla libertà d'espressione e sulla "serenità di stampa" che fin qui non era stato detto con la chiarezza messa oggi in campo da Roberto Saviano. Sdrucciolevole sul terreno dello stile, ma lucida nella sostanza, la riflessione tiene insieme berlusconismo e brunettismo, rispettivamente sorriso e ghigno di una medesima ideologia, se di ideologia è possibile parlare:
Il paese sta diventando cattivo. Il nemico è chi ti è a fianco, chi riesce a realizzarsi: qualunque forma di piccola carriera, minimo successo, persino un lavoro stabile, crea invidia. E questo perché quelli che erano diritti sono stati ridotti quasi sempre a privilegi. E' di questo, di una realtà così priva di prospettive da generare un clima incarognito di conflittualità che dovremmo chiedere conto: non solo a chi governa ma a tutta la nostra classe politica. Però se qualsiasi voce che disturba la versione ufficiale per cui va tutto bene, non può alzarsi che a proprio rischio e pericolo, che garanzie abbiamo di poter mai affrontare i problemi veri dell'Italia?

venerdì 29 maggio 2009

Brunetta, panzoni e piedoni

Se il ministro Brunetta avesse nel suo smisurato bagaglio culturale anche un po' di pop, conoscerebbe il commissario Rizzo e non demonizzerebbe i poliziotti panzoni.

martedì 26 maggio 2009

La crisi secondo Brunetta


E' altamente istruttivo leggere qual è il metro del ministro Brunetta per accettare l'idea che esistano una crisi economica e delle tensioni sociali:

La crisi sociale in Italia non c'è. Da noi non si sono sequestrati i manager come in Francia; non ci sono stati conflitti come in Gran Bretagna o in Spagna.

Lo dice come se la sola reazione possibile sia questa. Se mancano i sequestri di persona, non c'è crisi. Non c'è tensione sociale. Il sospetto è che se fosse accaduto, avrebbe dato la colpa ai sindacati e a chi soffia sul fuoco.
Accetta semmai l'idea che un po' di crisi sfiori i lavoratori autonomi. E però:

Però non si vedono artigiani, commercianti o piccoli imprenditori in fila per un pasto alla Caritas

foto | qui

sabato 25 aprile 2009

La soluzione è la camomilla

C'è stato un dibattito organizzato da Altroconsumo sulla rete e il diritto d'autore con i parlamentari che lavorano a una legge. Alessandro Gilioli, che vi prendeva parte, ne ha parlato sul suo blog.

Come impressione a caldo sull’incontro che c’è stato oggi alla Camera sulla legislazione per la Rete posso solo dire che la Carlucci non sta affatto bene. No, dico davvero: aggredisce, urla, s’incazza con chiunque, a un certo punto mi ha augurato che mio figlio venga adescato dai pedofili su Facebook (giuro).
Il bello di Internet è che prima o poi da qualche parte spunta un link dove certe parole le puoi sentire con le tue orecchie.



Quest'aggressività dev'essere un virus che cova nel governo, vista pure la reazione del ministro Brunetta all'Era Glaciale da Daria Bignardi, ieri sera.