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giovedì 25 aprile 2019

La Resistenza della signorina Finizio

La signorina Finizio era sposata e aveva due figli ma in classe molti la chiamavano così, signorina, qualche volta signurì. Insegnava in una scuola elementare che all'inizio non aveva neppure un nome, il 75° circolo, un insieme di padiglioni prefabbricati dove faceva freddo d'inverno e coi primi caldi si sudava. La chiamavamo Le Baracche e la pronunciavamo con due erre. Il rione Cavalleggeri aveva preso forma lentamente intorno all'Italsider, per tutti la Fabbrica, anche se la fabbrica in zona era più d'una e comprendeva la Cementir e l'Eternit. Una striscia di 800 o 900 metri, dal ponte della metropolitana fino ai palazzi stretti fra un paio di chiese: negli anni 70 era un rione in prevalenza di giovani coppie, molte avevano preso casa lì a costi contenuti anche se non lavoravano all'acciaio. Cavalleggeri non era più Fuorigrotta e non era già Bagnoli, così noi del posto non sapevamo cosa dire a chi ci domandava di quale parte di Napoli fossimo, 'e d''o sì, di dove sei, perché rispondere era una dichiarazione di appartenenza, significava sentirsi classe operaia in un caso o piccoloborghesi nell'altro, e noi non sapevamo d'esserlo.

venerdì 9 maggio 2014

Quando fui la carogna, e lo Stato trattò con me


Ero al liceo scientifico. Successe in terza. Classe difficile, la terza. Si sa come va. Cambiano i professori, le cartelle si appesantiscono, le ragazze ti lasciano. Arrivano materie nuove e tu hai i pensieri da un'altra parte. La filosofia, per esempio. Pur coltivando una certe propensione a far risiedere la testa fra le nuvole, ti imbatti in personaggi belli strani, tipo quel Talete e la sua acqua, ed è soltanto l'inizio.
Insomma. Interrogazione. La prima interrogazione della mia storia in filosofia.

giovedì 21 luglio 2011

Oppure è tutto complotto del partito comunista

Sulla progressiva e felice integrazione dei cittadini cinesi in Italia, c'è un segnale assai più preciso di tante analisi socio-economiche sul modello Prato eccetera eccetera. Il segnale sta in queste due barzellette.

La prima) Ci sono un tedesco, un napoletano e un cinese in aereo. I tre scommettono su chi sia più bravo nel trattenere la pipì dopo aver bevuto tre litri d'acqua. Dopo cinque minuti il tedesco corre alla toilette. Dopo 10 minuti ci va il napoletano. Il cinese invece non si alza mai, e quando l'aereo atterra gli altri due gli dicono Bravo, ma come hai fatto? E lui risponde Cinesino no cletino avele pannolino.

La seconda) Ci sono un italiano, un francese e un cinese. I tre scommettono su chi sia in grado di afferrare un orologio al volo dopo averlo lanciato da una terrazza al settimo piano, scendendo lungo le scale. Ci prova l'italiano, lancia l'orologio, lui si precipita lungo le scale, ma l'orologio si frantuma al suolo. Ci prova il francese, uguale. Ci prova il cinese, lancia l'orologio, lui scende con flemma le scale, si ferma al secondo piano a prendere un caffé in casa di un amico, ritorna su perché ha dimenticato una cosa, scende di nuovo e quando è in strada afferra l'orologio. Gli altri due stupiti gli chiedono Ma come hai fatto. E lui risponde Cinesino no cletino avele messo un'ola indietlo.

Nella mia piccola esperienza personale ho scoperto che queste due barzellette girano in due diverse scuole elementari di due diverse grandi città italiane.
Che cosa raccontano?

venerdì 8 ottobre 2010

Magari un giorno si fa la prova con la Gelmini

E allora Beatrice, Beatrice DeLeap, 9 anni, ha preso carta e penna, e ha scritto a Jack Sparrow.
"Caro capitano, nella mia scuola elementare ci sono un sacco di giovani pirati e la scuola sta avendo un po' di problemi, noi vogliamo ammutinarci contro gli insegnanti. Ci potresti venire a dare una mano?

Voi non ci crederete. Ma Johnny Depp, che a Londra era sul set lì vicino, s'è presentato a scuola vestito da Jack Sparrow.

venerdì 15 gennaio 2010

Quando un giorno diranno la Gelmini

In Italia non era mai successo prima che un genitore, a metà gennaio, non sapesse dove iscrivere suo figlio. Gli istituti non sanno dare indicazioni sui piani di offerta formativa, non sanno cosa diventeranno i licei, non sanno quante cattedre saranno tagliate, non sanno quante ore di lezione saranno in grado di garantire. Non sanno. E i genitori con loro. E' tutto bloccato persino alle medie, e in questo caso parliamo di bimbetti di 10 anni che già si lacerano all'idea di doversi staccare dai loro amichetti delle elementari, coi quali magari sono cresciuti sin dai giorni dell'asilo. Dove andrò a scuola, chiedono. E l'unica risposta possibile, da oggi e ancora per un bel po', può essere solo: piccola, non si sa.

sabato 9 gennaio 2010

Con quella faccia da straniero

Sulla prima pagina del Corriere di oggi, Isabella Bossi Fedrigotti parla di condivisibile buon senso a proposito delle nuove regole scolastiche firmate Gelmini, che prevedono l'introduzione di un tetto del 30% per gli studenti stranieri in classe. Lo giudica un provvedimento urgentissimo affinché istruzione e integrazione possano andare di pari passo. Dei bambini stranieri scrive:
Ovvio, infatti, che in una classe nella quale raggiungono o superano il 50 per cento, tengono a giocare, a fraternizzare con i bambini che vedono in qualche modo simili a loro, a maggior ragione se in sovrannumero; e la mescolanza vera, proficua, indispensabile per un futuro di convivenza armoniosa resta un miraggio.
La prima parola usata è ovvio. Se ovvio non lo trovate, chiedetevi cosa c'è in voi che non va. Una delle cose che non vanno è non trovare riscontro di ragionamenti analoghi a posizioni invertite. E cioè: nel caso in cui siano gli studenti italiani sopra il 50%, come forse accade nella stragrandissima maggioranza dei casi, la mescolanza vera, proficua e indispensabile, ci interessa lo stesso oppure no?

mercoledì 5 agosto 2009

La mia vita in gabbia al 16.5% in meno


Mi arrendo. Mi consegno. Confesso. Smetto di auto assolvermi. Come dice Bankitalia nelle sue statistiche, la mia vita al sud costa meno di una vita al nord. Mi devo vergognare? Devo avere sensi di colpa?
Certo, io con le statistiche collaboro. Per esempio. Io non pago nulla, ma proprio nulla, intendo zero euro, per le spese dello yacht. Né manutenzione, né carburante, non ho pagato niente persino per lo yacht. La piscina in villa? Zero. Anzi, ho speso zero anche per la villa. Non pago niente per la seconda casa al mare. Del resto, se pure l'avessi e la pagassi, non pagherei niente per raggiungerla, imboccando la Salerno-Reggio Calabria...

sabato 13 giugno 2009

Dal Manzanarre al Reno

E secondo le statistiche Google, la parola coreutico ha avuto una bella impennatina nelle ricerche, in particolare a Torino e Augusta (Siracusa)

Il liceo coreutico

coreutico
1. detto di ciò che attiene all'arte della danza e alla sua fenomenologia

Etimologia / Derivazione

derivato di coreutica (sostantivo)

Sostantivo
coreutica f (pl: coreutiche)
  1. l'arte della danza in generale e, in modo particolare, con riferimento alle teorie di Rudolf Laban (1879-1958) e ai loro successivi sviluppi e applicazioni[1], lo studio e la pratica di forme codificate di movimento armonico del corpo a partire da geometrie complesse (choreutics) all'interno di uno spazio circoscritto e organizzato che è in rapporto dinamico e "dialettico" con le possibilità di estrinsecazione del linguaggio drammatico dei danzatori e degli attori
  2. l'insieme dei fenomeni connessi alla danza corale

Il liceo coreutico?



domenica 29 marzo 2009

La parola insegnante


La blogger cubana Yoani Sànchez scrive per Internazionale una riflessione sulla parola "insegnante"

Per tanto tempo la parola insegnante mi ha fatto venire in mente la parola rispetto [...] Adesso a Cuba scatena altre associazioni [...] A causa dell'aumento delle diserzioni dei professori e del calo degli iscritti alla facoltà di pedagogia, il deficit di insegnanti ha mandato in crisi quasi tutti i livelli di istruzione [...] La ragione è che a Cuba quasi nessuno vive del suo stipendio. Gli insegnanti non hanno nessuna possibilità di guadagnare soldi in nero. Per questo molti si danno per vinti e cercano di riciclarsi in settori più retribuiti: lavorano nel turismo o rimangono a casa in attesa di un aumento di stipendio. Adesso quando sento la parola insegnante provo compassione: per quelli che lo sono, per i loro alunni e per il futuro del paese

venerdì 2 gennaio 2009

Terra di sogni e di chimere


Basis Charter è al numero uno nella lista top high school d'America secondo Newsweek. Si trova a Tucson, laggiù nell'Arizona, la patria di Cochise e Geronimo, e che valga da parziale risarcimento. Lo stato americano in cui la scuola è considerata meno all'avanguardia è invece il Rhode Island, dove il migliore istituto non riesce a essere fra i primi 1000 degli Usa
E però poi la scuola non è tutto - pensiero che consola se accostato al volto della Gelmini - perché il Rhode Island partorisce Cormac McCarthy, mentre l'Arizona ha ancora la camera a gas.

mercoledì 22 ottobre 2008

E ora il bidello unico

In diretta su Sky, Berlusconi sta dicendo che molti criticano i provvedimenti sulla scuola e non hanno neppure letto il decreto Gelmini. Dice che il ministro Gelmini - per inciso seduto accanto a lui - ha commesso lei stessa qualche errore parlando di maestro unico, anziché di maestro prevalente come avrebbe dovuto. Dice che infatti i bambini avranno il maestro prevalente, più quello di religione, di educazione fisica e di informatica. Dice che nessuno perderà il posto di lavoro. Dice che non è vero che le scuole sotto i 50 alunni chiuderanno, ma presidi e segretari saranno accorpati. Ecco semmai, dice, da qualche parte ci sarà il segretario unico. Sulle classi per soli stranieri proprio non riesce a negare. Perciò dice che non è razzismo, ma buonsenso: esistono anche in Francia e Germania.
Dunque un poveraccio come me capisce che: 1) il governo italiano sente il dovere di adottare leggi in fotocopia di Francia e Germania; 2) il governo italiano si concede un'eccezione che è il lodo Alfano, che in Francia e in Germania non esiste; 3) se la Gelmini ha commesso qualche errore parlando dei suoi provvedimenti, non ha letto il decreto Gelmini; 4) se non l'ha letto, non può averlo scritto
Un poveraccio come me non capisce una cosa. Perché devo assolutamente scendere ora, ma proprio ora ora, per andare a prendere mia figlia a scuola, visto che da quest'anno il tempo pieno non c'è più? Su Sky non l'ho sentito. Vado.

martedì 21 ottobre 2008

Il muro di Gelmino

domenica 12 ottobre 2008

Ogni tempo ha il suo fascismo


"Ogni tempo ha il suo fascismo. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti sottili modi la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine"
(Primo Levi, 8 maggio 1974)
me l'ha ricordato lei

lunedì 22 settembre 2008

Certi colmi

Dicono che l'ultima pubblicità di Microsoft sia stata creata col Mac. E' come se un ministro dell'Istruzione che parla male degli insegnanti del Sud, si laureasse a Reggio Calabria.

lunedì 15 settembre 2008

Oto e venti, prima campana

Oggi dalle mie parti comincia la scuola. Oggi ai genitori dei bambini delle elementari delle mie parti è stato comunicato che non ci saranno più lezioni pomeridiane. Oggi leggo che il professor Franco Fabbroni, ordinario di Pedagogia a Bologna, abbozza uno scenario all'orizzonte: "Se il progetto andrà in porto a guadagnare saranno le scuole cattoliche, ma non solo. Anche le private accessibili alla media borghesia e quelle di élite, che potranno rispondere alle giuste esigenze delle famiglie, ma solo di quelle che dispongono di un ricco portafoglio. E togliere ossigeno alla scuola elementare pubblica, a mio avviso, ha proprio questo obiettivo".

mercoledì 3 settembre 2008

Il futuro e il cigno nero

Sì, lo so che ne sto facendo una malattia. Ma del resto, come scrive Daria,
la scuola è la vita e il futuro. Non si possono accettare pastrocchi sulla testa dei nostri figli... ... la scuola non è più il luogo dove si apprende, ma un enorme parcheggio dove succede qualsiasi cosa...
E poi lei ora gode di un credito immenso in questo cortile per aver segnalato un gioiellino così. Titolo: Il Cigno Nero. Tema: Come l'imprevedibile e la casualità governano la nostra vita più di quanto crediamo. Bel - li- ssi- mo.
Tra le pagine più divertenti, quelle sulla necessità di scegliersi il cognato giusto.
Nella categoria "ora ti spalanco la curiosità su mondi e campi inesplorati" entra nella mia top 2 di sempre e insidia "La terra desolata" di Eliot.
Bum.

giovedì 21 agosto 2008

Full metal grembiul


La signora Katie Kasprzak è la direttrice di un gruppo di pressione che si chiama Students for Concealed Carry on Campus, e che secondo Newsweek conta 30mila iscritti. La signora Katie è una che con le sue idee travolge finanche la Gelmini. Si batte perché gli studenti possano portare a scuola armi nei loro zainetti. E qui in Italia discutiamo di grembiulini
(la foto è qui)

martedì 17 giugno 2008

notte prima degli esami


Si chiama effetto Calciomercato. E' chiaro che prima o poi una la indovini. C'è chi dice Svevo, Quasimodo e Aldo Moro; chi dice Pirandello; chi il bullismo, le morti bianche, i rifiuti (nooooo, i rifiuti noooo). C'è chi dice Moravia e Pavese. Il nucleare, l'Iran, l'Europa. E poi la dichiarazione sui diritti dell'uomo, il '68, Gandhi, Martin Luther King, la figura di Giovanni Paolo II, D'Annunzio, la crisi del '29 (la crisi del '29??!!). A occhio, tra le previsioni per la maturità, mancano solo le nuove tecniche per l'intervento alla cistifellea e quale futuro per la nautica da diporto.

Petunias ha scoperto il blog di un ragazzino che racconta di aver portato via le tracce a suo padre (che lavora al ministero) e di averle messe on line. Prendiamo appunti e domani vediamo chi indovina.

Nel 1985, nonostante una semifinale di Mc Enroe, un po' di Saronni, gli Europei di basket e Renzo Arbore, ne feci uno anch'io. Le figure femminili nella narrativa italiana dell'Ottocento (mi fissai un po' troppo sulla monaca di Monza) . Il vostro tema?

venerdì 13 giugno 2008

Falso allarme


L'unico più maldestro ch'io ricordi per una storia così, fu Roberto Lestinci, in III N al liceo. Volevamo andare a giocare a pallone alla rotonda Diaz. Lui mise un rotolo di carta igienica davanti alla bocca, telefonò in presidenza e disse che c'era una bomba nel bagno della palestra della scuola. Non gli credettero.
A scuola non avevamo la palestra.

(nella foto il custode della rotonda Diaz)