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venerdì 15 gennaio 2010

Quando un giorno diranno la Gelmini

In Italia non era mai successo prima che un genitore, a metà gennaio, non sapesse dove iscrivere suo figlio. Gli istituti non sanno dare indicazioni sui piani di offerta formativa, non sanno cosa diventeranno i licei, non sanno quante cattedre saranno tagliate, non sanno quante ore di lezione saranno in grado di garantire. Non sanno. E i genitori con loro. E' tutto bloccato persino alle medie, e in questo caso parliamo di bimbetti di 10 anni che già si lacerano all'idea di doversi staccare dai loro amichetti delle elementari, coi quali magari sono cresciuti sin dai giorni dell'asilo. Dove andrò a scuola, chiedono. E l'unica risposta possibile, da oggi e ancora per un bel po', può essere solo: piccola, non si sa.

sabato 9 gennaio 2010

Con quella faccia da straniero

Sulla prima pagina del Corriere di oggi, Isabella Bossi Fedrigotti parla di condivisibile buon senso a proposito delle nuove regole scolastiche firmate Gelmini, che prevedono l'introduzione di un tetto del 30% per gli studenti stranieri in classe. Lo giudica un provvedimento urgentissimo affinché istruzione e integrazione possano andare di pari passo. Dei bambini stranieri scrive:
Ovvio, infatti, che in una classe nella quale raggiungono o superano il 50 per cento, tengono a giocare, a fraternizzare con i bambini che vedono in qualche modo simili a loro, a maggior ragione se in sovrannumero; e la mescolanza vera, proficua, indispensabile per un futuro di convivenza armoniosa resta un miraggio.
La prima parola usata è ovvio. Se ovvio non lo trovate, chiedetevi cosa c'è in voi che non va. Una delle cose che non vanno è non trovare riscontro di ragionamenti analoghi a posizioni invertite. E cioè: nel caso in cui siano gli studenti italiani sopra il 50%, come forse accade nella stragrandissima maggioranza dei casi, la mescolanza vera, proficua e indispensabile, ci interessa lo stesso oppure no?

mercoledì 5 agosto 2009

La mia vita in gabbia al 16.5% in meno


Mi arrendo. Mi consegno. Confesso. Smetto di auto assolvermi. Come dice Bankitalia nelle sue statistiche, la mia vita al sud costa meno di una vita al nord. Mi devo vergognare? Devo avere sensi di colpa?
Certo, io con le statistiche collaboro. Per esempio. Io non pago nulla, ma proprio nulla, intendo zero euro, per le spese dello yacht. Né manutenzione, né carburante, non ho pagato niente persino per lo yacht. La piscina in villa? Zero. Anzi, ho speso zero anche per la villa. Non pago niente per la seconda casa al mare. Del resto, se pure l'avessi e la pagassi, non pagherei niente per raggiungerla, imboccando la Salerno-Reggio Calabria...

sabato 13 giugno 2009

Dal Manzanarre al Reno

E secondo le statistiche Google, la parola coreutico ha avuto una bella impennatina nelle ricerche, in particolare a Torino e Augusta (Siracusa)

Il liceo coreutico

coreutico
1. detto di ciò che attiene all'arte della danza e alla sua fenomenologia

Etimologia / Derivazione

derivato di coreutica (sostantivo)

Sostantivo
coreutica f (pl: coreutiche)
  1. l'arte della danza in generale e, in modo particolare, con riferimento alle teorie di Rudolf Laban (1879-1958) e ai loro successivi sviluppi e applicazioni[1], lo studio e la pratica di forme codificate di movimento armonico del corpo a partire da geometrie complesse (choreutics) all'interno di uno spazio circoscritto e organizzato che è in rapporto dinamico e "dialettico" con le possibilità di estrinsecazione del linguaggio drammatico dei danzatori e degli attori
  2. l'insieme dei fenomeni connessi alla danza corale

Il liceo coreutico?



mercoledì 22 ottobre 2008

E ora il bidello unico

In diretta su Sky, Berlusconi sta dicendo che molti criticano i provvedimenti sulla scuola e non hanno neppure letto il decreto Gelmini. Dice che il ministro Gelmini - per inciso seduto accanto a lui - ha commesso lei stessa qualche errore parlando di maestro unico, anziché di maestro prevalente come avrebbe dovuto. Dice che infatti i bambini avranno il maestro prevalente, più quello di religione, di educazione fisica e di informatica. Dice che nessuno perderà il posto di lavoro. Dice che non è vero che le scuole sotto i 50 alunni chiuderanno, ma presidi e segretari saranno accorpati. Ecco semmai, dice, da qualche parte ci sarà il segretario unico. Sulle classi per soli stranieri proprio non riesce a negare. Perciò dice che non è razzismo, ma buonsenso: esistono anche in Francia e Germania.
Dunque un poveraccio come me capisce che: 1) il governo italiano sente il dovere di adottare leggi in fotocopia di Francia e Germania; 2) il governo italiano si concede un'eccezione che è il lodo Alfano, che in Francia e in Germania non esiste; 3) se la Gelmini ha commesso qualche errore parlando dei suoi provvedimenti, non ha letto il decreto Gelmini; 4) se non l'ha letto, non può averlo scritto
Un poveraccio come me non capisce una cosa. Perché devo assolutamente scendere ora, ma proprio ora ora, per andare a prendere mia figlia a scuola, visto che da quest'anno il tempo pieno non c'è più? Su Sky non l'ho sentito. Vado.

martedì 21 ottobre 2008

Il muro di Gelmino