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giovedì 14 aprile 2016

Il cholismo in economia

A guardarlo al centro del cerchio, la squadra in silenzio e lui che insegue le parole giuste, Diego Simeone è quello che raccontano che sia. Una luce. Cinque anni fa passò sei mesi in Italia. Doveva salvare il Catania. O non lo abbiamo capito noi o non era ancora l'uomo che è diventato. «Forse sono cresciuto con l'esperienza, forse questo cammino è servito a darmi un'altra consapevolezza. Catania lottava per traguardi diversi. Qui si sono uniti diversi fattori. La mia conoscenza dell'ambiente e la voglia del club di andare oltre i limiti». Un gol serve all'Atlético per passare un'altra frontiera, eliminare il Barcellona e tornare in semifinale di Champions, tenendo per mano questo allenatore senza cerone, come senza finzioni era stato calciatore, un acciaccatibie con pretese di qualità, rispettato dai suoi e dagli altri.
Simeone aveva già il carattere per portare la 10 dell'Argentina dopo Maradona, per litigare con Beckham e per definire Capello «uno che parla troppo». Ma in quattro anni di Madrid è successa una cosa nuova. È uscito dai margini del campo. Cholo è il suo soprannome, cholismo si chiama la devozione per lui, un neologismo accettato pure dalla Fundéu, l'ente che vigila sull'uso dello spagnolo.

lunedì 11 aprile 2011

Se abbiamo detto di dividere...

Tutti quelli che come me hanno studiato poco l'economia perché da ragazzi gli piaceva giocare a pallone, sentire la musica, andare al cinema e leggere i romanzi, stanno da tanto tempo a tormentarsi su una cosa. Ma perché il sud non spende i soldi che l'Europa gli vuole dare? Sul serio. Com'è possibile? Perché il 93% dei fondi europei non vengono spesi dalle regioni meridionali? Dice che alla Puglia la Ue dà 1 miliardo e 279 milioni di euro, e i pugliesi ne hanno usato il 7%. La Campania l'8%. La Calabria il 13%. La Sicilia l'11% di due miliardi di euro. Eppure, questo è il sottofondo del ragionamento, 'sti meridionali stanno sempre a piangere miseria. Poi gli danno i soldi e non li sanno spendere. Per via di ritardi, incertezze, perché non sanno pianificare, sono i soliti. Dice che solo la Romania fa peggio.

mercoledì 27 ottobre 2010

Il treno di panna

Sono ormai due giorni che nel dare conto della polemica fra Trenitalia-Fs e la nuova compagnia ferroviaria Ntv, i giornali evocano un confronto tra pubblico e privato. Dove il privato è Ntv (Montezemolo, Punzo, Della Valle) e il pubblico è..., il pubblico è..., ecco qual è il pubblico?
E' Trenitalia. Controllata al 100% dalle Ferrovie dello Stato, trasformate da ente pubblico economico in s.p.a. ma a totale partecipazione statale (il ministero dell'Economia). E però.
Pubblico per modo di dire. Perché io le ricordo bene le parole di un anno fa di Mauro Moretti, a.d. di Ferrovie, durante i giorni caldi delle proteste dei pendolari.

mercoledì 20 ottobre 2010

I liberali a gettone

Da viaggiatore. Da cittadino. Io non voglio che il governo, cioè Letta e Matteoli, riuniscano intorno a un tavolo i vertici di Ferrovie dello Stato e quelli di Ntv, la nuova compagnia ferroviaria di Montezemolo. Due aziende in concorrenza. Quella che nel comunicato finale dopo l'incontro chiamano "ritrovata e piena collaborazione" per arrivare a "una soluzione condivisa dalle parti", ecco, non è proprio la prima cosa che mi auguro. Mi dà un senso di opacità, magari mi sbaglio: sarò pronto a riconoscerlo.
Ma nel frattempo, da viaggiatore e da cittadino, da osservatore di quel liberalismo spesso invocato e quasi mai praticato, io vorrei solo che Ntv arrivasse sul mercato e sfidasse Fs.
Magari mettendo un Roma-Napoli alle 23.30.
Scusate, ma ce l'avevo qua.

mercoledì 5 agosto 2009

La mia vita in gabbia al 16.5% in meno


Mi arrendo. Mi consegno. Confesso. Smetto di auto assolvermi. Come dice Bankitalia nelle sue statistiche, la mia vita al sud costa meno di una vita al nord. Mi devo vergognare? Devo avere sensi di colpa?
Certo, io con le statistiche collaboro. Per esempio. Io non pago nulla, ma proprio nulla, intendo zero euro, per le spese dello yacht. Né manutenzione, né carburante, non ho pagato niente persino per lo yacht. La piscina in villa? Zero. Anzi, ho speso zero anche per la villa. Non pago niente per la seconda casa al mare. Del resto, se pure l'avessi e la pagassi, non pagherei niente per raggiungerla, imboccando la Salerno-Reggio Calabria...