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domenica 4 luglio 2010

La vuvuzela di William Golding

Prima dei mondiali in Sudafrica, ma prima prima, c'era già chi conosceva la tecnica per suonare la vuvuzela.

Perplesso, Ralph portò la punta della conchiglia contro le labbra e soffiò. Dalla bocca della conchiglia venne fuori un fruscio e niente più. Ralph si pulì le labbra dall'acqua salata e provò di nuovo, ma la conchiglia restava muta.
"Faceva come per sputare".
Ralph spinse le labbra in fuori e soffiò nella conchiglia che mandò fuori un rumore basso, indecente. Questo li divertì talmente che Ralph continuò a soffiare con le labbra in fuori per qualche minuto, tra squilli di risa.
"Faceva venire il fiato di qua".
Ralph afferrò l'idea e soffiò nella conchiglia dal fondo del petto.
[il signore delle mosche]

venerdì 11 giugno 2010

Gli scrittori dei mondiali: Sudafrica-Messico


"Avete litigato voi due, o cosa?"
"No, be'... lui parla sempre di negracci e cose del genere e quando siamo sudati dopo la partita di calcio dice che puzziamo come cafri. Io mi scoccio e lui pensa che sia offeso perché mi ha dato del cafro".
[Nadine Gordimer, Il mondo tardo borghese]



Il motel era vuoto: la domenica era il giorno in cui c'era meno movimento. "Giorno di calcio, famiglia e castità", come diceva Camarina.
[Guillermo Arriaga, Il bufalo della notte]

domenica 16 maggio 2010

Il giro dei mondiali in 80 portieri: Gopane

E' un vantaggio. Dico a scuola. Ti nascondi dietro le spalle del compagno di banco davanti e la passi liscia. Sempre. Sempre no. Quasi. Essere bassini dà i suoi frutti. La maestra non ti vede. E se hai la fortuna di restare bassino anche a 12-13 anni, non ti vedono neppure i professori delle medie. Uno sballo. Il guaio è che c'è sempre un genitore che si preoccupa. Mica dei voti a scuola. Dico dell'altezza. E allora la mamma ti porta dal medico, il medico se ne esce con la solita storia che questo ragazzino deve fare sport, tu ti ritrovi a fare sport e diventi più alto. I professori ti vedono e fine della pacchia.
A me è andata così fino a un certo punto. La scuola, la mamma, il medico, lo sport. Però non sono diventato più alto. Sono rimasto sotto il metro e settanta. Non è proprio il massimo se lo sport che hai scelto è il calcio, e il tuo ruolo è quello del portiere. Sono nato il giorno dopo Natale a Bloemfontein, Sudafrica. Di nome faccio Motshweneng Simon, il mio cognome è Gopane. Giocavo nella squadra della mia città, i Celtic, quando la nazionale andò ai mondiali del '98. Loro partirono per la Francia, io rimasi a casa. Poi un giorno sento alla tv che s'è fatto male Andre Arendse. Penso: giocherà Paul, la riserva. Non sapevo che Paul Evans si fosse fatto male appena giunto in Europa. Perciò squillò il telefono a casa. Sbrigati, raggiungici, vieni ai mondiali. Sono stato il portiere più basso della storia a essere convocato, e anche il primo a sedere in panchina con la maglia numero 23: all'epoca i convocati erano 22 e non tutti portavano tre portieri. E comunque. Bella esperienza. In nazionale ho giocato solo una volta. Quando ho smesso, sono finito ad allenare i portieri. Sempre ai Celtic. Casa mia. Loro si chiamavano Shuaib Walters e Posnett Omony. Walters si sfasciò il ginocchio: dovettero operarlo. Rimase fuori tutto l'anno. Omony ogni domenica ne combinava una peggio dell'altra. Allora un giorno il presidente si avvicina all'allenatore, gli bisbiglia qualcosa, l'allenatore si alza e mi indica da lontano, Tu. Mi ributtarono in campo. In porta. Di nuovo sotto esame. Diciamo la verità: non c'è mai un compagno di banco tanto alto dietro cui nascondersi per sempre.

venerdì 26 febbraio 2010

Million dollar rugby


Pare che stavolta il più grande esponente della destra mondiale, con l'Invictus che in Italia esce oggi, non abbia tirato fuori il solito capolavoro

Clint Eastwood prende con Invictus una strada diversa, apparentemente contraddittoria rispetto al suo recente passato di regista, ma in realtà piuttosto coerente e conseguente. Anche se, va detto subito, coronata da una minor riuscita artistica.
(Mereghetti)

Altre cose su Clint Eastwood
Ci bastan poche briciole
Scusate, e Clint Eastwood dov'è?

venerdì 11 dicembre 2009

Invictus or not invictus


Per Usa Today, il film Invictus è un'altra vittoria di Clint.
Per Slate, se l'avesse diretto chiunque altro, staremmo qui a dire che è una palla.





Vecchie cose dette su Clint
Ci bastan poche briciole
Sbariare

lunedì 4 maggio 2009

I Mondiali senza sudafricani


Tra 400 giorni comincia il Mondiale di calcio in Sudafrica. Al primo sorteggio per l'assegnazione dei biglietti (fra chi ne aveva prenotati), negli Usa ne hanno vinti 69.208, poi vengono gli inglesi con 39.421 e i tedeschi con 29.330. Ogni persona poteva prenotare un massimo di 4 biglietti per un massimo di 7 partite.
Oggi si sorteggia un'altra fetta di biglietti. Ma intanto il comitato organizzatore locale invita i residenti in Sudafrica, e gli altri abitanti dell'Africa, a comprare biglietti, per non perdere - parole di mister Danny Jordaan - quest'esperienza che capita una volta nella vita.
Sarà perché i sudafricani hanno finora comprato solo 245.948 biglietti. E visto che i biglietti in tutto sono circa un milione e 862mila, siamo più o meno al 13 per cento. Pochini.
Scommetto che mister Jordaan sa anche perché. Esistono 4 categorie di prezzi. Le prime tre valide in tutto il mondo: prevedono una fascia più cara (per vedere la finale) da 900 dollari, e una più economica (per vedere i gironi) da 80 dollari.
Le agevolazioni per i sudafricani sono limitate a uno stock di 120mila biglietti (il 6 per cento del totale), in vendita da 20 a 150 dollari. Agevolazioni per modo di dire. Un anno e mezzo fa, gli operai che lavorano alla costruzione degli stadi scioperarono per chiedere uno stipendio minimo di un euro e 10 cent l'ora. Questo mese hanno scioperato per adeguamenti di salario pure gli autisti d'autobus e i medici