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giovedì 27 luglio 2017
Napule è o ci fa
NAPOLI. E chi lo sa, chi può capirlo, come si tengono insieme le classifiche del Censis che piazzano gli atenei napoletani agli ultimi posti d’Italia con le parole di Lisa Jackson, vicepresidente di Apple, che nel polo universitario ha investito per creare un centro di sviluppo delle App iOS, «la migliore delle esperienze fatte da noi nel mondo». Chi può davvero cogliere il mistero della convivenza tra le stazioni del metrò dell’arte, tra le più belle d’Europa, e l’insofferenza dei napoletani in attesa dei treni, convinti che «non passano per non sciuparle». Questa è la città dove la cultura è diventata attrazione, dove i turisti crescono più che altrove, ma dove tutto resta precario e discutibile.
venerdì 22 ottobre 2010
Aria di riabilitazione
La gente del vesuviano dice, in sintonia con la commissione europea che sta monitorando queste decisioni, che due discariche enormi nel Parco nazionale del Vesuvio siano troppe. Lei non sente ragioni o pensa che ci sia la camorra dietro questi disordini?(da un'intervista a Stefano Caldoro, governatore pdl della Campania)
"Io dico che non è vero che la camorra vuole sic et simpliciter l'apertura delle discariche. Penso che le organizzazioni criminali ci guadagnino nel disordine. La camorra vuole che non si faccia niente, vuole che alla fine si debba agire sotto l'onda degli scontri, e dell'abusivimo. La camorra ha sempre lucrato su questi settori. Ed è stato vero per 15 anni, non è mai stato denunciato con forza".
Lo denunciava anche Bassolino, ma si diceva fosse un alibi.
"Penso che anche Bassolino, che per me è persona onesta, sia stato una vittima di questa situazione. Una vittima che non ha voluto decidere fino in fondo.
Vecchie cose sui rifiuti (e un po' anche su Bassolino)
Discarico, ergo sumIl senatore Bailey, Musharraf e Antonio Bassolino
Lucio Dalla, i neoborbonici, i rifiuti e Bassolino
venerdì 11 giugno 2010
Duemila e 400 chilometri a nord
Anish Kapoor ha preparato per Middlesbrough la più grande installazione di arte contemporanea pubblica all'aperto, e ora in Inghilterra parlano di presa di coscienza del valore della cultura e di rinascimento - proprio così renaissance - per la città in cui si trovano l'eroina e la cocaina più economiche d'Inghilterra, quella dal più alto tasso alcolico notturno, la meno salubre e quella con più disoccupati.Il loro Bassolino si chiama Ray Mallon.
Il suo soprannome è Robocop.
Noi all'epoca il soprannome al sindaco ce lo siamo risparmiati.
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domenica 28 marzo 2010
L'ultima notte del governatore
stream of bassolinousness
Sedici anni e quattro mesi. I giorni li ho contati tutti. Gliel'ho detto pure al direttore del Mattino. Sono sereno. Anche se stanotte non riesco a prendere sonno, va' capisci perché. Non c'è un mio erede in campo. Non è tensione, non è rimpianto. Sereno. Nessuno dei miei sarà esposto alle rivincite degli avversari. Hanno tutti delle garanzie. Non li ho lasciati. Non li ho traditi. Semmai, ma non lo ammetterò con nessuno, in cuor mio sono stati loro a tradire me. Mi hanno tradito nel non tradirmi. Mi sarei divertito se un giovane avesse preso in mano il pallino dicendo: ora vi faccio ballare. Ho sperato di trovare lungo la strada uno che avesse il coraggio di sfidarmi. Di uccidere il padre. Cercavo un Bruto in mezzo a un branco di Ottaviani. Per questo non ci sono miei eredi in campo. Perché non esistono eredi di Antonio Bassolino.
L'hanno chiamato rinascimento napoletano. Oggi lo negano, allora lo giuravano. Non lo era, ma non per i motivi che dicono loro. Il rinascimento cosa fece? Le principali città-stato ebbero un'espansione, fecero nascere stati regionali. Questo non è successo. Io non ho fatto il rinascimento. Io ho fatto l'impero (*).
Sedici anni e quattro mesi. I giorni li ho contati tutti. Gliel'ho detto pure al direttore del Mattino. Sono sereno. Anche se stanotte non riesco a prendere sonno, va' capisci perché. Non c'è un mio erede in campo. Non è tensione, non è rimpianto. Sereno. Nessuno dei miei sarà esposto alle rivincite degli avversari. Hanno tutti delle garanzie. Non li ho lasciati. Non li ho traditi. Semmai, ma non lo ammetterò con nessuno, in cuor mio sono stati loro a tradire me. Mi hanno tradito nel non tradirmi. Mi sarei divertito se un giovane avesse preso in mano il pallino dicendo: ora vi faccio ballare. Ho sperato di trovare lungo la strada uno che avesse il coraggio di sfidarmi. Di uccidere il padre. Cercavo un Bruto in mezzo a un branco di Ottaviani. Per questo non ci sono miei eredi in campo. Perché non esistono eredi di Antonio Bassolino.
L'hanno chiamato rinascimento napoletano. Oggi lo negano, allora lo giuravano. Non lo era, ma non per i motivi che dicono loro. Il rinascimento cosa fece? Le principali città-stato ebbero un'espansione, fecero nascere stati regionali. Questo non è successo. Io non ho fatto il rinascimento. Io ho fatto l'impero (*).
venerdì 6 novembre 2009
Lucio Dalla, i rifiuti, i neoborbonici e Bassolino

L'ultimo disco di Lucio Dalla non è indimenticabile. Anzi è proprio brutto. Se si capisce come sia possibile che una vena si spenga, non è chiaro come accada che uno come lui stoni. Perché stona proprio: il disco si sente tutto qui. Il pezzo migliore sembra Broadway, che Dalla chiude con una frase in napoletano, Stateve ccà. E sempre a Napoli è dedicato il duetto con Toni Servillo, Fiuto, pezzo che gira intorno alla vicenda rifiuti. Ora. Lasciando perdere il delirio del movimento neoborbonico che invita a boicottare i concerti del bolognese che maggiormente ama Napoli, una cosa non è chiara: ma il Maramao della canzone è Bassolino?
mercoledì 8 luglio 2009
Quando il G8 era un G7

Cattivi maestri
L' invocazione "Clinton! Clinton! Clinton!" ci ha assordato per tutta la giornata. Il presidente non s' era mai divertito tanto. "I am a napolitan!" sono un napoletano, ha esclamato rientrando all' hotel Vesuvio. Come tante sue altre anche la love story di Bill con Napoli e' stata propiziata dall' assenza della first lady Hillary. Sottrattosi al suo controllo. Hillary si era recata al monastero di Santa Chiara con la figlia Chelsea. Il presidente si e' scatenato [>>>]
lunedì 8 giugno 2009
Berlusconi: 8 pdl su 10 non l'hanno votato

Un po' a fatica, ma ecco i dati definitivi per le europee a Napoli. Le cose più rilevanti sono:
- Pdl primo partito in città (senza ancora un gruppo comunale unito). Con il 41 per cento.
- Ma 100 mila persone che un anno fa votarono Pdl, stavolta si sono regolate diversamente: da 263 mila voti a 163 mila voti.
- Ancora. Restando a chi invece ha votato Pdl. Due votanti napoletani del Pdl su 10 hanno dato la preferenza a Berlusconi. Due su dieci: 32 mila preferenze su 163 mila voti Pdl. E però capovolgendo: ci sono 8 napoletani su 10 che voterebbero Pdl anche se non ci fosse Berlusconi.
- Il Pd a Napoli aveva preso 182 mila voti l'anno scorso, e 108 mila stavolta. Il 27 per cento. Ora abbiamo anche un dato dell'attuale forza elettorale di Bassolino in città: le 18mila preferenze per il suo assessore Cozzolino. Il più votato. Poco? Molto? Seguono: Sommese 11mila circa, Montemarano 10.500 (circa 3 mila più di quelle dirottate sul figlio alle comunali 2006), e un bel risultato di Rosaria Capacchione con 7.653 (voto d'opinione puro).
- E' andato malissimo D'Alema. Il presidente di Red e capolista al sud De Castro, per il quale D'Alema s'è tanto speso nei giorni scorsi, si ferma sotto quota 1.500. Bastano per fare il consigliere di municipalità. De Castro è andato peggio persino del pugliese Lavarra, che a Napoli non s'è visto mai. Maluccio pure Pittella (3.400 voti).
- Idv al 10, Rifondazione al 5.1, Udc al 5.1, Sl al 4.3, Destra a 3.5, Radicali al 2. Con questi dati, fra 2 anni, non è detto che il centrosinistra perda al Comune.
- De Magistris più votato di Di Pietro.
- Sussulto verde: 3.500 voti a Di Palma, più di Vendola.
- De Mita ha preso meno voti di Alfonso Luigi Marra, quello che prescinde da ogni ideologia
update ore 14 Irpinianews scrive che in zona le preferenze per De Mita sono 16 mila. Poco? Molto?
mercoledì 22 aprile 2009
To refurbish

Quando l'affamato Totò, in Miseria e nobiltà, sente pronunciare "cuoco", sogna a occhi aperti,
Cuoco, che bella parola.
La bella parola che oggi rimbalza nel cortile viene dall'America. Ed è un verbo. To refurbish. Rinnovare. Mettere a posto. Più o meno così dicono i dizionari. Nulla a che vedere con sly o con foxy. Insomma con furbo. Però a noi italiani, pur seguendo un'evocazione sbagliata, quel "refurbish" può finanche aggiungere qualcosa in più. Tipo: Rinnovare astutamente. Cosa c'entra?
Nel suo prossimo numero Newsweek racconta di come l'ex governatore di New York, Eliot Spitzer, stia cercando nuove forme di influenza sulla vita pubblica e nuovi canali di comunicazione come columnist. Racconta, Newsweek, che lo stesso Spitzer non nega che he's trying to refurbish his image.
Non so perché ma mi è venuto in mente Bassolino. Quando parla a Klauscondicio, quando va da Lerner, da Lilli Gruber, ad Annozero, e quando prepara questa cosa qui
Gli americani arrivano sempre prima.
giovedì 12 febbraio 2009
sabato 12 gennaio 2008
Il senatore Bailey, Musharraf e Antonio Bassolino
Bassolino ammette che alle dimissioni ci aveva pensato. Ci aveva. Sarebbe già a casa se la pensasse come Musharraf, il presidente del Pakistan, che in un'intervista a Der Spiegel dice: "Mi dimetterò quando lo vorrà il popolo".
Poi c'è modo e modo di uscire di scena. Come si fa a dimenticare la maniera scelta dal senatore Bailey? Il senatore Bailey è quello di C'era una volta in America. E' James Woods. Il suo vero nome è Max, cresciuto nella stessa baby gang di Noodles-De Niro. S'è finto morto 35 anni prima per rifarsi una vita. Noodles lo scopre. Una sera Max chiede a Noodles di ucciderlo per evitare di finire sotto inchiesta. Noodles rifiuta. Non vuole ammettere che il vecchio amico Max lo abbia tradito, inscenando un incidente, facendo morire altri 2 compagni della banda, fuggendo coi soldi, e soffiandogli anche la donna. Noodles-De Niro rifiuta e se ne va. E qual è il modo con cui Bailey esce di scena? Meraviglioso. Bailey, il senatore Bailey che non vuole essere travolto da un'inchiesta, esce dalla sua villa e si lancia dentro un camion di rifiuti. Muore tra la monnezza. Il cinema.
Poi c'è modo e modo di uscire di scena. Come si fa a dimenticare la maniera scelta dal senatore Bailey? Il senatore Bailey è quello di C'era una volta in America. E' James Woods. Il suo vero nome è Max, cresciuto nella stessa baby gang di Noodles-De Niro. S'è finto morto 35 anni prima per rifarsi una vita. Noodles lo scopre. Una sera Max chiede a Noodles di ucciderlo per evitare di finire sotto inchiesta. Noodles rifiuta. Non vuole ammettere che il vecchio amico Max lo abbia tradito, inscenando un incidente, facendo morire altri 2 compagni della banda, fuggendo coi soldi, e soffiandogli anche la donna. Noodles-De Niro rifiuta e se ne va. E qual è il modo con cui Bailey esce di scena? Meraviglioso. Bailey, il senatore Bailey che non vuole essere travolto da un'inchiesta, esce dalla sua villa e si lancia dentro un camion di rifiuti. Muore tra la monnezza. Il cinema.
lunedì 6 novembre 2006
Le vite parallele di Napolitano e Bassolino
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