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venerdì 28 novembre 2014

Viaggio nell'Italia del talento e dell'impegno


Eppure da qualche parte c'è ancora della passione dentro cui scavare, una voglia di darsi, di darsi totalmente al proprio lavoro, perché “avere memoria e raccogliere il bene prezioso delle buone pratiche”, come dice a un certo punto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, “renderle attuali attraverso l’apertura mentale e la visionarietà, è il nostro patrimonio più grande”. Dov’è finita l’Italia del talento e dell’impegno. È questo il senso del viaggio compiuto da Franco Marcoaldi, giornalista poeta e scrittore, in compagnia di una camera e della sua curiosità. Su e giù, dal nord al sud, a riprendere nella loro quotidianità sei protagonisti della vita e della cultura del nostro Paese. È nata così la serie che si chiama “Grand’Italia” (prodotto dalla Clipper Media di Sandro Bartolozzi, regia di Simone Aleandri), dal 2 dicembre ogni martedì alle 21.30 su RaiStoria (canale 54 del digitale terrestre). Un reportage di anime, un taccuino di pensieri luminosi e desideri intatti, un itinerario da cui è espulsa la noia. Franco Marcoaldi lo chiama un “piccolo contravveleno in un Paese così depresso scorato e confuso”. Se il viaggio in Italia è stato materia letteraria per Piovene e Ceronetti, e poi Terzani e Rumiz, spunto di indagine per Pasolini e Soldati, in questi piccoli film di mezz’ora è il pretesto, dice Marcoaldi, “per far conoscere al pubblico della tv e per portare alla loro attenzione figure che a me pare possano essere un esempio, per il loro talento, per il loro contrasto alla sciatteria e al cinismo da cui siamo circondati”.

venerdì 24 maggio 2013

Bruce, Peppino e 'a malafemmena


"Non è difficile trovare a Napoli degli attori della commedia dell'arte. Tutti i napoletani sono artisti nella vita, anche i pescatori". (Andrej Konchalovsji, Repubblica, 21 maggio)

"La prima dote per chi vuole essere autore è rispettare ed esprimere la propria napoletanità. Dote che invidio molto. Se noi torinesi avessimo la stessa abilità - possedere la torinesità - saremmo più ricchi. Essere napoletano ti dà subito un bonus +2 qualsiasi cosa tu faccia. Però può trasformarsi in una galera. Nella scrittura non puoi rimanere uno scrittore napoletano. Si tratta di diventare autori europei. Essere napoletani è un trampolino di lancio formidabile. Ma deve servire a volare, non a restare immobili per fare doing doing doing".(Alessandro Baricco, Repubblica Napoli, 21 maggio)

"Io cambio spesso, Springsteen rimane più sul classico". (Peppino Di Capri, Corriere del mezzogiorno, 22 maggio)

"Sono del sud, venendo qui sono tornato a casa! (Bruce Springsteen in Piazza Plebiscito, 23 maggio)

"Ammetto che un po' di Champagne mi esce fuori dagli occhi ogni tanto. Dal 1973 a oggi non c'è stata sera che non l'abbia cantata. Come pure Luna caprese. Se non le faccio la gente esclama: ma Peppino stasera ch'è venuto a ffà?". (Peppino Di Capri, Repubblica, 22 maggio)

"Poteva accadere ovunque, anche a San Diego, dove ci sono tanti immigrati messicani". (Brian Bilbray, dopo lo scippo a Napoli, Corriere del mezzogiorno, 22 maggio)

"Stiamo finendo di girare Gomorra e sono sicuro che quando si vedranno le prime scene, la serialità italiana farà un ulteriore passo avanti" (Andrea Scrosati, vice presidente cinema Sky, Il Messaggero, 19 maggio)

"Su Cavani tutti parlano, mentre io sono l'unico a fare banco in due minuti". (Aurelio De Laurentiits, Corriere del Mezzogiorno, 22 maggio)

"Anche a Parigi il traffico è molto caotico. Però ai semafori si fermano, come nel resto del mondo. A Napoli no, gli automobilisti passano con il rosso e nessuno sembra mai farsi troppo male" (Nils Lofgren, chitarrista di Bruce Springsteen, Repubblica Napoli, 22 maggio)

"Lo stadio del Napoli dev'essere un'attività commerciale a 360 gradi, come capita in tante realtà europee. L'Atletico Madrid ha addirittura un cimitero all'interno dell'impianto, per i tifosi". (Aurelio De Laurentiis, Il Mattino, 22 maggio)

"Quasi quasi mi pento di aver nobilitato i giornalisti di casa con il personaggio interpretato da Toni Servillo". (Paolo Sorrentino, Repubblica, 22 maggio)

"Ho la sensazione che Fellini abbia guardato Roma appoggiato dolcemente a una balaustra. Paolo Sorrentino c'è cascato dentro come dalla tromba delle scale". (Toni Servillo, Corriere della sera, 22 maggio)

"Sorrentino rischia sempre. E' questo che mi piace di lui". (Bernardo Bertolucci, Corriere della sera, 19 maggio)

venerdì 6 novembre 2009

Lucio Dalla, i rifiuti, i neoborbonici e Bassolino


L'ultimo disco di Lucio Dalla non è indimenticabile. Anzi è proprio brutto. Se si capisce come sia possibile che una vena si spenga, non è chiaro come accada che uno come lui stoni. Perché stona proprio: il disco si sente tutto qui. Il pezzo migliore sembra Broadway, che Dalla chiude con una frase in napoletano, Stateve ccà. E sempre a Napoli è dedicato il duetto con Toni Servillo, Fiuto, pezzo che gira intorno alla vicenda rifiuti. Ora. Lasciando perdere il delirio del movimento neoborbonico che invita a boicottare i concerti del bolognese che maggiormente ama Napoli, una cosa non è chiara: ma il Maramao della canzone è Bassolino?

giovedì 22 ottobre 2009

Quando spunta la luna a Walterchiari


C'è un canale digitale terrestre, Iris, che sta dedicando in queste mattine un ciclo di film a un attore sottovalutato.
No, bisogna correggersi.
I sottovalutati non esistono, perché se uno è bravo prima o poi il mondo se ne accorge. Esistono semmai i sopravvalutati.
Allora sarebbe meglio dire che Iris dedica un ciclo di film al più bravo fra gli attori meno valorizzati dal cinema italiano.
Walter Chiari.