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venerdì 29 gennaio 2010

I colori, dopo le parole

Dopo essersi già fatta rubare un bel po' di parole, adesso la sinistra si fa sfilare pure il rosso.








Vecchie cose
Le parole sono importanti
Pev chi pavla la sinistva

giovedì 22 ottobre 2009

Croce, Gentile, Pareto e la voce

Alberto Asor Rosa scrive al Secolo d'Italia e dice la sua sui motivi che hanno rimpicciolito in Italia una cultura di destra
La mia tesi, com’è noto (com’è noto a quei pochi che mi leggono) è che questa grande cultura di destra, o per assimilazione o per una troppo tardiva contrapposizione, è stata uccisa dal fascismo, che ha reso impossibile a lungo, per qualsiasi intellettuale degno di questo nome, d’esser di destra. Quando si parla di una troppo lunga e, per certi versi, troppo semplice (e semplificata) egemonia della cultura di sinistra dopo la guerra e dopo la Resistenza, spesso si dimentica questo dato storico, preliminare e, come dice, ortativo.
[qui]

mercoledì 5 agosto 2009

pev chi pavla la sinistva


Non avendo voce a Montecitorio né a Bruxelles, nel tentativo apprezzabile di costruire e far sentire una voce left winger della politica italiana, Sinistra e Libertà attraverso il proprio sito chiede di scegliere i temi su cui il partito (nasce a settembre) si dovrà impegnare per battaglie e iniziative di legge popolare.
Dal sito avanzano 16 proposte: se ne possono votare 5. Un ammortizzatore sociale per i precari. La messa in sicurezza delle scuole nelle zone sismiche. Il potenziamento dell'energia eolica e del fotovoltaico. I diritti delle unioni civili. La moratoria dei licenziamenti. E altro. Tutti temi da cui emergono con chiarezza radici tradizioni e topoi delle forze che compongono Sinistra e Libertà, e cioé i verdi, i socialisti e il movimento di Vendola. Bene.

lunedì 8 giugno 2009

Ehi, attenti, la lega non ha vinto


A notte passata. Ora che più o meno è tutto chiaro, tenendo da parte gli zero virgola e i più qualcosa rispetto all'anno tal de' tali, tenendo da parte le ingannevoli percentuali, le cose rilevanti sono:
Sedici milioni di persone non sono andate a votare. Sedici milioni è tutta l'Olanda.
Tre milioni di persone fra Sicilia e Sardegna non sono andate a votare. Significa una su due.
L'anno scorso il Pdl prese 13 milioni e 628 mila voti, stavolta ne ha presi all'incirca 11: significa che 2 milioni e mezzo di suoi elettori non l'hanno rivotato.
L'anno scorso il Pd prese 12 milioni di voti, stavolta ne ha presi 8: significa che 4 milioni di suoi elettori non l'hanno rivotato.

mercoledì 11 febbraio 2009

Compagni che sbagliano

E' controcorrente, questa cosa scritta da Filippo Facci su Il Giornale. Nel senso di contro la sua corrente. Sul quotidiano della famiglia Berlusconi, Facci protesta contro il decreto fine vita, "legge unica al mondo", dicendosi pronto a non rispettarla. Controcorrente non significa coraggioso. Perché alla seconda riga della lettera si attribuisce le responsabilità del decreto a destra e sinistra. Insomma come scagionare per metà Berlusconi.
Ora. A parte che in Parlamento non esiste una forza di sinistra, in qualche modo e in un certo senso formalmente tocca persino dar ragione a Facci, in quanto la mozione Pdl è stata votata al Senato da alcuni democratici.
Il punto è capire chi possa attribuire sinceramente quella sensibilità che Facci dice di sinistra a persone come Francesco Rutelli ed Emanuela Baio. O Mariapia Garavaglia e Paola Binetti.

(sul sito de Il Giornale la lettera di Facci è la seconda tra le più votate dei lettori. Se può significare qualcosa)

mercoledì 4 aprile 2007

Ingrao, indomabile rosso antico


Voleva la luna, ora vuole riunire la sinistra. Ora che ha 92 anni. "Non sono così vecchio di fronte a una scelta del genere". Pietro Ingrao ha una sala stracolma davanti agli occhi, il suo libro di memorie tra le mani e un'idea che si fa largo nella testa. Racconta quanta Napoli c'è stata nel suo cammino, ricorda i compagni di ieri, parla a quelli di oggi e di domani. Se all'appuntamento dell'hotel Ramada ci fosse pure Antonio Bassolino, sentirebbe dalla voce frusciante e ferma del suo maestro d'un tempo di non essere più considerato parte del progetto.

sabato 24 febbraio 2007

Torre del Greco, dal Migliore al Pd

I primi a votare per il futuro sono i compagni inchiodati al passato. E' a Torre del Greco che i Ds aprono i loro congressi di sezione per incamminarsi verso il Partito democratico. Dalla città in cui più sono fermi, dove non hanno un segretario da sei anni; l'assemblea che doveva eleggerne uno venne sospesa per dei ricorsi e non l'hanno mai più riaperta. Sono saldati alla storia pure nei simboli. La sezione sul corso porta ancora oggi il nome di Palmiro Togliatti. Terzo piano. Senza ascensore. C'è il busto del Migliore in una stanza. La bandiera che sporge dal balcone, non ha la rosa del socialismo europeo fra le radici della Quercia. C'è la falce e c'è un martello.

venerdì 16 febbraio 2007

Nel cuore della "Cosa" napoletana

Una scena del film "La cosa"
Sono passati 17 anni, 2 mesi e 11 giorni. Contro era allora, e contro rimane oggi. Antonio Rosiello non voleva sciogliere il Pci e adesso non vuole sbaraccare i Ds. Lo disse chiaro e tondo a Nanni Moretti, basta andare a rivedersi "La Cosa", il viaggio filmato nel popolo che stava per separarsi dalla falce e dal martello. Rosiello è quel signore che nel documentario ha gli occhiali più grandi di tutti, fiero del fatto «che il Pci ha insegnato ai contadini a non togliersi il cappello quando passa il padrone». Però dei Ds è poi stato il segretario della sezione di San Giovanni a Teduccio intitolata a Pasquale Finocchio, un ragazzo di 24 anni morto sul lavoro. Cadde nella tromba dell' ascensore mentre ne riparava uno.

lunedì 6 novembre 2006

Le vite parallele di Napolitano e Bassolino


Sentenza cinese. "Si possono fare sogni diversi dormendo nello stesso letto". Dicono sia tra i proverbi preferiti di Giorgio Napolitano. Se ne possono fare anche di molto diversi, restando per decenni nel letto del Pci, poi Pds, oggi Ds, domani chissà. Il partito antagonista e riformista, così lo immaginava Antonio Bassolino nel momento dello strappo dalla storia. Riformista sì, ma antagonista a cosa, si domandava invece Giorgio Napolitano. L'ala destra e l'ala sinistra. La logica e il comizio. La diplomazia e la diffidenza. Il Quirinale e Santa Lucia, eccoli qua, adesso in trincea, in questi giorni, "tra i peggiori di Napoli che io ricordi da lungo tempo", l'angoscia confessata dal presidente della Repubblica.

sabato 6 maggio 2006

Le sette vite di Mimmo Pinto

C'era una volta un dubbio. «Tra un ex ministro dell'Interno democristiano e le questioni a cui si dice attento Rossi-Doria, io da che parte dovrei stare, con la mia storia?». La storia di Mimmo Pinto, ex leader storico dei disoccupati napoletani, un cammino con Lotta Continua e due volte in Parlamento negli anni Settanta, prima con il listone Pdup-Avanguardia Operaia-Lc, poi con i Radicali. Da che parte dovrebbe stare, alle comunali di fine maggio, una storia così? «C'è un rischio. Bisogna evitare che la rivincita del centrodestra parta da Napoli. Questa città già soffre. Il Malvano politico non lo conosco. Lo ricordo vicequestore a Portici, la città in cui vivevo, e ha lasciato molto a desiderare. Ecco perché voglio che vinca la Iervolino. Però sono preoccupato. Ho tanti amici che votano per Rossi-Doria».