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sabato 12 luglio 2014
Kroos, ultimo figlio della Germania est
domenica 6 luglio 2014
Ivkovic e i due rigori parati a Maradona
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giovedì 26 giugno 2014
Stejskal, l'ultimo cecoslovacco
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mercoledì 12 marzo 2014
Yashin il portiere Pallone d'oro
La mia maglia nera non era. Fidatevi. Era di un blu molto molto scuro, una maglia di lana con il numero uno cucito dietro la schiena. E dentro io, Lev Yashin, o se volete chiamatemi Leggenda.
Ne cambiavo pochissime di maglie in un anno. Non più di tre. Quando le maniche si consumavano. Preferivo portarla a casa, dopo la partita, ci pensava mia moglie Valentina Timofeevna Jascina a farla tornare pulita. La immergeva nella vasca da bagno, la vasca diventava cupa, pareva che lì dentro calasse la notte, si riempiva di fango e segatura. Vestivo di lana anche d'estate, pensavo che così imbottito almeno non mi sarei fatto male.
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lunedì 10 febbraio 2014
Beara, il ballerino con le mani d'acciaio
Girava una barzelletta in Jugoslavia. Un bambino si presenta da Tito e gli chiede due autografi. Il maresciallo tira fuori la penna dalla tasca e subito glieli firma, orgoglioso, sorridente. Ma la curiosità è forte. Vuole capire. Domanda perché. Insomma: perché proprio due. Perché per due autografi tuoi, gli risponde il bambino, a scuola me ne danno uno di Beara. Vladimir Beara sono io.
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mercoledì 15 gennaio 2014
Madejski, arrestato da nazisti e comunisti
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venerdì 8 novembre 2013
L'ultima partita con il Muro di Berlino
Quando mancava un quarto d'ora alle otto di sera, l'arbitro Peter Weise fischiò la fine della partita, senza sapere che il giorno dopo avrebbero fischiato la fine di una storia. Otto novembre 1989, Dynamo-Stahl Eisenhüttenstadt 0-0, l'ultima partita a Berlino prima che cadesse il Muro.
Nove novembre. Il Muro non c'è più. Undici mesi dopo la Germania è unita. L'unificazione nel calcio non fu meno lenta. All'est i club erano legati all'apparato statale. Lo sport doveva provare la grandezza della nazione. Gli ori nel nuoto e nell'atletica a quello servivano, a quello serviva il doping di Stato.
Nove novembre. Il Muro non c'è più. Undici mesi dopo la Germania è unita. L'unificazione nel calcio non fu meno lenta. All'est i club erano legati all'apparato statale. Lo sport doveva provare la grandezza della nazione. Gli ori nel nuoto e nell'atletica a quello servivano, a quello serviva il doping di Stato.
martedì 10 settembre 2013
La dannazione del calcio ceco: una foto sbagliata in una notte storica
Europei 1976. Germania battuta in finale. La notte in cui Panenka inventò il rigore a cucchiaio. L'unica vittoria internazionale del calcio ceco. Ma di quella notte resterà un'immagine sbagliata: la Coppa sollevata con le maglie degli avversari. Per la rabbia degli ufficiali comunisti.
Facile oggi. Si guarda lo schermo e se la foto non ci piace la rifacciamo. Clic. Ecco. Ora va bene. Ma prima dell'era digitale, era la dittatura del rollino a stabilire la caratura dei nostri ricordi. Fissavi l'attimo, ma davvero, e se l'attimo era quello sbagliato, amen, restava guasto nei secoli dei secoli. È la condanna che il calcio ceco ha scoperto di dover vivere dal '76 a oggi, dalla notte in cui per la prima e unica volta nella sua storia vinse qualcosa. La sera che in genere ricordiamo per il cucchiaio di Panenka.
Facile oggi. Si guarda lo schermo e se la foto non ci piace la rifacciamo. Clic. Ecco. Ora va bene. Ma prima dell'era digitale, era la dittatura del rollino a stabilire la caratura dei nostri ricordi. Fissavi l'attimo, ma davvero, e se l'attimo era quello sbagliato, amen, restava guasto nei secoli dei secoli. È la condanna che il calcio ceco ha scoperto di dover vivere dal '76 a oggi, dalla notte in cui per la prima e unica volta nella sua storia vinse qualcosa. La sera che in genere ricordiamo per il cucchiaio di Panenka.
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sabato 25 giugno 2011
Tovarish Colombo
[da Roberto Gritti, Post comunismo e media, ed. Meltemi]
"L'introduzione dell'intrattenimento di stile occidentale rispondeva dunque a due imperativi dei regimi comunisti: tentare di manipolare la cultura di massa capitalistica e rispondere a una diffusa domanda sociale in favore di una quotidianità più sopportabile. Ma nel lungo periodo l'introduzione sempre più massiccia dei programmi occidentali finì per elevare le aspettative sociali e ridurre al contempo le possibilità di manipolazione.
Esemplare fu quanto accadde in Bulgaria. Nel 1973 il programma di gran lunga più popolare nel Paese era "Il tenente Colombo", interpretato da Peter Falck. Improvvisamente la tv di Stato esaurì gli episodi disponibili sul mercato e si scatenò la protesta del pubblico.
Per porre rimedio alle contestazioni, la televisione di Stato dovette mandare in onda una dichiarazione in bulgaro letta da Colombo/Falck in cui si rassicurava il popolo che presto sarebbero stati disponibili nuovi episodi e che l'attuale vuoto non era dovuto alla "cattiva" volontà del governo comunista".
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martedì 27 aprile 2010
Dasaev, la cortina d'acciaio
Un giorno il partito mi chiama e mi impone di essere un simbolo. Com'era stato Yashin. Un uomo e un popolo, insieme perfetti. Anche per quello avevo sposato Nela, un tempo ginnasta. Ci eravamo conosciuti in ospedale, dove tutt'e due eravamo finiti, ricoverati per un infortunio. Bella storia, compagni. L'Urss si rivedeva in me. Prima di essere sovietico, ero un tartaro. Sono nato ad Astrachan, la città che Tamerlano rase al suolo.
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martedì 10 novembre 2009
Per nove ragazzi il muro cadde un anno dopo

Il muro non cadde per tutti, il 9 novembre dell'89.
Nove ragazzi tedeschi rimasero nel mondo in cui si trovavano per un anno ancora. Tutti insieme.
Thomas Bansch aveva 26 anni, oggi lavora nell'amministrazione penitenziaria della Germania. Hans Sennewald, 28 all'epoca, fa il commercialista. Thomas Woddow, ora che è quarantenne, si dedica come docente specializzato ai portatori d'handicap. Roland Schroeder vive ancora a Dresda, Andre Hache e Frank Pawlowski sono a Berlino. Michael Peters, che aveva 21 anni nel 1989, è titolare di un negozio di prodotti per surf e vela a Rostock. Lutz Thiede, 43, ingegnere del genio civile, da vent'anni non ha più contatti con gli altri 8 del gruppo d'allora. E poi c'è Peter Thiede, che nel giorno in cui cadde il muro salì sulla sua Trabant con la fidanzata Ines e l'amico Steffen per raggiungere la frontiera a Lubecca. "I doganieri ci diedero 100 marchi come regalo di benvenuto". Non erano lì per scappare all'ovest. "Facemmo un giro e tornammo a Rostock".
lunedì 6 ottobre 2008
Nora Puntillo, giornalista in trincea
Settant'anni in due sillabe. Nora. «Come la madre di mio padre. Un nome di famiglia. Siamo in nove a chiamarci Eleonora». Settant'anni e cento battaglie. «Pensavo di poter dare un contributo alla rivoluzione alla mia maniera: scrivendo». Un decennio speso nella redazione di Paese Sera, due in quella napoletana dell'Unità, prima all'Angiporto Galleria, poi in via Toledo, infine a via Cervantes. Venti processi per diffamazione superati, tre gradi di giudizio vinti contro l'ex procuratore Cordova. Eleonora Puntillo è la giornalista militante che attacca gli scempi edilizi degli anni Settanta e scopre il bradisismo a Pozzuoli negli anni Ottanta. E' la scrittrice che racconta il misterioso sottosuolo di Napoli in "Grotte e caverne" (Newton Compton). E' l'animatrice di campagne sociali e civiche che attraversano epoche e giunte comunali diverse. E' l'insospettabile amante di calcio e ciclismo, ma pure di giochi perduti come lo strummolo e il sottomuro. Ed è la donna che stasera al tramonto aspetta gli amici alla sua festa di compleanno con un invito che dice: "Si dispensa dai fiori, c' è tempo".
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sabato 7 giugno 2008
Andrea Geremicca, ricordi di un comunista
| Andrea Geremicca a sinistra, con Eduardo e Valenzi |
domenica 4 febbraio 2007
L'ultimo segretario del pci
Sedici anni oggi. Pure allora c'erano un Sì, un No e una Terza mozione. «Stavolta mi pare tutto più flebile». Sedici anni oggi, e riecco il dibattito. I Ds tormentano i loro passi verso il partito democratico; il 3 febbraio del '91 il congresso di Rimini chiude invece la storia del Pci. Il segretario provinciale napoletano, quel giorno, si chiama Ricciotti Antinolfi. Economista, assessore comunale, un occhettiano convinto. «Mi chiama Valenzi mentre sono all'università per degli esami, e mi dice che stanno per nominarmi segretario». L'ultimo. L'uomo che in città trasloca falce e martello sotto la Quercia. «Iscritto 22 anni al Pci, altri 8 a Pds e Ds. L'ultima tessera è del '99». Adesso osserva da lontano, dallo studio della sua casa ai Colli Aminei. Immerso fra i romanzi di Vassalli, i concerti di Bach e i clic di Internet. «Penso al Partito democratico, e mi chiedo perché i bilanci della Regione non siano on line».
Professor Antinolfi, perché unisce le due cose?
«Se sei un riformista, devi mettere i conti pubblici sul web».
Professor Antinolfi, perché unisce le due cose?
«Se sei un riformista, devi mettere i conti pubblici sul web».
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