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venerdì 26 marzo 2010

C'è un fantasma che s'aggira pei romanzi

Anche Niccolò Ammaniti ci presenta la sua Fellatianschauung
Saverio era talmente terrorizzato da non provare neppure piacere, ma poi era bastato capacitarsi che Serena Mastrodomenico custodiva nella sua bocca tutto il suo c. per strappargli un orgasmo esplosivo e imbarazzante.
Lei si era passato il dorso della mano sulla bocca, lo aveva guardato negli occhi e gli aveva domandato con una vocina soddisfatta: - Senti, domani, mi accompagneresti da Ikea?
Lui aveva risposto un solo e semplice: - Sì.
Quello era stato il primo sì. Il primo di una sequela infinita.

[Che la festa cominci, Einaudi, pagine 208 e 209]

martedì 9 febbraio 2010

John Terry, per noia o solitudine o delusi dal tempo

Cosa ci ha disturbato della storia capitata a John Terry? Davvero, cosa? Noi italiani ci siamo divisi ancor meno degli inglesi, abbastanza netti nel pretendere che il capitano della loro nazionale di calcio fosse degradato. Sacked. Per aver tradito. La moglie? Un compagno? La squadra? Tutti abbastanza netti e compatti, noi come a Londra, nell'attribuire a una striscia di stoffa stretta per un'ora e mezza intorno al braccio di un atleta - la Fascia Da Capitano - un solenne valore morale.
Qual è la soglia morale di un paese? Esiste? Dove si colloca? E chi la colloca proprio lì? Una questione di lealtà, s'è anche detto. Ma Franco Baresi era un amatissimo capitano del Milan anche quando alzava il braccio - spesso quello della fascia - ogni volta che un lancio scavalcava la sua difesa. Lo faceva per indurre il guardalinee a chiamare il fuorigioco, se c'era o se non c'era non contava, ed era una tentata truffa in ogni azione, finché in una storia di truffe è finito anche fuori dal campo.

mercoledì 9 dicembre 2009

La fidelizzazione del quarter back

Pare che l'Università del Tennessee mandi persone sue in giro sui campi di football americano, tra i ragazzi dei college, a caccia di giocatori giovani, forti e di talento, proponendogli l'iscrizione ai propri corsi e un posto in squadra, e provando a convincerli con un argomento forte. Venite da noi, che ci si diverte.
I dirigenti del campionato Ncaa hanno aperto un'inchiesta. Si sono insospettiti quando hanno scoperto che le persone mandate in giro sono delle hostess, e che le hostess sono molto carine.

giovedì 26 novembre 2009

Roth, Baricco e la Fellatianschauung


Una si chiama Olivia, l'altra si chiama Andre. Con l'accento sulla A, "un nome che esiste solo per lei". La prima viene da un facoltoso sobborgo di Cleveland, è al secondo anno d'università, ce la raccontano pallida e snella, con capelli castani scuri "e con un modo di fare che m'intimidiva per come mi pareva distaccato e risoluto". Della seconda sappiamo che spunta da un mondo in cui suonano le corde della racchette da tennis quando colpiscono la palla, un mondo di case al mare o in montagna, fatto di lenzuola nere e volti abbronzati, di servitù, e poi sappiamo che è molto bella. Sappiamo che ha qualcosa di maschile. Porta i capelli lunghi, "con il furore di un indiano d'America" e "tutta la sua meraviglia è nel volto - il colore degli occhi, lo spigolo degli zigomi, la bocca".

giovedì 17 settembre 2009

Scomodi ma belli

Un sondaggio di Cosmopolitan ha scelto qual è la sex position più spinta.
Quella contro il muro.
Victoria Lucia racconta perché, quali sono le possibili variabili da adottare, e indica un modello cinematografico nella scena tra James McAvoy e Keira Knightley in Espiazione. Con tutti quei libri lì.

venerdì 15 maggio 2009

Questione di suffissi


Per un attimo.
Per assurdo.
Per un attimo e per assurdo.
Per un attimo e per assurdo, poniamo che sia probabile l'impossibile.
L'irrealizzabile. L'inverosimile.
Per un attimo e per assurdo, poniamo che l'inchiesta giornalistica sul pubblico e il privato del presidente del Consiglio dei ministri provochi una cosa in Italia mai successa prima.
Ecco.
Per un attimo e per assurdo, poniamo che l'inchiesta giornalistica sul pubblico e il privato di Berlusconi provochi le sue dimissioni:
voi a quel punto sareste per chiamarla Noemi-gate o Vulvopoli?

giovedì 14 maggio 2009

Doppio fallo

Un geniale Gipi su Internazionale

sabato 9 maggio 2009

Se un manichino è una tentazione

Se un'azienda produce cucine, si farà pubblicità mostrando le sue cucine. Se una ditta vende orologi, si farà pubblicità mostrando i suoi orologi. Non sempre. Se un'azienda produce un amaro, a volte si fa pubblicità mostrando un veterinario. L'alternativa ai veterinari è in genere un corpo di donna.
Per esempio. Capita che una compagnia di navigazione, faccia pubblicità a una nuova rotta mostrando dei seni nudi. Come Ttt Lines un annetto fa per il collegamento Napoli-Catania. Se non ricordo male, lo slogan era una cosa tipo Il Vesuvio e l'Etna non sono mai stati così vicini. Vulcani, faraglioni, seni di donna, capito no? Ci sono dei creativi in giro.


Peraltro, proprio in queste ore, Ttt Lines ci riprova - sempre a Napoli - con uno spartito simile. Mostra le sue navi, un po' di signorine di spalle e la butta lì: abbiamo le poppe più famose d'Italia. Loro. I creativi.
Bon (dissi atteggiandomi a Baricco): il punto non è questo. La cosa c'entra: ma il punto non è esattamente questo. Se un'azienda produce auto, si farà pubblicità mostrando le sue auto. Ma se un'azienda produce manichini, cosa deve mostrare?
Scartando l'idea di mostrare impropriamente una donna nuda, alla ditta Geg Centovetrine di San Giuseppe Vesuviano pensavano che in quanto produttori di manichini, avrebbero dovuto farsi pubblicità mostrando il loro prodotto. Dei manichini. E l'hanno fatto. Così:














Guardatelo di nuovo.















Problemi? Pare di sì.
Sarebbe stato meglio scegliere i seni o le poppe della Ttt Lines. Non se ne sarebbe accorto nessuno. Invece sono finiti nella rete delle sensibilità ferite. Come successe a febbraio per il caso dei cartelloni pubblicitari della Relish (qui il dibattito dell'epoca via decidiamoinsieme)...





... o a fine marzo per "Sacred Love", l'opera di Sebastiano Deva esposta al Pan: un crocefisso avvolto in un condom...


... che il sindaco Iervolino ordinò di rimuovere, con tutto quello che ne venne dopo.
Adesso siamo a tre. Rimossi pure i manichini. Volete sapere perché?
Il caso nasce da alcune telefonate alla curia. Di chi, non si sa. La curia si fa sentire.

L’immagine richiama esplici­tamente ai bambini e può es­sere un chiaro invito alla pe­dofilia [dice don Gaetano Romano, direttore Caritas diocesana di Napoli]
Eeeh? Pedofilia? Con dei manichini? Aspetta, aspetta. Approfondisco. Voglio leggere altro.

Mi chiedo per­ché non rifarsi ad immagi­ni di natura: laghi, fiumi, di­stese di praterie come si fa­ceva una volta che induco­no a pensieri più elevati e più puliti?
Personalmente non mi sento proprio indotto a pensieri né bassi né torbidi da quattro o cinque manichini. Non so voi.
Perché bisognerebbe fare pubblicità a un'azienda che produce manichini con immagini di laghi, fiumi e distese di praterie? Quando nei laghi, nei fiumi e nelle distese di praterie della Campania scaricavano rifiuti tossici, voi la Chiesa l'avete sentita?

E' intervenuta anche lei. La Iervolino.

Proprio per i mi­nori esiste una tutela speciale che obbliga addirittura ad oscurarne il viso in caso di pubblicazioni sulla stam­pa.
Mi dico. Starà forse parlando di Casini. Dei manifesti elettorali di Casini.







No. La Iervolino parlava dei manichini.
So benissimo che si tratta di manichini, ma ciò non toglie che la dignità dei bambini ne risulti offesa.
Ma quale mente può immaginare che un manifesto con quattro o cinque manichini completamente nudi [scrivono in questo articolo che l'effetto è decisamente realistico] [e come devono essere i manichini: vestiti?]; quale mente può credere che tutto ciò può essere un chiaro invito alla pedofilia
E poi: o si tratta di un chiaro invito, o non lo è. Non si adombra una possibilità (col verbo potere) se c'è una certezza (l'aggettivo chiaro).
Non può esserci un chiaro invito. Se può, allora l'invito non è chiaro.
Ma in ogni caso. Quale mente immagina che i manichini...?

Io ora a don Gaetano vorrei chiedere una cosa come gliel'avrebbe chiesta mio padre:
don Gaeta' ... mo' che ci avete messo in testa questa cosa... allora noi a Natale il presepe non lo dobbiamo fare più?











p.s. adesso conviene eliminare dal pc tutti i file delle immagini scaricate per il post. Non si sa mai.

martedì 14 ottobre 2008

La domanda del martedì


Atlantic Monthly si chiede se la pornografia è adulterio.
E pensare a Jessica Rabbit?