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sabato 24 agosto 2013

Il 24 agosto e l'amore pompeiano di Gautier

Ma in quale epoca della vita di Pompei era stato trasportato? Un'iscrizione edile scolpita su un muro gli fece capire, dal nome dei personaggi pubblici, che si era all'inizio del regno di Tito, cioè nell'anno 79 della nostra era. Un pensiero improvviso attraversò la mente di Octavien: la donna di cui aveva ammirato l'impronta al museo di Napoli doveva essere viva perché l'eruzione del Vesuvio nella quale era morta era avvenuta il 24 agosto di quell'anno. Poteva dunque ritrovarla, vederla, parlarle...
Il desiderio folle che aveva provato vedendo quella cenere modellata su forme divine poteva essere soddisfatto, perché nulla doveva essere impossibile a un amore che aveva avuto la forza di far tornare indietro il tempo e di far passare due volte la stessa ora nella clessidra dell'eternità.
(Théophile Gautier, Arria Marcella, 1852)

lunedì 24 agosto 2009

il 24 agosto del 79


La nube si levava, non sapevamo con certezza da quale monte, poiché guardavamo da lontano; solo più tardi si ebbe la cognizione che il monte fu il Vesuvio. La sua forma era simile ad un pino più che a qualsiasi altro albero. Come da un tronco enorme la nube svettò nel cielo alto e si dilatava e quasi metteva rami. Credo, perché prima un vigoroso soffio d'aria, intatto, la spinse in su, poi, sminuito, l'abbandonò a se stessa o, anche perché il suo peso la vinse, la nube si estenuava in un ampio ombrello: a tratti riluceva d'immacolato biancore, a tratti appariva sporca, screziata di macchie secondo il prevalere della cenere o della terra che aveva sollevato con sé.

[dalla prima lettera di Plinio il Giovane a Tacito]

venerdì 29 maggio 2009

Scongiuro d'Italia

Il Giro d'Italia è arrivato sul Vesuvio. Come nel '90. E la maglia rosa d'allora, Gianni Bugno, ha raccontato le sue impressioni alla Gazzetta:
Quel 20 maggio 1990 è rimasta l'unica volta in cui Bugno è salito sul Vesuvio in bici: "Ci sono passato in macchina: sotto e accanto. E l'ho sorvolato in elicottero: vicino e lontano. Fa impressione, il Vesuvio. E' vulcano e allo stesso tempo montagna. E' lava e roccia. E' un gigante che dorme, ma che all'improvviso si può svegliare [azz]. E' una bomba a orologeria: scoppierà, ma nessuno sa quando [eddalle]. L'Etna sembra violento e rancoroso, il Vesuvio docile e silenzioso. Invece accumula, accumula, accumula, poi esploderà".

sabato 9 maggio 2009

Se un manichino è una tentazione

Se un'azienda produce cucine, si farà pubblicità mostrando le sue cucine. Se una ditta vende orologi, si farà pubblicità mostrando i suoi orologi. Non sempre. Se un'azienda produce un amaro, a volte si fa pubblicità mostrando un veterinario. L'alternativa ai veterinari è in genere un corpo di donna.
Per esempio. Capita che una compagnia di navigazione, faccia pubblicità a una nuova rotta mostrando dei seni nudi. Come Ttt Lines un annetto fa per il collegamento Napoli-Catania. Se non ricordo male, lo slogan era una cosa tipo Il Vesuvio e l'Etna non sono mai stati così vicini. Vulcani, faraglioni, seni di donna, capito no? Ci sono dei creativi in giro.


Peraltro, proprio in queste ore, Ttt Lines ci riprova - sempre a Napoli - con uno spartito simile. Mostra le sue navi, un po' di signorine di spalle e la butta lì: abbiamo le poppe più famose d'Italia. Loro. I creativi.
Bon (dissi atteggiandomi a Baricco): il punto non è questo. La cosa c'entra: ma il punto non è esattamente questo. Se un'azienda produce auto, si farà pubblicità mostrando le sue auto. Ma se un'azienda produce manichini, cosa deve mostrare?
Scartando l'idea di mostrare impropriamente una donna nuda, alla ditta Geg Centovetrine di San Giuseppe Vesuviano pensavano che in quanto produttori di manichini, avrebbero dovuto farsi pubblicità mostrando il loro prodotto. Dei manichini. E l'hanno fatto. Così:














Guardatelo di nuovo.















Problemi? Pare di sì.
Sarebbe stato meglio scegliere i seni o le poppe della Ttt Lines. Non se ne sarebbe accorto nessuno. Invece sono finiti nella rete delle sensibilità ferite. Come successe a febbraio per il caso dei cartelloni pubblicitari della Relish (qui il dibattito dell'epoca via decidiamoinsieme)...





... o a fine marzo per "Sacred Love", l'opera di Sebastiano Deva esposta al Pan: un crocefisso avvolto in un condom...


... che il sindaco Iervolino ordinò di rimuovere, con tutto quello che ne venne dopo.
Adesso siamo a tre. Rimossi pure i manichini. Volete sapere perché?
Il caso nasce da alcune telefonate alla curia. Di chi, non si sa. La curia si fa sentire.

L’immagine richiama esplici­tamente ai bambini e può es­sere un chiaro invito alla pe­dofilia [dice don Gaetano Romano, direttore Caritas diocesana di Napoli]
Eeeh? Pedofilia? Con dei manichini? Aspetta, aspetta. Approfondisco. Voglio leggere altro.

Mi chiedo per­ché non rifarsi ad immagi­ni di natura: laghi, fiumi, di­stese di praterie come si fa­ceva una volta che induco­no a pensieri più elevati e più puliti?
Personalmente non mi sento proprio indotto a pensieri né bassi né torbidi da quattro o cinque manichini. Non so voi.
Perché bisognerebbe fare pubblicità a un'azienda che produce manichini con immagini di laghi, fiumi e distese di praterie? Quando nei laghi, nei fiumi e nelle distese di praterie della Campania scaricavano rifiuti tossici, voi la Chiesa l'avete sentita?

E' intervenuta anche lei. La Iervolino.

Proprio per i mi­nori esiste una tutela speciale che obbliga addirittura ad oscurarne il viso in caso di pubblicazioni sulla stam­pa.
Mi dico. Starà forse parlando di Casini. Dei manifesti elettorali di Casini.







No. La Iervolino parlava dei manichini.
So benissimo che si tratta di manichini, ma ciò non toglie che la dignità dei bambini ne risulti offesa.
Ma quale mente può immaginare che un manifesto con quattro o cinque manichini completamente nudi [scrivono in questo articolo che l'effetto è decisamente realistico] [e come devono essere i manichini: vestiti?]; quale mente può credere che tutto ciò può essere un chiaro invito alla pedofilia
E poi: o si tratta di un chiaro invito, o non lo è. Non si adombra una possibilità (col verbo potere) se c'è una certezza (l'aggettivo chiaro).
Non può esserci un chiaro invito. Se può, allora l'invito non è chiaro.
Ma in ogni caso. Quale mente immagina che i manichini...?

Io ora a don Gaetano vorrei chiedere una cosa come gliel'avrebbe chiesta mio padre:
don Gaeta' ... mo' che ci avete messo in testa questa cosa... allora noi a Natale il presepe non lo dobbiamo fare più?











p.s. adesso conviene eliminare dal pc tutti i file delle immagini scaricate per il post. Non si sa mai.

martedì 7 aprile 2009

Un imbecille per amico


Non so giudicare se il terremoto in Abruzzo potesse o no essere previsto. Ma da napoletano che vive seduto sul magma, e con un altro vulcano che mi tiene puntato nel mirino, se ci fosse un ricercatore - un ricercatore, non Maurizio Mosca con il pendolino - che un giorno volesse dirmi che probabilmente sta per succedere qualcosa, sappia che io eviterò di dargli dell'imbecille e mi preoccuperò di utilizzare un pochino le sue previsioni.
Io proprio io. Poi questo governo faccia come crede.