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| L'illustrazione è opera di @a.jack199 |
Sedicesimi di finale: Germania 2014 - Francia 1982/1986
Dove si evince l'immenso potere di una punizione
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A un minuto dalla fine Michel Platini sbuffò e si lasciò cadere. Aveva il gomito avvitato nell'erba, il mento appoggiato al palmo della mano e adesso aspettava che i tedeschi la smettessero di sollevare inutili questioni. Dall'alto del ruolo di campioni in carica, tenevano in ostaggio il pallone e chiedevano di esporre le proprie ragioni a qualcuno che stesse un po’ più su di questo arbitro scelto chissà da chi, un birraio di Gand dalla faccia rossa e i capelli bianchi come la schiuma, convinto d'essere credibile mentre in fiammingo impartiva l'ordine di proseguire, andare avanti, continuare e chiudere la partita come nulla fosse, ché presto o prestissimo quei dieci corvi dagli alberi calati fin sul campo sarebbero volati via lontano: a lui non pareva bizzarro neppure che fossero alti un metro e ottantadue.







