giovedì 22 ottobre 2009

Croce, Gentile, Pareto e la voce

Alberto Asor Rosa scrive al Secolo d'Italia e dice la sua sui motivi che hanno rimpicciolito in Italia una cultura di destra
La mia tesi, com’è noto (com’è noto a quei pochi che mi leggono) è che questa grande cultura di destra, o per assimilazione o per una troppo tardiva contrapposizione, è stata uccisa dal fascismo, che ha reso impossibile a lungo, per qualsiasi intellettuale degno di questo nome, d’esser di destra. Quando si parla di una troppo lunga e, per certi versi, troppo semplice (e semplificata) egemonia della cultura di sinistra dopo la guerra e dopo la Resistenza, spesso si dimentica questo dato storico, preliminare e, come dice, ortativo.
[qui]

Quando spunta la luna a Walterchiari


C'è un canale digitale terrestre, Iris, che sta dedicando in queste mattine un ciclo di film a un attore sottovalutato.
No, bisogna correggersi.
I sottovalutati non esistono, perché se uno è bravo prima o poi il mondo se ne accorge. Esistono semmai i sopravvalutati.
Allora sarebbe meglio dire che Iris dedica un ciclo di film al più bravo fra gli attori meno valorizzati dal cinema italiano.
Walter Chiari.

La declaration of dependence dei Kings of Convenience


Senza girarci intorno, va bene? E' arrivato uno dei 10 cd capolavoro dell'anno. E' dei norvegesi Kings of Convenience e il titolo è Declaration of Dependence, che arriva dopo 5 anni di silenzio. La loro grande capacità, con un suono così fortemente caratterizzato e personale, chitarre e voci, voci e chitarre, senza neppure un colpo di batteria, sta nel non cadere dentro il manierismo. Un pericolo forte, che con qualche pezzo potrebbero correre, ma che allo stesso tempo i Simon and Garfunkel versione anni Zero dimostrano di saper scansare. Se 24/25 avesse un tappeto d'archi, sarebbe non più indimenticabile com'è già, ma perfetta. Boat Behind va sottobraccio a un contrabbasso e ha un riff di violoncello che è come un trapano nella testa. Rule My World è una piccola perla. Scars on Land di grande atmosfera.
Il cd lo sentite sulla loro pagina myspace. Meglio avvertire che i pezzi rendono meglio se ascoltati in cuffia, o quanto meno con un auricolare. Disco del mese: sicuro. Se anche dell'anno si vedrà.

mercoledì 21 ottobre 2009

Ott, Joe Di Maggio e Gegè Di Giacomo

Il terzo episodio della seconda serie di Un Lost al Sole

Ott lasciò nel laboratorio di Liliana Cangiano il suo tomo, e tomo tomo se ne andò. Indossava un jeans che sulla tasca posteriore teneva cucito uno stemma, e per il freddo avvertì l'esigenza di coprirsi la testa con un berretto acquistato in Sicilia. Tirò su la visiera, e s'incamminò per quella che durante il regime fascista a Napoli veniva chiamata via Roma. Vanitoso, sì. Gli piaceva sentire su di sé gli occhi della gente.
L'aria internazionale respirata chez madame Cangianò lo rese consapevole della sua inadeguatezza con le lingue. Se lui si fosse ostinato a parlare il solito inglese incerto, a metà, come avrebbe potuto essere compreso da una donna innamorata? Magari abbracciati al buio, con la luna alta nel cielo, qualche volta a Ott era venuto in mente di sussurrarle Ti amo proprio come l'avrebbe detto Hemingway.
Per tutte queste stravaganze, c'era chi lo rimproverava di assumere atteggiamenti tipici della cultura yankee e di condurre un'esistenza schiava di ciò che decidevano i guru del fashion & style. Ott aveva un punto debole. Si sentiva dannatamente male ogni volta che mandava giù un sorso di un qualunque long drink a base di whisky e soda. Non aveva mai messo da parte la sua vecchia passione per la dance acrobatica, alla quale ora accoppiava lunghissime partite di baseball alla Wii. Gli venne voglia di fumare, e frugandosi in tasca s'accorse di non avere né sigarette né soldi per scendere a comprarne. Recuperò delle monete sottraendole alla borsa di sua madre, sì, vero, era affascinato dal made in Usa, sebbene fosse nato in Italia, ma un po' alla volta cominciava a chiedersi chi glielo facesse fare. E quando giunse alla conclusione che ormai non ci fosse più alcun rimedio, si scosse; come per resettare disse a se stesso, okay, napulita', ed esclamò: diamine, ma questa è Tu vuo' fà l'americano.

Teche
I primi due episodi della seconda stagione >>>
Tutta la prima stagione >>>

Le cover di Barbra e Bublé


Tira aria di cover. Barbra Streisand è uscita a 67 anni con un album di standard (Love Is The Answer, prodotto da Diana Krall) che in America passa per una delle cose migliori del 2009. Quasi contemporaneamente Michael Bublé fa uscire il suo Crazy Love, con un pezzo inedito e alcune riletture alla sua maniera di classici. Tra un po', con un disco che pare si chiami proprio Cover, si aggiungerà anche Joan as Police Woman, 3 candidature 2008 ai Dsc Awards (canzone da ascoltare sul divano, canzone più struggente e interprete femminile). Per non dire dell'adolescente Jessica Brando, che con le cover è diventata il nuovo fenomeno della web-music.

Le spade sono un problema



Dopodomani esce il nuovo film di John Woo, il più incredibile tra i registi contemporanei. Incredibile nel senso che la sua scena tipo è una macchina che si rovescia su stessa, sbatte su un muro, si rimette sulle ruote, attraversa un ponte che sta cadendo, casca in acqua, sprofonda, scala la marcia, risale, accelera sulla banchina, si lancia tra le fiamme, con l'acqua rimasta sulla carrozzeria spegne le fiamme, le attraversa; l'uomo alla guida si sporge e spara al nemico, spara, spara, spara, si ricorda di non aver allacciato la cintura, posa la pistola sul sedile, allaccia la cintura, si guarda allo specchietto, toglie un po' di cenere dalla faccia, schiaccia un brufolo, per riprendere la pistola non s'accorge che c'è un camion di fronte, gli va addosso, anzi dentro, lo sventra, ne esce dalla coda, l'uomo arriva al casello della tangenziale, si accende una sigaretta, frena, ma i freni non rispondono; allora la macchina sfonda la sbarra senza fermarsi al pedaggio; un poliziotto le prende il numero di targa, si lancia all'insguimento per la notifica della multa, e la scena continua così finché il produttore non ricorda a John Woo che la pellicola costa, e lui la pianta.
Ma è un grande. Davvero. Il nuovo film si chiama Red Cliff, che in italiano significa Scogliera Rossa, e in italiano infatti il titolo del film è La Battaglia dei Tre Regni, storia che si svolge nella Cina del 208.

Autobiografie: rossa naturale

Il quinto fascicolo delle più belle autobiografie del web

Il nick RossaNaturale è frutto di un’articolata catena di libere associazioni che, come le barzellette, non ha senso spiegare. Nulla a che vedere col colore dei capelli.
[Rossa Naturale]

martedì 20 ottobre 2009

Il piccolo Elvis

Cosa direi oggi se fossi sindaco di Napoli

Sono molto turbato da quello che è successo al quartiere Sanità. Ma dimenticate la frase che ho appena detto. Cancellatela. Perché non conta nulla e non serve a nessuno. Non posso permettermi di cavarmela così. Nessuno di noi dentro le istituzioni può permetterselo. La storia del piccolo Elvis e di sua madre è uno di quei drammi familiari che privati non sono, e che non possiamo trattare come tale. E' un dramma doppio, triplo, non lo so. Dramma della povertà, dell'immigrazione, della solidarietà. Temi che sono politici, e che la politica non può trattare così, commuovendosi, nascondendo gli occhi dietro lenti scure. Né può fingere di relegarli nell'angolo delle vicende su cui non si ha potere.

Il leghista Cota e Renato Zero


Chi avesse anche solo intravisto ieri sera Portapporta (scritto così per eludere i motori di ricerca), avrà notato che nel firmamento telepolitico è stato lanciato Roberto Cota, capogruppo alla Camera della Lega, faccia da agente di commercio di Montebelluna, diciamo un rappresentante di birre che gira per discount, alberghi e centri commerciali (nel senso che somiglia al mio vicino d'ombrellone di quest'estate). Ma la faccia inganna. In realtà è un apprezzato penalista, un giornalista, e non è di Montebelluna. E' di Novara. Ed è l'uomo che Berlusconi vorrebbe candidare alla presidenza della Regione Piemonte. Perciò si capisce il telelancio.

Autobiografie: livefast

il quarto fascicolo della serie le autobiografie più belle del web

E' nato a Modena il 23 febbraio del 1972 ed ancora non è morto. Come occupazione principale organizza colpi di stato per conto di una multinazionale del tabacco, o almeno questo è quello che racconta, in realtà fa cose molto peggiori. Ha due gatti di nome Sdroo-p e Umulius, ed una macchina di nome Blackhawkdown III. Cloridrato di Sviluppina è il suo terzo ed ultimo
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[Livefast, Cloridrato di Sviluppina]