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sabato 5 giugno 2010

Nasser Hejazi, il portiere dell'Eden

nasser Guardai l'orologio in cima allo stadio e capii che era fatta. Stavamo battendo l'Australia 1-0, i ragazzini si abbracciavano e noi andavamo per la prima volta ai mondiali di calcio. Noi, i persiani che lo scià aveva invitato da una quarantina d'anni a cambiar nome. Andavamo ai Mondiali come iraniani, lo scià voleva che ci sentissimo finalmente una nazione nuova. In tribuna sedeva il principino Reza Ciro, l'erede al trono che i Pahlavi avevano aspettato e aspettato e aspettato.


martedì 23 giugno 2009

Forget Tehran


Di verde c'era solo il campo.

lunedì 22 giugno 2009

Il meraviglioso mondo di Rezai


E' cominciato il torneo di Wimbledon. Tra un po' sul campo numero 12 scende in campo Aravane Rezai, una ragazza francese nata da genitori iraniani. Suo padre Arsalan era un meccanico. Oggi è il suo allenatore. Sua madre, Nouchine, le fa da fisioterapista. Ma Aravane preferisce che loro non vedano le partite. Nel 2001 e nel 2005 Aravane Rezai ha vinto la medaglia d'oro Giochi islamici femminili. Non ha tagliato le sue radici. Ha la doppia nazionalità. Dalla sua scheda sul sito Wta: il cibo preferito è il kebab, ama la poesia persiana, il suo giocatore preferito è Agassi.
Fino a poco fa, la famiglia Rezai viaggiava e dormiva a bordo di un pullmino perché non potevano permettersi aerei né hotel. L'avversaria di oggi è la giapponese Ayumi Morita.

mercoledì 17 giugno 2009

I calciatori stanno con Mousavi

Quelli che aspettavano un segnale dalla loro nazionale, l'hanno avuto.
Alcuni calciatori dell'Iran sono scesi in campo contro la Corea con i polsini verdi, il colore della protesta contro Ahmadinejad. Gli iraniani hanno messo le foto su Twitter [le trovate qui] perché la partita è in diretta sulla loro tv, e hanno poi raccontato che nell'intervallo i calciatori sono stati costretti a toglierli. C'è uno (sexgenderbody) che scrive che al ritorno li arrestano:
Revolutionary Guard will probably arrest Iranian football team for wearing green and & creating tension". #iranelection



La partita è finita 1-1. L'Iran era avanti. S'è fatto prendere a 9 minuti dalla fine. Ora deve vedere come finisce Corea del nord-Arabia. Se quelle due pareggiano è finita. Ma c'è un filo di speranza per il ripescaggio ai playoff.

L'Iran e lo specchio del calcio


Mentre Tehran vive i giorni che vive, la nazionale di calcio dell'Iran gioca oggi la partita decisiva per la sua qualificazione al Mondiale. Attenzione: non è un incastro da poco. Anche il calcio è controllato dal governo.
L'Iran gioca a Seul, in casa della Corea del sud (già qualificata). Se l'Iran perde è fuori. Se pareggia quasi. Se vince, ce la fa con un pareggio in contemporanea fra Corea del nord e Arabia nel loro scontro diretto, partita che la Fifa stavolta stranamente non fa giocare in concomitanza, ma qualche ora dopo. In ogni caso una vittoria vale per l'Iran l'opportunità di sperare nei playoff. Vero è pure che la Corea del sud non si dannerà per battere chi può lasciare fuori dal mondiale la Corea del nord.