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sabato 17 ottobre 2015

Non ci sono domande che non si possono fare

Armstrong in casa sua
Armstrong in casa sua
Come ha potuto un uomo ammalarsi di cancro, guarire e diventare il ciclista più forte, il più grande di sempre al Tour de France vincendone addirittura sette. Come ha fatto a essere santo per il proprio sostegno alla ricerca contro i tumori e allo stesso tempo peccatore, lui che il sostegno per sé lo succhiava dalla chimica, sparandosi in vena prodotti sofisticati per cambiare il fisico, stravolgere la natura e andare più forte degli altri. Questa è la storia di una favola sintetica, di una bugia a cui era bello credere e dei suoi frantumi: la trasformazione di Lance Armstrong da icona a diavolo. Sembrava seta ed era viscosa. "The Program", regia di Stephen Frears, racconta gli anni del dominio del texano sulle strade di Francia e delle sue pratiche proibite, il suo piano di elusione dei controlli, l'impasto di protervia opportunismo e complicità grazie al quale poteva affermare: "Sono pulito, non sono mai stato trovato positivo all'antidoping".

venerdì 16 ottobre 2009

Come sarà il prossimo Tour


Idefix sollecita, e allora guardiamo che Tour de France sarà. Se non ve ne frega, saltate.
Il tracciato 2010 è sicuramente più bello che nel 2009. Non ci voleva molto. L'ultimo Tour è stato di una noia mortale per colpa della cronometro a squadre, che non solo incide sulla classifica (uno come Evans era già sotto di 2'45" prima che arrivassero le montagne, e Menchov di 2'20"), ma pure sulla strategia di corsa.
Perché? Se una squadra come quella di Armstrong può tenere 5 uomini nei primi 10 posti vincendo la cronosquadre, ovviamente controllerà l'andamento della corsa. In una qualunque tappa successiva può mandare in fuga il quinto dei 5 e far spremere gli avversari, tenendo freschi al riparo gli altri quattro, e così via. Non è un caso che i primi 9 della classifica finale del 2009, fossero tutti ciclisti di squadre arrivate tra le prime 5 della crono, e tutte raccolte in 59 secondi.

mercoledì 8 luglio 2009

Tres Joly


Tutti conoscono la favola di Lance e di Livestrong. Armstrong è tornato al Tour de France dopo aver lasciato il ciclismo per qualche anno. Lo fa per promuovere la lotta al cancro e pensa di poter arrivare tra i primi 5. Ha il numero 22 che nella smorfia significa il pazzo, e in realtà un po' di follia c'è.
Tutti conoscono la favola di Lance, meno quella di Sebastien Joly, francese, nato non molto lontano dal Piemonte, 30 anni compiuti pochi giorni fa. Joly è un'ex grande speranza del ciclismo francese. Dieci anni fa vince la Parigi-Roubaix dei giovani e una tappa del Tour dell'Avvenire. Fa una carriera onesta, ma sotto le attese. Poi nel giorno del suo ventottesimo compleanno, dopo aver vinto una corsa che si chiama Parigi-Camembert, gli portano la diagnosi di certi accertamenti. Cancro ai testicoli.

sabato 4 luglio 2009

Il mirino e Armstrong


Fra qualche ora comincia il Tour de France. C'è uno che conosco che non vedeva l'ora, perché dice che il ciclismo in tv gli fa fare mezz'ora di sonno al pomeriggio.
E' il Tour del ritorno di Lance Armstrong. Giusto per scaldare un poco il clima e per riprendere certi sospetti antichi, il ministro dello sport francese ha detto
Les contrôles se multiplieront et je dis à Lance Armstrong qu'il sera particulièrement, particulièrement, particulièrement surveillé.
Non mi sta simpatico, Armstrong. Spero che non vinca. E sono sicuro - questo è un pregiudizio - che farà di tutto perché perda il suo compagno di squadra, lo spagnolo Contador. Ma è tipico dello star-media system che a un uomo spuntino prima l'aureola (con la bella favola del Livestrong) e poi le corna.
Ora. Se hanno le prove, lo tengano fuori dalla corsa. Se hanno un sospetto, lo dichiarino persona non gradita. Come pure con altri hanno fatto. Ma così che senso ha?

sabato 16 maggio 2009

"Presto, cancelliamolo, non se ne accorge nessuno"


Kanstantin Siutsou è un ciclista bielorusso di 27 anni. Oggi ha vinto la tappa del Giro d'Italia che arrivava a Bergamo con un'azione su cui il telecronista Auro Bulbarelli non scommetteva un copeco. Be' se fosse un Cancellara allora sì...
Cinque anni fa a Verona arrivò primo al campionato mondiale giovanile - Siutsou, non Bulbarelli - e alla fine disse che gli italiani gli avevano offerto dei soldi perché lasciasse vincere uno di loro. L'anno scorso invece vinse una tappa del Tour of Georgia. All'arrivo si scusò coi cronisti americani: perdonate il mio inglese. E quelli gli risposero: ma figurati, neppure noi sappiamo pronunciare il tuo cognome...
A proposito di Giro. Qualcuno ha segnalato certe falle al Comune di Napoli nella lista dei 60 nomi tra cui votare i ciclisti a cui vanno intitolati 30 viali della villa. Ma le magagne non sono finite. Hanno inserito Saronni che all'inizio non c'era. Hanno aggiunto pure lo spagnolo Contador (ma non Armstrong). Solo che la lista non è diventata di 62. E' ancora di 60. E' chiaro che hanno eliminato qualcuno a concorso già partito. E chi hanno eliminato?
Ho cercato in rete la versione precedente per dei raffronti. Complicato. Ho fatto uno sforzo di memoria e... Uno è Davide Rebellin, beccato dall'antidoping poche ore dopo che il Comune aveva fatto partire il concorso.
Me lo immagino il panico a palazzo san Giacomo.
E mo' che si fa?

martedì 20 gennaio 2009

Lo stile è il suo


Centoventesimo nella prima tappa del Tour Down Under, la prima corsa vera della stagione 2009 di ciclismo. Giusto per vedere la gamba come va. Ma insomma, Lance Armstrong è tornato.