giovedì 17 dicembre 2009

Ti odio e poi ti amo poi ti odio e poi ti amo


Farefuturo web magazine, l'organo d'informazione online della fondazione di cui è segretario Fini, si fa due conti sulle campagne d'odio e vola col pensiero a Feltri e Il Giornale.
Un giornale che, tra l’altro, si è auto-investito di questa rappresentatività. Un giornale il cui direttore, un po’ come San Pietro, si ritiene il custode delle chiavi del Regno (tu entri e tu esci dal Pdl…), e il depositario della Dottrina. Un giornale che, con questa impostazione, non può non invitare allo scontro, con toni da Crociata o da Inquisizione. Un giornale che difende la Lega un giorno sì e l’altro pure, che intervista un’esagitata come Daniela Santanché almeno una volta al mese, quasi che con il suo movimento dello zero virgola possa essere considerata rappresentativa della linea di un grande partito. Un giornale che si diletta nella caccia all’untore, nella delazione del presunto traditore, nella scomunica e – quando serve – nel rogo mediatico degli eretici, o degli “scomodi”. Un giornale che troppo spesso, dal caso Boffo al caso Mussolini, si nutre di insinuazioni e di personalizzazioni.
Un meccanismo che rischia di andare fuori controllo. Una scheggia impazzita. Pagine piene di livore, in questo momento, sono inutili e dannose, per il paese.

1 commento:

elena petulia ha detto...

Io concordo però.
Il Giornale è un ricatto istituzionalizzato,un'arma letale di governo vestita da signore con tanto di giacca sigaro e occhiali, indegna di una democrazia.