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giovedì 11 agosto 2016

I centesimi di Federica Pellegrini

Provate a dire a voce alta la parola "cinquemila".
Cinquemila.
È passato un secondo.
Prendete questa briciola di tempo e dividetela a metà. È lo spazio che passa tra la Federica Pellegrini di Rio e quella che avremmo voluto vedere: la Federica di giugno che al Sette Colli di Roma aveva nuotato 200 metri da medaglia olimpica.

martedì 4 agosto 2009

Moussambani, elogio della lentezza

Nel gran bordello di costumi super veloci e di record mondiali, sarebbe stato bello invitare a Roma il nuotatore più lento della storia, Eric Moussambani, della Guinea Equatoriale, che col suo costumetto da mare partecipò alle Olimpiadi di Sydney nei 100 stile libero. Era un ex giocatore di pallavolo che non aveva mai visto una piscina da 50 metri prima della gara: si allenava in una da 22 metri in un albergo del suo Paese. Impiegò il doppio del tempo degli altri. Dovette nuotare da solo, perché i due avversari della sua batteria furono squalificati per falsa partenza. Nella vasca di ritorno sembrò sul punto di annegare: si racconta che i giudici fossero sul punto di tuffarsi per salvarlo. La sua gara è qui sotto.

sabato 25 luglio 2009

La gara dei Tarzan


Dopo i tuffi, singoli e in coppia; dopo piroette, ballettini, apnee e sincronizzazioni varie; dopo partite di pallanuoto in cui scopro che la favorita si chiama Montenegro e la Russia non c'è (ai Mondiali non c'è la Russiaaaaaaa? Ma cosa mi sono perso in questi anni?); dopo chilometri di bracciate in mare a Ostia, fra meduse, alghe tossiche e schiume; domani ai mondiali di nuoto cominciano i mondiali di nuoto. Finalmente.
E' il giorno dei 400 stile libero. Maschili e femminili. E' la gara di Massimiliano Rosolino, che non immagino più ai livelli di 9 anni fa, ed è la gara di Federica Pellegrini. E' anche la gara di Clarence Linden Buster Crabbe, un ragazzone californiano che nel '32 vinse l'Olimpiade e tolse il record del mondo a Johnny Weissmuller, che nel frattempo era diventato Tarzan al cinema. Poi Buster gli tolse anche quello. Il ruolo di Tarzan. Veramente lo interpretò una volta sola. Ma nessuno è stato sia Tarzan, sia Busk Rogers, sia Flash Gordon, tutt'e tre gli eroi anni '30. Ebbe il ruolo di Flash Gordon senza volerlo. Era un passionato del fumetto e si presentò sul provino per vedere chi avrebbero scelto. Il produttore lo riconobbe e gli diede la parte. E successivamente al cinema fu anche Billy the Kid e Wyatt Earp.
Il bello è che nel '46 il mio amico Buster si ritrovò nello stesso film di Weissmuller. Tale Swamp Fire. La sceneggiatura prevedeva una grande battaglia finale nell'acqua. E prevedeva la vittoria di Johnny, che un giorno raccontò: "L'acqua era di 54 gradi. Uscimmo che eravamo blu".
Altro che 400 metri stile libero.

domenica 19 luglio 2009

Esther williams e mia sorella


Ha rivinto la Russia, che non perde una medaglia d'oro dal '98. La cosa più sorprendente della finale del nuoto sincronizzato, oggi, è stato misurare quanto le ragazze della Nazionale brasiliana (penultime) fossero distanti dall'idea che uno può avere di una ragazza brasiliana. Anche perché ricordavo la squadra di duo ai Giochi di Pechino, le sorelle Bia e Bianca Feres.
Poi viene lo stupore per la differenza tra la musica adoperata nel nuoto sincronizzato e quella scelta dai pattinatori. Su ghiaccio scivolano tra i pentagrammi della musica classica, in acqua nuotano tra sonorità dei Balcani. Dev'essere una cosa legata ai passaggi di stato. Però non ho capito se sono Bregovic e Kusturica che si solidificano in Schubert e Brahms, o se sono Schubert e Kusturica Brahms che si fondono in Bregovic e Kusturica. Una cosa non credo escluda l'altra. E comunque.

venerdì 17 luglio 2009

Un pozzo chiamato Qin Kai


In Kenya, o forse in Tanzania, ci sarà un pozzo d'acqua chiamato Qin Kai.
Qin Kai è un ragazzo di 23 anni di Xian, una città cinese che è gemellata con Pompei. E' uno scazzuppulillo di un metro e 68. Di lui dicono che gli piaccia guardare in tv le partite di calcio e di basket. Un tifoso dei Lakers e di Kobe. E poi gli piace il karaoke.
Non c'entra. Qin Kai è il campione del mondo dal trampolino di un metro. Il primo dei 65 che verranno fuori da Roma '09, il campionato mondiale di nuoto, tuffi e pallanuoto cominciato oggi. Gli organizzatori hanno raggiunto un accordo con Amref per finanziare la realizzazione di 65 pozzi d'acqua in Africa, e ogni pozzo prenderà il nome di un campione.
Si comincia con Qin Kai. Per aiutare si va qui. I mondiali finiscono il 2 agosto. In streaming li vedete qui. Il sito di Roma '09 è qui.

venerdì 3 aprile 2009

Vespa gliel'avrebbe chiesto?


Per la sua rubrica di interviste 10 Questions, Time ha chiesto ai lettori di spedire qualche domanda da porre a Dara Torres. Dara Torres è la prima nuotatrice nella storia dello sport americano ad aver partecipato 5 volte a un'Olimpiade. Ha vinto 12 medaglie, 4 d'oro, e ne ha persa una tredicesima l'estate scorsa a Pechino per un centesimo di secondo. Ha 42 anni, il suo primo record lo fece che ne aveva 15 e sta per uscire il suo libro Age Is Just a Number.
Tutto questo per dire che il signor Jon, da Providence, alla domanda numero 6 le fa: che tipo di steroidi le hanno consentito di battere tutti questi record?
[foto]

lunedì 7 luglio 2008

Mattia Aversa

La prima volta che l'hanno gettato in acqua neppure se la ricorda. «L'ho ricostruito da certe foto in casa mia. Ero proprio un bimbetto. Con una cuffietta di cotone in testa e lo stemma della Federazione». Il piccolo Mattia d'allora, adesso, ha il tempo per andare all'Olimpiade. Duecento metri dorso. La cuffietta di cotone nella foto era di papà Giuseppe, istruttore di nuoto, o forse dello zio, Mattia anche lui, quarto ai Mondiali '73 con la nazionale di pallanuoto. Eppure, quella di Aversa non è la storia di un predestinato. Lungo la strada per Pechino c'è la fatica, l'addio agli amici di Mergellina, un sofferto trasferimento a Roma. Il segno dei sacrifici è su una mano. Una cicatrice tra le nocche delle dita. Il giorno che non lo portarono ai Mondiali, spaccò una porta a pugni. La voglia di rivincita e la rincorsa verso i Giochi del prossimo agosto, cominciano quella volta lì.

lunedì 26 luglio 2004

Massimiliano Rosolino


Questa è la storia di un bambino obeso che si trasforma in una stella. «Avevo sei anni quando arrivai a Napoli. Non capivo il dialetto e mi fregarono subito la bicicletta». Gli altri scugnizzi inghiottivano merendine, lui doveva andare a frutta e carote per dimagrire. Aveva messo un po' di chili dall'altra parte del mondo: mamma Carolyne, australiana di Montrose, quaranta minuti di macchina da Melbourne, aveva conosciuto papà Salvatore in crociera sull'Achille Lauro, e l'aveva sposato. «Sono diventato una loro miscela perfetta. La simpatia e il piacere d'improvvisare sono quelli di papà, l'ironia l'ho presa da mamma. Sono mezzo australiano, ma ho scoperto che noi napoletani sappiamo campare meglio di tanti altri».