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sabato 16 gennaio 2010

Ci siamo fumati Garcia Màrquez

Poiché non bastava il fatto che a uccidere il consigliere comunale Tommasino del Pd a Castellammare fosse uno iscritto al suo stesso partito, adesso viene fuori che un professionista della città - coinvolto nella carambola delle macchine avvenuta durante gli spari in strada - per farsi pagare i danni dovrebbe rivolgersi all'assicurazione dell'assassinato oppure a quella del killer.

giovedì 2 aprile 2009

La Juve Stabia in mutande

DI NUOVO vestiti. «La punizione degli ultrà? La accettiamo». Lasciati prima in mutande e poi in canottiera, i calciatori della Juve Stabia minimizzano. Non la polizia. La "punizione" inflitta dagli ultrà è finita. I calciatori della Juve Stabia sono tornati ad allenarsi con tute e pantaloncini gialloblù, dopo essere stati costretti a rimanere in slip domenica notte al rientro da Pistoia, con la sesta sconfitta di fila alle spalle; poi in canottiera allo stadio nella seduta defatigante di lunedì. Minimizzano tutti, in casa Juve Stabia. Tutti tranne 4 calciatori. Quelli che non ci sono. In 4 sono scomparsi da un giorno all'altro. Impauriti. La società spiega che Biancolino e Grieco mancano per «motivi fisici», ma che Cristea e Gelardi «hanno disertato senza autorizzazione». Disertato.

sabato 7 febbraio 2009

Il guado di Castellammare


Il sogno è in tre lettere. Dos. Documento di orientamento strategico. Tutto quello che Castellammare vuole diventare si trova lì, fra i grandi progetti che aspettano fondi europei e regionali. La Reggia e il museo archeologico, la costa e le terme. Un sogno in tre lettere e un incubo con 13 proiettili. Un sogno di tre lettere, e ora una psicosi giudiziaria. Quando piove, a Castellammare le onde portano i rifiuti sulla costa. Cresce l'erba, sull'arenile. Tre torrenti che scendono dai monti Lattari trascinano come scarichi fognari i liquami di Pimonte, Agerola, Casola, Lettere, Gragnano. Il generale Iucci, commissario straordinario per il bacino del Sarno, sa che non basta bonificare il fiume per restituire il mare alla città. Ci sono sempre quei tre torrenti.

venerdì 6 febbraio 2009

Il dolore di Nicola Corrado

Non ne aveva parlato mai. «A 18 anni la camorra mi ha portato via mio padre. Io, la camorra, la odio». Nicola Corrado, vice sindaco dimissionario di Castellammare, rifà i conti con la sua ossessione ora che i killer sono tornati a sparare in città. Tredici proiettili. Un'altra famiglia straziata, un incubo che torna per Castellammare e un dramma personale che riaffiora. Nicola Corrado, ex vicesindaco, porta da seimila giorni lo stesso distintivo sulla giacca. Contro i clan. La camorra, 17 anni fa, gli uccise il padre, Sebastiano, consigliere comunale dell'allora Pds. Ne parla con gli occhi rossi e la voce bassa, adesso che gli incubi ritornano nello stesso municipio e dentro di lui. «Sto rivivendo quel dolore. Come se accadesse tutto di nuovo. Sono smarrito. Come allora. Un'altra volta».