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giovedì 24 gennaio 2013

Il cinematografo di Ciccio e Peppuccio

Alla fine, quando di pagine non ce sono più, rimane una parola sola. Peccato. Peccato che sia concluso il colloquio tra Francesco Rosi e Giuseppe Tornatore (alla Hitchcock-Truffaut), peccato che Francesco Rosi abbia smesso di fare film. Peccato che tanti dei progetti di cui parla nel libro "Io lo chiamo cinematografo" siano rimasti incompiuti. Ci siamo persi non so se dei capolavori, certamente  altri momenti di discussione. Li ha persi soprattutto l'Italia, che negli anni '60 si fermava a dibattere sui grandi temi sollevati dal regista; addirittura dopo i suoi film nascevano commissioni d'inchiesta in Parlamento.
 "Il cinematografo è troppo serio per essere solo uno spettacolo".

domenica 18 ottobre 2009

Baarìa, dal nostro inviato buildo

Buildo esiste. Ha visto Baarìa e ne parla in cortile


Poltroncine di velluto scarlatto di foggia dozzinale, ma fanno ancora la loro figura. Cinema vomerese. La sala ha la forma del vagone di un Eurostar. Stretta, tutta protesa su uno schermo che, lo ammetto, ha ancora alcuni pollici in più del mio plasma nel salone. Qualche pelliccia ripiegata testimonia il primo freddo d'ottobre e redditi che sanno sopravvivere alle stime di Trichet.