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domenica 6 settembre 2015
Il papà di Mazinga e Goldrake
1982. “Dietro il nostro rancore di genitori, di nonni, di zii costretti a spendere soldi, rabbia e inutili prediche per limitare l’invasione della fantasia infantile c’è, inconfessabile, il senso di un’ammirata sconfitta. Si chiama Go Nagai, il nostro avversario, e la sua matita sta alla cartoonistica giapponese come la Dormello Olgiata sta al purosangue: dal suo centro di produzione sono usciti i Nearco, i Tenerani, i Ribot che hanno galoppato nei cieli delle televisioni di mezzo mondo, dall’Indonesia alla Francia, dalle Filippine all’Italia. Per milioni di uomini e donne, domani le immagini ricordo dell’infanzia saranno queste, non D’Artagnan e Zane Grey, e neppure Tex Willer o Mandrake”.
Così scrisse Vittorio Zucconi nel giorno in cui ebbe davanti a sé il papà di Mazinga, Goldrake e Jeeg robot. In Italia tutto era cominciato quattro anni prima, su Rete 2, intorno alle sette di sera, più o meno nella stessa fascia oraria in cui Rete 1 aveva abituato il pubblico alle rassicuranti storie di Fonzie o della famiglia Bradford.
martedì 16 febbraio 2010
Sanremo anni '70
In principio in casa mia si chiamava 'o festivàl. E quando c'era 'o festivàl, c'erano i mangiadischi arancioni. Non avevamo il televisore a colori e nemmeno c'erano i telecomandi. Anni '70.
Otto canzoni di Sanremo da ricordare.
José Feliciano, Che sarà (1971)
La prima immagine sanremese nella memoria. Quegli occhialoni neri. E il primo grande dubbio: perché José prima canta: so far tutto, e subito dopo aggiunge: forse niente? Se sai fare tutto, pensa un bimbo, come puoi avere il sospetto di non saper fare niente? Crescendo si impara.
Lucio Dalla, 4 marzo 1943 (1971)
Dalle nebbie che avvolgevano il cinquenne che ero, emergeva un dilemma su tutti: agli occhi della gente del porto, cosa c'era davvero di male nel giocare a carte e bere vino? Lo faceva anche mio nonno al bar Galano, quartiere Fuorigrotta. Poi avrei scoperto il significato della parola: censura.
Otto canzoni di Sanremo da ricordare.
José Feliciano, Che sarà (1971)
La prima immagine sanremese nella memoria. Quegli occhialoni neri. E il primo grande dubbio: perché José prima canta: so far tutto, e subito dopo aggiunge: forse niente? Se sai fare tutto, pensa un bimbo, come puoi avere il sospetto di non saper fare niente? Crescendo si impara.
Lucio Dalla, 4 marzo 1943 (1971)
Dalle nebbie che avvolgevano il cinquenne che ero, emergeva un dilemma su tutti: agli occhi della gente del porto, cosa c'era davvero di male nel giocare a carte e bere vino? Lo faceva anche mio nonno al bar Galano, quartiere Fuorigrotta. Poi avrei scoperto il significato della parola: censura.
sabato 18 luglio 2009
mercoledì 24 giugno 2009
Qualcuno era comunista

Bambini, bambini, in fila che sta arrivando il sindaco Valenzi,
maestra Tonino spinge,
viene a mettere la prima pietra della scuola nuova,
maestra e lo fate finire,
avrete un campetto di pallavolo e ci saranno i riscaldamenti così non sentirete più freddo d'inverno,
signorina posso andare in camerino,
sì ma fai presto che il sindaco sta arrivando,
signorina e chi mi mantiene la porta,
che poi la prima pietra significa che il sindaco infila un mattone sotto terra, come hanno fatto con la metropolitana, e dentro il mattone infila una piccola pergamena che porta la data di oggi, voi la parola pergamena la conoscete, ne abbiamo parlato l'altro giorno in classe,
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