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venerdì 14 maggio 2010

Eravamo io, Cassius Clay, Ezra Pound, Mario e Pippo Santonastaso

Le dediche sono obbligatorie. Che fai: regali un libro senza dedica? No, che non si può. Figurarsi quelli che i libri li scrivono. Nelle dediche passa un frammento della loro vita. A volte è solo un nome. Tanto che a volte quel nome mette a disagio. Sembra che sbirciamo. Celine dedicò il suo Viaggio al termine della notte a una donna. Doveva finire lì. Invece no. Noi oggi sappiamo che per lui fu una donna importante. Forse voleva che si sapesse, forse no. Dice: ma allora perché ha messo il nome di lei lì? Magari era una cosa loro, siamo noi che abbiamo scavato. E abbiamo scoperto. Non mette a disagio? Almeno un po'. Ammettiamolo.