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domenica 31 luglio 2016

L'assassinio di un immortale

Molti papà dei commissari che affollano le librerie sentono di avere un linguaggio comune: il noir europeo è un gigantesco circolo dai tratti collettivi. E poi c'è Petros Markaris, ottant'anni il prossimo Capodanno, capace di far convivere dentro le stesse pagine un prete ortodosso, Adolf Hitler e la sua creatura più celebre, l'investigatore Kostas Charitos. L'ultimo libro pubblicato in Italia dallo scrittore turco di nascita, armeno per parte di padre e greco d'adozione — la raccolta di racconti L'assassinio di un immortale (La Nave di Teseo) — ne conferma l'unicità. Traduttore di Goethe e Brecht, Markaris è un collettore di frammenti, ma dentro le schegge di realtà che assembla c'è un'offerta di verità, un'ipotesi.

sabato 12 giugno 2010

Gli scrittori dei mondiali: Corea del sud-Grecia

Era lo stesso modo in cui avrebbe potuto colpire un pallone: mio figlio si alzò in aria un pochino prima di ricadere sul pavimento, a pochi passi da me.
[Hwang Sok-Yong, L'ospite]

E certo non c'è gloria maggiore per l'uomo, fino a che vive, di quella che si procura con le mani e coi piedi.
[Omero, Odissea]