Visualizzazione post con etichetta genova. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta genova. Mostra tutti i post

domenica 10 maggio 2015

Fede e piaggeria, le biciclette di Genova

Se nasci a Genova, ti fai le gambe. "Per arrivare a casa mia, al Righi, c'erano tre chilometri tutti in salita", raccontava Luigi Zimbro, uno dei gregari di Fausto Coppi. Per questo quando la strada strappava lui andava più forte di tanti altri. Nasci in una città in salita e hai davanti due ipotesi. O lasci perdere la bici o con la bici ti metti a domare la strada.
Lungo la circonvallazione a Monte, dopo il tratto fra il castello D'Albertis e piazza Manin, la pendenza diventa più vera. Ti lasci alle spalle i parchi di villa Gruber e punti lo sguardo verso la Genova bene, le villette della borghesia.

domenica 9 marzo 2014

I 40 anni di musica di Angelo Branduardi


Le canzoni italiane erano fatte d'acqua azzurra, acqua chiara e piccoli grandi amori. Oppure avevano locomotive in fiamme e il profilo di Saigon, avevano zingari felici. Finché è arrivato Branduardi, di nome Angelo, flauto dolce e violino, uno che vestiva di musica le parole di Esenin, citava Calvino e si ispirava a Musil. Bum. Sono quarant'anni che è qui, a vivere la sua scena come un'anomalia, "non per provocazione, non per scelta, è stata questa musica a venire da me".

sabato 4 settembre 2010

Dai diamanti non nasce niente

Cercate un'indicazione. Cercatela pure. Non c'è. Nella zona del porto di Genova non c'è freccia e non c'è traccia che porti i vostri passi verso la via del Campo di De André. Ci si arriva solo con una cartina, e fortemente volendolo.
Ora. E' probabile che De André avesse piacere che la strada della sua graziosa dagli occhi grandi color di foglia rimanesse per sempre così. E infatti via del Campo è rimasta fedele all'originale. Ma non c'è un segnale né un'indicazione che guidi lì i turisti. I muri sono imbrattati da Genoa merda di qua e Samp merda di là. C'è una targa bruttina, un graffito tracciato da una mano volontaria (foto), e per fortuna che parlano di lui i trans e gli illusi che passano di là.
In questo mi ha ricordato Napoli e vico san Liborio, il basso in cui Eduardo nel '46 ambientò Filumena Marturano. Il vico è lì, gli abitanti sono tuttora convinti che Filumena sia esistita, ma non c'è una targa, né una finestra, né un portone.
E poi andiamo a Verona a vedere il balcone di Giulietta.

venerdì 4 giugno 2010

L'aereo più pazzo del mondo

Il ministro che si dimise due volte, Claudio Scajola, è di Imperia. Quando nel 2002 fu chiamato al Viminale, si trovò al cospetto del grave disagio di dover raggiungere in macchina l'aeroporto di Genova per volare su Roma. Bel casino. Per fortuna che a 33 chilometri da Imperia esiste il piccolo scalo di Albenga, e il caso volle che proprio in quei giorni l'Alitalia - all'epoca ancora di proprietà pubblica - avvertisse l'esigenza commerciale di istituire un volo diretto Albenga-Roma Fiumicino. Un uomo fortunato. Gli fanno sempre regali. Poi successe quel che successe. Scajola disse quel che disse di Marco Biagi, dovette lasciare il ministero dell'Interno e capitò che pure il volo Albenga-Roma, improvvisamente, non fosse più necessario. Cancellato. Del resto aveva il coefficiente di riempimento più basso.
Il tempo passa, la memoria svanisce, gli uomini perdonano, i ministri tornano. L'anno dopo Scajola è di nuovo al governo come ministro del Programma, e uffa, di nuovo deve arrivare fino a Genova per l'aereo. Caso vuole che proprio in quei giorni nasca di nuovo un volo con un Atr da Albenga a Roma, un regalo dietro l'altro. Volo che viene cancellato nel maggio 2006. Quando cioé Prodi vince le elezioni e Scajola perde l'incarico.
Oh, mo' che succede. Nel 2008 Berlusconi torna al governo e si porta di nuovo Scajola. Il quale, com'è come non è, si trova un'altra volta con lo stesso fastidio. Arrivare a Genova per prendere l'aereo. Meno male che l'aeroporto di Albenga dispone le cose affinché il vecchio Albenga-Fiumicino torni nei cieli a inizio giugno. A inizio giugno ci siamo. Il fatto è che non c'è più Scajola. Dal 4 maggio non è più ministro. Ora uno si domanda: e il volo? Dai che lo sapete

mercoledì 3 febbraio 2010

Oppure fai passare i tram sulle strisce pedonali

Per combattere lo smog, sebbene il nesso sia misterioso, ci sono città che pensano di aprire le corsie preferenziali a scooter e motorini, anziché bloccare scooter e motorini vecchi di decenni.
Roma è pronta e Genova sperimenta. Quando bastava farsi un giro in emeroteca.

giovedì 16 luglio 2009

"Arrivano i nostri, ma sono i nostri davvero?"

Tirando le fila dopo la sentenza sull'omicidio di Sandri e ragionando sui delitti degli uomini in divisa.

Poi ci sono i fatti del G8 di Genova del 2001: disastrosa gestione dell'ordine pubblico e non solo per colpa dei black bloc. Un ragazzo morto: Carlo Giuliani. Dice: stava tirando un estintore contro la jeep da dove sparò il carabiniere Placanica. Vero, ma colpisce di più il fatto che avesse vent'anni. Colpisce il fatto che il Defender assaltato passò due volte sul corpo di Giuliani. Colpisce che non gli spararono alle gambe. Dice: l'agente Placanica era sotto choc, c'era un clima di tensione altissima. Ma perché mandare giovani agenti impreparati in quell'inferno? In ogni caso alle forze dell'ordine non dovrebbe appartenere il concetto di vendetta che ci fu e che fu messa in pratica nella caserma Bolzaneto.
Lo scrive oggi il Secolo d'Italia

sabato 17 gennaio 2009

Testimoni di Genova



Obiettori di coscienza. A Genova ci sono autisti che si rifiutano di guidare il famoso ateo-bus, quelli che avrebbero dovuto portare sulla carrozzeria la pubblicità con la scritta "Dio non esiste", e che ora il Comune rifiuta.
Non c'è traccia di analoga presa di posizione degli autisti del Comune di Taranto contro la pubblicità elettorale di questo candidato Udc alla Regione. Non che fosse dovuta per questioni di credo politico. Se non altro perché il cofano va davanti.