Tornavano da Napoli, ed erano eroi di maggio. Con una qualificazione europea in tasca e diecimila ad attenderli a Formello; le tre di notte, Parolo e Marchetti alticci, Pioli che faceva i selfie. Tornarono di nuovo, sempre loro, sempre da Napoli, le tre di notte ancora, ma erano già “undici indegni” oppure “undici vermi”, così scrissero sui muri solo tre mesi dopo, mica una vita, per via di cinque gol subiti: era settembre. Pioli aveva smesso con gli autoscatti, mormorava “dobbiamo guardarci negli occhi” e saliva sulle stesse montagne, un po’ russe e molto romane, dove Rudi Garcia fa su e giù da un anno almeno. La Roma era alla gogna ad aprile (“Capricci da innamorati” minimizzò lui) e venerata il venticinque maggio, giorno del derby vinto e delle magliette nuove di Totti-il capitano. “Game over” dicevano, ed era falso, perché il gioco a Roma non finisce mai. Magari ci fosse davvero tempo per fermarsi, respirare, darsi ristoro.
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domenica 8 novembre 2015
Pioli-Garcia e le montagne russe di Roma
Tornavano da Napoli, ed erano eroi di maggio. Con una qualificazione europea in tasca e diecimila ad attenderli a Formello; le tre di notte, Parolo e Marchetti alticci, Pioli che faceva i selfie. Tornarono di nuovo, sempre loro, sempre da Napoli, le tre di notte ancora, ma erano già “undici indegni” oppure “undici vermi”, così scrissero sui muri solo tre mesi dopo, mica una vita, per via di cinque gol subiti: era settembre. Pioli aveva smesso con gli autoscatti, mormorava “dobbiamo guardarci negli occhi” e saliva sulle stesse montagne, un po’ russe e molto romane, dove Rudi Garcia fa su e giù da un anno almeno. La Roma era alla gogna ad aprile (“Capricci da innamorati” minimizzò lui) e venerata il venticinque maggio, giorno del derby vinto e delle magliette nuove di Totti-il capitano. “Game over” dicevano, ed era falso, perché il gioco a Roma non finisce mai. Magari ci fosse davvero tempo per fermarsi, respirare, darsi ristoro.
mercoledì 3 dicembre 2014
Pirlo e il colpo dell'ultimo istante
POTEVA urtare contro un piede o uno stinco. Poteva sbattere contro la folla di gambe lungo il tragitto, oppure sul palo, andare fuori, alto, finanche altissimo. Poteva andare ovunque quel pallone, anziché nel solo angolo libero con l'ultimo tiro della disperazione. Ma questo è il tipico vizio dei super eroi: ridursi all'ultimo istante. Deviano il meteorite solo nel momento in cui sta per colpire la terra, mai che si sveglino un attimo prima. Dai film della Marvel e della Pixar, almeno i bambini hanno imparato la lezione. Non si lascia il cinema finché c'è il buio, nemmeno quando scorrono i titoli di coda. Non è finita se non è finita. Qualcosa succede pure quando credi non ci sia più niente da vedere. Ora, puoi essere Cristopher Nolan che si rifiuta di aggiungere scene dopo la scritta "the end": lo ritiene poco serio. Oppure sei Andrea Pirlo, e nel caso l'affare si complica. Per gli altri.
mercoledì 30 aprile 2014
Per chi tifava Sergio Leone?
Gli anni adesso sono venticinque, da quando Sergio Leone non c'è più. E un altro film come C'era una volta in America, lo stiamo ancora aspettando. L'amore, l'amicizia, la fedeltà, il tradimento, il senso di colpa: un film totale, un'opera mondo, come la chiamerebbe Moretti, ma non Nanni, suo fratello Franco. Sergio Leone è uno di quelli di cui ti ricordi esattamente dov'eri quando ti hanno detto che era morto. Al cuore Ramòn, al cuore, e poi il Monco, il Biondo, Tuco, Armonica, Cheyenne, i nomi più belli tra i personaggi del cinema italiano. E Claudia Cardinale che scende dal treno alla stazione. E la voce di Nando Gazzolo. E lo scion scion di Morricone. Una cosa non si sa di lui, o almeno non l'ho capita io. Ma Sergio Leone era romanista o laziale?
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sabato 23 novembre 2013
Il derby dei Beatles
Everton o Liverpool? A George non gliene fregava granché. "A Liverpool ci sono tre squadre, io tifo per l'altra". La terza erano loro. I Beatles.
Harrison amava le automobili e la Formula uno, al calcio semmai era più legato John. Il suo papà era stato tifoso dei Reds, lui da ragazzino - a 11 anni - aveva disegnato su un foglio un'azione della finale di Coppa d'Inghilterra fra Arsenal e Newcastle (1952), per farne anni dopo la copertina di Walls & Bridges. Era un omaggio a Jackie Milburn, pare, il Wor Jackie con il nove in bianconero dietro la schiena. Nove, numero cui Lennon finì per legarsi, come si deduce dalle canzoni Revolution 9, The One After 909 e #9 Dream.
Harrison amava le automobili e la Formula uno, al calcio semmai era più legato John. Il suo papà era stato tifoso dei Reds, lui da ragazzino - a 11 anni - aveva disegnato su un foglio un'azione della finale di Coppa d'Inghilterra fra Arsenal e Newcastle (1952), per farne anni dopo la copertina di Walls & Bridges. Era un omaggio a Jackie Milburn, pare, il Wor Jackie con il nove in bianconero dietro la schiena. Nove, numero cui Lennon finì per legarsi, come si deduce dalle canzoni Revolution 9, The One After 909 e #9 Dream.
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venerdì 18 ottobre 2013
Canaglie contro lebbrosi, il folle derby di Rosario
Le canaglie contro i lebbrosi. La squadra per cui tifava Che Guevara e quella di Messi. La folle storia della rivalità più accesa che ci sia.
Celtic-Rangers? Sbagliato. Lazio-Roma? No. Olympiakos-Panathinaikos? Nemmeno. Il derby più derby che esista al mondo si gioca domenica in Argentina, dove molti credono che il massimo sia Boca-River, il Superclàsico di Buenos Aires. Illusi. Dimenticano cos'è il calcio a Rosario. La città di Messi. Sul fiume Paranà. Dove tutto parla del Central nella zona nord, dove tutto è Newell's Old Boys nella parte sud. I marciapiedi e i muri hanno i colori dei due club: giallo e blu di qua, rosso e nero di là. Non c'è nel mondo una città più malata di calcio di Rosario. Quando arriva il derby, i bambini vanno a scuola con la maglia della loro squadra sotto i grembiuli. Immaginate ora che il derby torna dopo tre anni. Il Central è risalito dalla B, il Newell's nel frattempo è tornato campione.
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sabato 10 novembre 2012
Napoli e il derby che non c'è
- Pa'.
- Mmm...
- Simone tifa per la Roma.
- ...
- Ingrid invece per la Lazio.
- ...
- A scuola si prendono in giro. Domani sono avversari.
- ...
- Pa', quando si gioca il derby?
- Be', me lo stai dicendo tu: si gioca domani.
- No, pa'. Io dico: quando si gioca il derby di Napoli?
- Eeeeeh. Nooooo. Il derby di Napoli non si gioca mai.
- Mmm...
- Simone tifa per la Roma.
- ...
- Ingrid invece per la Lazio.
- ...
- A scuola si prendono in giro. Domani sono avversari.
- ...
- Pa', quando si gioca il derby?
- Be', me lo stai dicendo tu: si gioca domani.
- No, pa'. Io dico: quando si gioca il derby di Napoli?
- Eeeeeh. Nooooo. Il derby di Napoli non si gioca mai.
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