«Ehi, arbitro, sostituzione». Il coach guarda l'iPad in panchina e decide che è il momento di cambiare. Più che decidere, esegue. La sostituzione in realtà l'ha suggerita una app. L'ha consigliata confrontando la scheda sugli infortuni passati del giocatore e i dati. Dopo, un po' alla volta, abbiamo visto calciare palloni con un microchip all'interno verso porte di calcio su cui sono puntate delle telecamere, il campionato inglese ha appena adottato il Goal Decision System: quando la linea bianca è superata, l'arbitro riceve un impulso sul suo orologio. Abbiamo visto tennisti fermare il gioco per puntare lo sguardo all'insù e controllare su un maxi schermo se il colpo era dentro o fuori. Abbiamo assegnato in Italia uno scudetto di pallacanestro con l' instant replay, la moviola a bordo campo. E oggi, tra porte di pallanuoto che si illuminano allo scadere del tempo consentito per il tiro e spade collegate in wireless con la postazione dei giudici di scherma, la frontiera si è spostata un po' più in là. O forse la frontiera non c'è più.
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lunedì 16 settembre 2013
lunedì 3 giugno 2013
Che cos'è il Dolby Atmos
martedì 1 novembre 2011
La guerra del calcio al futuro
L'ultimo cinguettio è stato del portiere. «Adios prima del nuovo regime». Lee Camp ha tirato giù la saracinesca al suo Twitter quando ha sentito puzza di guai. Rischiava una multa di mille sterline per ogni parola online su fatti e persone della squadra, il Nottingham Forest, serie B inglese, campione d'Europa fine anni '70. Vietato parlare di quanto succede nello spogliatoio. «Parlino delle macchine, di quello che vogliono, non di noialtri», la regola imposta dal manager Steve Cotterill qualche giorno fa. Non gli è piaciuto che un attaccante criticasse i tifosi per i fischi dopo la sconfitta con il Coventry. Così, nella sua eterna guerra contro quel vecchio nemico chiamato futuro, il calcio aggiorna la lista degli eretici e degli oggetti da mandare al rogo.
Si sono appena aggiunti l'iPad e l'iPhone, la Fifa del settantacinquenne Blatter sta per vietarne l'uso in panchina, l'ha deciso una commissione guidata da Beckenbauer e Pelé. Certo, saranno pure utili agli allenatori smanettoni alla Luis Enrique, ma tra i custodi del tempio-calcio prevale il timore che tablet e smartphone spezzino il sacro divieto di portare le immagini in campo.
Si sono appena aggiunti l'iPad e l'iPhone, la Fifa del settantacinquenne Blatter sta per vietarne l'uso in panchina, l'ha deciso una commissione guidata da Beckenbauer e Pelé. Certo, saranno pure utili agli allenatori smanettoni alla Luis Enrique, ma tra i custodi del tempio-calcio prevale il timore che tablet e smartphone spezzino il sacro divieto di portare le immagini in campo.
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venerdì 23 settembre 2011
Se sapessi dirti basta ti chiamerei
Gli Stati Uniti, scrive The Atlantic, sono un posto dove esiste una enorme differenza tra fattori demografici. A questi fattori adesso va aggiunta la tecnologia. Tipo i cellulari. O meglio gli smartphone. Che si differenziano dai cellulari di chi non ne possiede uno per il fatto che chi non ne possiede uno in genere chiede all'altro E dimmi dimmi: ti trovi bene?Quelli di The Atlantic hanno avuto la pazienza di incrociare le mappe statistiche dei diversi Stati degli Usa (età media, percentuale di minoranze etniche, reddito medio, fattore peso, partito politico prevalente) con i dati di vendita di IPhone, Blackberry e dei cellulari con sistema operativo Android (Samsung, Motorola, Lg, Htc).
sabato 17 settembre 2011
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