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giovedì 15 dicembre 2011
La scienza nel pallone
Non è stata colpa di Rocchi. Lui è innocente. Va assolto. Se domenica ha visto male sulla caduta di Ibrahimovic nell'area del Bologna, la colpa è della sua maestra elementare che gli ha insegnato a leggere. Da sinistra a destra, come in tutte le lingue occidentali, consegnando così al cervello il tragitto delle informazioni "corrette". Per questo gli arbitri sono più vulnerabili sull'altro lato, per questo Rocchi e i suoi fratelli continueranno tutta la vita a fischiare più spesso fallo quando l'azione si svilupperà da destra verso a sinistra. Anche se il fallo non c'è. Come del resto sbagliano i portieri a tuffarsi in anticipo sui calci di rigore. È un gesto che va contro il regolamento, soprattutto va contro la logica. Magari non lo sanno. Quando il portiere si lancia prima che il tiratore colpisca la palla, sottraea se stesso il 15% delle possibilità di parare. Se aspettasse di vedere la direzione del tiro, la sua percentuale crescerebbe del 33%. E c'è una legge per il colpo di tacco, per il colpo di testa, per il fallo laterale, per la rovesciata.
lunedì 22 maggio 2006
Nicolais, il nonno ministro
È al cinema che ha capito com'è andata la sua vita. Al buio, davanti a "Match point" di Woody Allen, la scena della pallina da tennis che può cadere di qua o andare di là. La pallina di Luigi Nicolais, uno degli italiani più citati secondo la banca dati Isi, oggi ministro alla Funzione pubblica e all'Innovazione, è caduta di là. «Se quel giorno avessi avuto il cellulare spento, non sarei diventato assessore regionale, e oggi non sarei ministro». Quel giorno, quando cioè la politica cattura il professore, ordinario di tecnologia dei polimeri alla facoltà di Ingegneria della Federico II. Sei anni fa. «Vantarsi è da stupidi. Competenza e casualità vanno insieme. Una sola non basta mai. Tu puoi tenere sempre una valigia pronta, ma se il treno non passa.». Oppure il treno passa, e la valigia non ce l´hai.
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