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lunedì 15 febbraio 2016

Dirige il maestro Peppe Vessicchio


SANREMO. Dirige l’orchestra: il maestro Peppe Vessicchio. Boato dell’Ariston, applausi. “Fragorosi, perfino imbarazzanti perché nel frattempo davanti a me c’era un mito come Patty Pravo sul palco. Ho provato a sollevare un braccio per condividere con lei il momento”. L’idolo della rete dell’ultimo festival di Sanremo. Lui che dà il pronti-via in sei ottavi a Elio. Lui che non ha cantanti sul palco e twitter lancia l’hashtag #uscitevessicchio. “Una casualità. Ero a provare. Mi ha colpito che la gente se ne sia accorta”. Trentuno anni dopo il primo Sanremo, dove ancora si cantava sulle basi preregistrate e lui accompagnava Zucchero, torna a casa con una popolarità gioiosa. “Il festival è come una festa comandata. In casa mia ci sono Natale Pasqua Ferragosto, e poi c’è Sanremo. La prima volta che ci ho messo piede nevicava. Ma in genere è per me un anticipo di primavera, vengo qui, le mimose si schiudono e mi sembra di stare a Napoli. Un anno in cui mancai, per non sentirne la mancanza, cambiai proprio stagione e me ne andai a vivere un anticipo d’estate a Sharm”. La barba più riconosciuta d’Italia. “Un amico conserva una foto di quando avevo solo i baffi. Ogni tanto minaccia di renderla pubblica. A casa non mi hanno mai visto senza. Me la feci crescere al liceo, erano gli anni della contestazione, portavo i capelli lunghi e la fascetta tra i capelli. Alla musica sono arrivato seguendo mio fratello Pasquale, che ne era portatore sano. Suona fisarmonica, piano e chitarra. Non è il suo lavoro eppure non pensa ad altro. Se hai una passione tanto grande in casa, finisci per trasmetterla”.