Il titolo era bello: "Ora per la città meno Eduardo e più Leopardi". Un titolo così bello scava nella testa. Rimane dentro. Torna a galla appena può. Come in questi giorni, visto quel che succede. Ma proprio perché succede quel che succede, bisogna chiedersi cosa dicesse quel titolo. Perché e in che cosa Napoli dovrebbe provare a essere più figlia di Leopardi per diventare migliore?
Intanto: di quale Leopardi. Se è quello dello Zibaldone, siamo dinanzi a una concezione di felicità legata soprattutto all'illusione. L'uomo immagina piaceri inesistenti, il suo bene maggiore è la speranza. E' davvero questa la più auspicabile delle Napoli possibili?
Ma Giancaspro si riferiva ad altro. Per eredità virtuosa di Leopardi (poeta sepolto a Napoli, va ricordato), intendeva "la restituzione alla città di una passione lucida". Se è così, allora, il poeta è uno fra i tanti genitori adottivi possibili.
Più interessante diventa perciò sciogliere l'altra metà del nodo.
Perché Napoli dovrebbe provare a essere meno figlia di Eduardo?