Il professore della scuola, il maestro Marcello D'Orta ha pubblicato altri 11 libri, provando inizialmente a ripetere la stessa formula del suo primo successo, "Io speriamo che me la cavo", sia con "Dio ci ha creato gratis", sia con "Romeo e Giulietta si fidanzarono dal basso".
Domenico Rea scrisse:
La non-borghesia napoletana, che non compra mai un libro o un quadro, che non va a teatro se non per vedere il varietà e belle cosce, dedita al solo denaro e ai suoi prodotti allo stato bruto (barche-villette-vacanze), che acquista un HF per ascoltare Lambade, assai più lontana dalla plebe e dal popolazzo della vecchia aristocrazia, quando è apparso il libro Io speriamo che me la cavo si è scatenata negli acquisti.La scuola ce l'ha fatta, il maestro ce l'ha fatta, nulla si sa di chi era bambino ad Arzano nella primavera del '90, quando uscì "Io speriamo che me la cavo". Fanno vent'anni in questi giorni. Non sappiamo se alla fine se la sono cavata, fra i 40mila abitanti addossati uno sull'altro in quei tre chilometri quadrati.
A Arzano non c'è nessuno che chiede la limosina perché sa che nessuno gliela può dare.