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giovedì 29 ottobre 2009

And he really did it


Michael Beasley è un ragazzone di vent'anni che l'anno scorso fu chiamato a giocare tra i professionisti del basket americano dalla squadra di Miami, gli Heat. Non uno fra i tanti, ma il secondo - il secondo - tra i migliori universitari. Poi Michael s'è infilato in un tunnel. L'estate scorsa è finito in rehab a Houston quando sulla sua pagina Twitter ha cominciato a scrivere messaggi che hanno allarmato gli amici, e la pagina alla fine gliel'hanno pure chiusa, perché sullo sfondo di una foto postata per mostrare i suoi nuovi tatuaggi, si intravedeva della droga.
Beasley ha accettato il trattamento, condizione che consente di evitare sanzioni nella Nba, e a settembre è tornato ad allenarsi coi compagni. Qualche giorno fa, altre 7 foto di Michael sono state caricate su TMZ.com, e tra quelle ce n'era una in cui si vedevano diverse bottiglie di birra sul tavolino di una barca. Beasley ha giurato che lui non beve, e il capitano della nave gli ha fatto da garante: non ha toccato né consumato alcol durante la gita. Anche la squadra stavolta gli ha creduto, così il giovane Michael ha evitato nuovi guai.
All behind me. I'll do whatever I have to do.