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sabato 18 ottobre 2014

La Grammatica del bianco: recensione Repubblica

«È MEGLIO una vita da Borg o una vita da McEnroe»? Ci sono stati anni in cui questa domanda oltrepassava i confini di un campo da tennis per mescolarsi con la vita di tutti. Borg e McEnroe non erano soltanto due modelli di gioco, uno freddo l'altro estroso, l'Orso e il Genio. Due stili di gioco: la volée e il rovescio a due mani, l'estetica e la sostanza. Erano anche due stili di vita. Hanno giocato molte volte l'uno contro l'altro ma la finale a Wimbledon del 5 luglio 1980 è stata il loro capolavoro. Una sfida epica che racconta Angelo Carotenuto in La grammatica del bianco e lo fa guardando la partita con gli occhi di Warren, un bambino inglese di undici anni, sul campo nel ruolo di raccattapalle. Lo sport è per Carotenuto un pretesto per penetrare la psiche di un ragazzino molto particolare, forse affetto da ADHD, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Attraverso quell'esperienza Warren uscirà dal guscio della sua emotività implosa, dalla paura che lo portava a non voler essere toccato da nessuno, a preferire l'ordine di una biblioteca ai giochi con gli amici, il flauto al calcio, la solitudine alla socialità, il bianco a tutti gli altri colori.

mercoledì 22 giugno 2011

I 30 anni di you cannot be serious

Dall'altra parte della rete c'era Tom Gullikson, ma è un dettaglio. Perché poteva esserci chiunque. Primo turno del torneo, terzo set. A John McEnroe chiamano una palla fuori, lui fa il pazzo, se la prende col giudice di linea, poi va dall'arbitro Ted James e gli dà del pidocchio, fino a quando dice una cosa e si accorge che funziona.
Quella frase.
La frase.
Diventerà un tormentone per tutti gli arbitri da contestare. Diventerà il titolo della sua autobiografia.
You cannot be serious.
McEnroe la inventa lì, sul prato di Wimbledon. Oggi sono trent'anni esatti.

venerdì 3 aprile 2009

Non è un tennis per papà


Un bell'articolo di Independent mette una croce sul sogno di Federer di raggiungere il record di Slam di Sampras. Perché? Colpa del figlio che sta per nascere.
Independent ha fatto uno studio meraviglioso: i tennisti papà hanno vinto solo 10 degli ultimi 115 Slam. Dal 1980 ce l'hanno fatta in 8, e sette di loro senza mai più ripetersi. Il migliore papà del tennis è Connors, con 3 Slam vinti dopo la nascita del suo Brett. Né McEnroe né Lendl né Edberg hanno vinto titoli tra biberon e pannolini. E dal 1980 nessuna donna ha vinto uno Slam una volta diventata mamma.
Noi tifosi di Federer aggrappiamo tutte le speranze a questo blog.