Ci sono volti di attori che col tempo si
sovrappongono ai loro personaggi. Uno guarda Zingaretti in Romanzo di una strage e non riesce a evitare di pensare che
a deporre in tribunale non sia lui, bensì il commissario Montalbano. Esistono
ruoli che catturano, che provano a farti prigioniero per sempre. Come nei
videgames di Mario Bros: quei ruoli ti sparano palle di ghiaccio addosso e ti
congelano. Più sono riusciti, più ti sequestrano.
Ben Kingsley lo sa. Lo sa meglio di
tutti. A 39 anni gli cuciono addosso la tunica di Gandhi. Addirittura. Otto
Oscar al film, compreso uno per lui, che come Mahatma vince pure Golden
Globe, Oscar inglese (Bafta) e un po’ di premi assegnati dai critici di mezzo
mondo. L’icona della pace sulla terra prende la sua faccia.