mercoledì 31 marzo 2010

Lisistrata non è ancora nata

Spacciata per grande conquista femminile, la legge elettorale per il consiglio regionale della Campania si rivela per quello che nel cortile si temeva: penalizzante per le donne. Riassunto: si potevano esprimere due preferenze, una per genere. Ovviamente la cosa non ha prodotto affatto un consiglio con 30 uomini e 30 donne - ipotesi contro cui già c'era da ridire (perché non 50 donne e 10 uomini?).
Le donne elette sono 14. E vedere chi sono, aiuta a capire questa legge.


A destra. 1) Mara Carfagna, la più votata della storia in Campania, 55mila voti. Eppure aveva detto e stradetto in partenza che non avrebbe lasciato il ministero a Roma. Significa che lascerà il seggio. A chi? "Spero a una donna". Spera. Ma non è detto. Così scenderebbero a 13. Avanti. 2) Mafalda Amente, la nipote del sindaco di Melito. 3) Bianca Maria D'Angelo, compagna dell'europarlamentare Rivellini. 4) Alessandra Mussolini, e risparmio lo stato di famiglia. 5) Paola Raia, sorella dell'amministratore dell'ente turismo di Capri. 6) Antonia Ruggiero, che "non ha mai fatto mistero della simpatia politica che la lega al Cavaliere e che le aveva concesso di salutare il premier in molte trasferte campane". 7) Sandra Lonardo Mastella, moglie di Clemente, cinque anni fa in consiglio grazie al listino di Bassolino, con divieto di dimora in Campania per vicende giudiziarie appena sospeso.
Dall'altra parte ce l'hanno fatta due reduci dalla lunga esperienza di governo di Bassolino, Angela Cortese e Rosa D'Amelio, mentre è stata bocciata la capolista Paola De Vivo, proposta dalla dirigenza new age. Bocciata come alle europee era stata bocciata l'allora capolista Rosaria Capacchione. Certe cose nei partiti di una volta, ai capilista non succedevano.
E poi c'è il capolavoro. L'Udc elegge Annalisa Vessella. Chi è Annalisa Vessella? E' la moglie di Pisacane,  sindaco di Agerola e deputato. Sulla scheda era registrata come Annalisa Vessella in Pisacane. Oltretutto la signora - che non ha mai fatto politica prima - è incinta. E dunque non ha fatto neppure campagna elettorale. Gliel'ha fatta lui. Il marito. Che alla vigilia diceva: "Mia moglie si impegnerà al telefono. Una truffa? Se c' è un lavoro da fare e uno fa il salumiere, non credo sia giusto privilegiare la salumeria degli altri".
Ecco. Io se fossi donna, da un risultato così, mi sentirei mortificata. Paola Raia esulta: "La doppia preferenza di genere ha dato i suoi frutti e va estesa anche agli enti locali". Auguri.

5 commenti:

d.l. ha detto...

assolutissimamente d'accordo. E' andata perfino peggio di quello ch immaginavo...

Poi, a me la legge fa così schifo che ho votato solo un uomo, visto che nessuna delle candidate mi convinceva.

Anonimo ha detto...

Premessa d'obbligo: la legge elettorale è una porcata quanto quella nazionale con l'aggravante che se non sei accompagnata non vai in paradiso... Detto questo rispetto a cinque anni fa le donne in consiglio sono il doppio. Chi ci sia poi è un problema degli elettori, non solo di chi le mette in lista, ad ognuno le sue responsabilità

ottanta/cento ha detto...

@ d.l.
La mia legge ideale prevede 30 candidati uomini e 30 candidati donne. E poi libero di votare due donne o due uomini.

@ anonimo
> Le donne in consiglio sono il doppio.
Ok. Sono il doppio. E mmo' ?
A me non interessa che siano il doppio, ma COME e PERCHE' sono diventate il doppio. A me, come anche a te, interessa che le donne non si facciano usare.

Anonimo ha detto...

verrebbe di dire che gli uomini in questo consiglio sono il doppio, neanche tanto bene in ombra.

Anonimo ha detto...

scusa, sopra ero io
saluti
m.ang