mercoledì 15 ottobre 2008

Un lost al sole [6]

Il libro. Ott non vedeva l’ora di sfogliarlo. Lo inseguiva dalle nove del mattino del 23 ottobre 1984, il giorno in cui diventava maggiorenne e il nonno malediceva il cielo con tutti i suoi inquilini. Il nonno, le sue radici. E poiché la radice di ottanta/cento è Zerottantanove, il nome del nonno era Zerottantanove, ma tutti per abbreviare lo chiamavano Conan Walter Casimiro Philip Immanuel. Che vita il nonno, coltivatore di Rhipsalis, una vita spesa tra Messico, Costarica e Venezuela. Durante una vacanza a Creta si era innamorato di una ragazza del posto, Mariana Fernanda, e le aveva chiesto di seguirlo e di sposarlo. Lei accettò, ma decise di portare da Creta con sé anche sua sorella Stelia, perché non voleva passare per l’unica cretina della famiglia. Conan Walter Casimiro Philip Immanuel, detto Zerottantanove, aveva tenuto da parte per anni quel libro, il regalo dei 18 anni per il nipote preferito, sparito però durante un trasloco. Il libro, non il nipote. Un Montaigne finito per sbaglio tra i volumi di cui disfarsi. Era stato lo stesso ottanta/cento a portare lo scatolone a un libraio di Port’Alba, e fu lì che si precipitò con la speranza di recuperarlo. Inutile. Il giovane Ott rincuorò il nonno. Gli disse che l’avrebbero ritrovato. Un altro Montaigne, certo. Ma non quello. Non esattamente quello. Nonno Zerottantanove spiegò che aveva custodito quell’edizione per quasi mezzo secolo, in ricordo d'un compagno partigiano, un francese che come lui s'era affrettato volontario in Spagna per combattere la dittatura di Franco. Quel compagno d’armi, tale Laurent Bunger, custodiva nello zaino il manoscritto d'un suo antenato, il quale si diceva a conoscenza di un incredibile segreto. E tuttavia monsieur Laurent era convinto che si trattasse d'un documento zeppo di fandonie. Ciò nonostante, la straordinaria storia di quell’avo, di nome Jack Bunger, al nonno era piaciuta. Col permesso del suo amico, aveva finito per ricopiarsela interamente, di sua mano, giorno dopo giorno. Non su un quaderno o su dei fogli, ma a matita, fra un rigo e l'altro delle pagine d'un libro rinvenuto chissà come fra le trincee di Spagna. Era quello il libro perduto e recuperato da Sam Apatchupah


(continua)
(le puntate precedenti)

5 commenti:

leoblog ha detto...

questa deriva storico-culturale non l'ho gradita. E ricalcando io "completamente" i gusti televisivi della casalinga di Voghera, ti consiglio di cambiare direzione.

(te ne sei accorto vero che siamo alla 6a puntata e non c'è ancora stata una disturbata degna di questo nome? Anzi, non se n'è sentito nemmeno l'odore)

idefix973 ha detto...

ma non è che il libraio di Port'Alba, per vendere meglio il libro ha cancellato lo scritto a matita? Oppure potrebbe qualcun altro potrebbe aver copiato la storia...
Racconta 80/100, racconta...
Disse Idefix stendendo per bene la caporta sul divano, che la sera vien giù un po' d'umido...

stelllare ha detto...

io non c'ho capito una mazza!

ottanta/cento ha detto...

@ leoblog
Lo sanno tutti che la grammatica delle webnovele prevede una deriva storico-culturale alla sesta puntata, mi meraviglio di te, fai una brutta figura. Vuoi la disturbata? Non mi faccio dettare l'agenda. E vabbe' stasera l'avrai.

@ idefix
Lo spin-off sulla vita del libraio è in programma per la stagione 2011/12. In realtà posso rivelarti, da narratore onnisciente, che il libraio non ne sapeva nulla.

@ stelllare
Fantastico. Obiettivo raggiunto. Non c'era nulla da capire. E' solo un delirio per confondere le idee a chi stava seguendo

stelllare ha detto...

quindi sono l'unica che ha capito?ahahhahahaahhahahaha!!!!
aspetto la settima....