Berlusconi, e dopo viene lui. Il più votato del centrosinistra. «Lavoro enorme. Un segreto non esiste. Ho fatto campagna elettorale alla vecchia maniera: girando per le case». I cattivi dicono che erano case di cura. Emilio Montemarano mette piede per la prima volta in Consiglio comunale a 25 anni: su 7.457 schede c'è scritto il suo cognome. Lo stesso di papà Angelo, assessore regionale alla Sanità. Un boom, un trionfo, tutto fuorché una sorpresa. «Voti miei, raccolti tra gli studenti universitari, e altri ricevuti dagli amici di sempre». Tra i medici. Il ciclone è passato soprattutto lì. «Ma da soli i medici non garantiscono tutte queste preferenze».
venerdì 2 giugno 2006
domenica 28 maggio 2006
Platone e la legge del pallone
Chi crede che il calcio sia una cosa frivola, lasci stare. Così come chi crede che sia un affare serio. "Platone e la legge del pallone", un po' saggio, un po' racconto, si presenta come «ispirato ad Aristocle da Codro detto Platone, dedicato a Gianni Rivera, riconducibile a Baruch Spinoza, consacrato a Manoel dos Santos detto Garrincha, scritto in omaggio a Bruno Pesaola, e attribuito a Zap Mangusta». Ed è così dall'inizio alla fine, uno slalom senza fiato tra Giordano Bruno e Bruno Giordano, un filosofo e un centravanti; fra Borges e Marcuse, Matisse e i Sigur Ros. è per chi ha ricevuto in dono la curiosità. In una stessa pagina possono stare insieme Enrico Fermi e Claudia Cardinale, Pablo Picasso e Superman, il Vaticano e il boogie woogie. Senza stonare con i possibili rimbalzi infiniti di un pallone. «Perché questa è la vita». Zap Mangusta è un calciatore mancato, uno che racconta di aver superato la delusione sapendo che nei ritiri si respira aria filtrata dalle adenoidi del compagno di stanza.
lunedì 22 maggio 2006
Nicolais, il nonno ministro
È al cinema che ha capito com'è andata la sua vita. Al buio, davanti a "Match point" di Woody Allen, la scena della pallina da tennis che può cadere di qua o andare di là. La pallina di Luigi Nicolais, uno degli italiani più citati secondo la banca dati Isi, oggi ministro alla Funzione pubblica e all'Innovazione, è caduta di là. «Se quel giorno avessi avuto il cellulare spento, non sarei diventato assessore regionale, e oggi non sarei ministro». Quel giorno, quando cioè la politica cattura il professore, ordinario di tecnologia dei polimeri alla facoltà di Ingegneria della Federico II. Sei anni fa. «Vantarsi è da stupidi. Competenza e casualità vanno insieme. Una sola non basta mai. Tu puoi tenere sempre una valigia pronta, ma se il treno non passa.». Oppure il treno passa, e la valigia non ce l´hai.
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sabato 6 maggio 2006
Le sette vite di Mimmo Pinto
C'era una volta un dubbio. «Tra un ex ministro dell'Interno democristiano e le questioni a cui si dice attento Rossi-Doria, io da che parte dovrei stare, con la mia storia?». La storia di Mimmo Pinto, ex leader storico dei disoccupati napoletani, un cammino con Lotta Continua e due volte in Parlamento negli anni Settanta, prima con il listone Pdup-Avanguardia Operaia-Lc, poi con i Radicali. Da che parte dovrebbe stare, alle comunali di fine maggio, una storia così? «C'è un rischio. Bisogna evitare che la rivincita del centrodestra parta da Napoli. Questa città già soffre. Il Malvano politico non lo conosco. Lo ricordo vicequestore a Portici, la città in cui vivevo, e ha lasciato molto a desiderare. Ecco perché voglio che vinca la Iervolino. Però sono preoccupato. Ho tanti amici che votano per Rossi-Doria».
domenica 26 marzo 2006
Il Caimano visto da Forza Italia
Il Caimano con gli occhi di Forza Italia. «Ma no, non gli somiglia». Ah, no? «Berlusconi non porta cravatte rosse». Il Caimano con gli occhi di Fulvio Martusciello, 34 mila e 700 preferenze alle elezioni regionali di un anno fa. «Sicuro. All'epoca metteva le regimental». All'epoca. Autunno ' 93, quando Forza Italia nasceva, e a Napoli si costruiva sui fratelli Martusciello.
venerdì 10 marzo 2006
La Ferrari napoletana
Quando Schumacher si ferma ai box, Michele sa cosa fare. In un angolo ha già preparato il treno di gomme, quello tocca a lui, e a lui tocca pure sistemare la ruota anteriore sinistra. Tutto sul filo dei secondi, lungo i brividi che la Formula 1 si concede ai pit stop. Michele Emozione, 32 anni, da Scampìa a Maranello. Uno che non gira intorno alle parole. «La Ferrari mi ha salvato. Se non avessi avuto questo pallino in testa, forse ci sarei cascato anch'io». Cascato nelle tentazioni dannate che hanno inghiottito le vite dei suoi amici.
sabato 25 febbraio 2006
Lady Mastella e i listini
«Sarà solidarietà fra mogli, ma io non vedo qual è il problema». Parla Sandra Lonardo, la moglie di Clemente Mastella. La donna approdata in consiglio regionale attraverso il listino blindato di Bassolino, la donna che del consiglio è diventata il presidente e che ora vede la sua storia allo specchio nella vicenda della candidatura al Senato di Annamaria Carloni stabilita dai Ds.
Signora Lonardo, non sono scenari inopportuni?
«Tutta la mia solidarietà ad Annamaria Carloni. Questa si chiama discriminazione».
Signora Lonardo, non sono scenari inopportuni?
«Tutta la mia solidarietà ad Annamaria Carloni. Questa si chiama discriminazione».
lunedì 13 febbraio 2006
Il peso dei cognomi
Ma quale sconvenienza. «Vuol dire che avrà grande fiducia in suo fratello. Se Alfonso Pecoraro candida Marco Pecoraro, se si assume tutte le responsabilità politiche della scelta, se il suo partito accetta e non obietta, allora lo scandalo dov'è?», si chiede Sandra Lonardo, la signora Mastella. «Non lo dico per autodifesa». Ci mancherebbe. Mentre a sentire Fulvio Martusciello, fratello di Antonio che fu tra i fondatori di Forza Italia, il vizio d'origine di Marco Pecoraro Scanio è un altro. «Per causa sua, un anno non sono riuscito a completare l'album delle figurine». I calciatori Panini.
mercoledì 11 gennaio 2006
La donna che camminò sul burrone per andare a partorire
Un ponte di ferro lungo trenta metri. Quelli dell'Anas stanno andando a smontarne uno a Campobasso per portarlo in settimana a Positano. E' la toppa da sistemare sul vuoto di Tordigliano, sulla frana al chilometro 9 della statale 163. Dove per ora si arriva solo in pullman: si ferma in uno sterrato a 500 metri dalla strada perduta, per l'inversione, apre le porte e signori si scende, tutti a piedi. Il ritorno della diligenza. Gli studenti con gli zaini in spalla. Un fruttivendolo con i carrelli riempiti al mercato. La casalinga salita all'alimentare di Sant'Agnello. I turisti e loro valigie a rotelle. Tutti a piedi lungo il solo mezzo metro d'asfalto rimasto in piedi, una striscia, un sentiero sottile con cui andare oltre l'isolamento, tra una roccia imbrigliata nella rete sulla sinistra e il vuoto che ingoia la strada a destra.
mercoledì 28 dicembre 2005
Il battesimo del bimbo che non doveva nascere
Don Ciro ha battezzato un bambino "fuorilegge", e non lo sa: un bimbo che oggi in Italia non potrebbe nascere, il figlio di una fecondazione eterologa. Ogni martedì mattina, don Ciro indossa la stola e celebra una messa per le donne sterili della sua parrocchia, la chiesa di Sant'Anna, che la tradizione apocrifa voleva incapace di procreare, ma poi fu madre di Maria. Una liturgia per una trentina di signore, alle quali don Ciro ricorda che «anche voi siete madri per il solo fatto di essere donne». Ma a una di loro, un giorno, la consolazione venuta dall'altare non è bastata più. Ha smesso d' arrendersi all'infertilità, ha preso la strada che la portava a un neonato, e nove mesi dopo col bebè in braccio è tornata davanti allo stesso altare. Don Ciro fissa il vuoto per un secondo. «Io ho battezzato un bambino nato da fecondazione eterologa?».
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